Transit 2, dopo Napoli è la volta di Instanbul

di Micol Di Veroli Commenta

danilo correale

Transit -2 è la seconda tappa dell’omonimo progetto che mira a connettere giovani artisti napoletani con giovani artisti provenienti da città del bacino mediorientale.

Dopo l’esperienza al Cairo, è la volta di Istanbul con l’incontro tra un artista napoletano, Danilo Correale e  due artisti turchi, Didem  Özbek e Osman Bozkurt, e il passaggio in due spazi e due tempi diversi: la prima tappa nella Project Room del Museo Madre dal 1 luglio al 31 agosto, la seconda ad Istanbul negli spazi di PiST ///Interdisciplinary Project Space da mercoledì 9 settembre, inserita come evento collaterale della XI Biennale di Istanbul.I lavori esposti riflettono in maniera diversa sulle migrazioni dei popoli ma anche sulla sedimentazione e i cambiamenti ideologici,  politici e sociali che gli spostamenti dell’uomo provocano nella geografia, nel tessuto sociale e produttivo di una città. The Istanbul Symphony è il progetto di Danilo Correale, una suite musicale divisa in tre sezioni ispirata al contesto tradizionale e socioculturale della città di Istanbul contemporanea. Affidandosi  unicamente al suono dei cimbali “Istanbul”, brand di illustre tradizione manifatturiera turco-armena, Correale  imbastisce una performance in cui delega al suono metallico di questo glorioso strumento nazionale  il ruolo fondamentale di rievocare memorie, sensazioni e percezioni insieme antiche e moderne, innescando, tramite l’interpretazione di musicisti napoletani, una sinergia tra le vibrazioni delle due città: Napoli e Istanbul.

L’idea di archivio, raccolta di informazioni e sedimentazioni da cui riaffiorano connessioni e memorie, inteso come processo artistico, informa tanto l’installazione di Correale quanto il progetto di Didem  Özbek e Osman Bozkurt. Partendo dall’indagine socio-urbanistica dell’antico quartiere europeo di Pangalti dove è ubicato PiST /// Interdisciplinary Project  Space da loro fondato nel 2006, gli artisti elaborano un’eclettica analisi sulle tracce di una presenza italiana ormai depositata sotto la oblio dell’amnesia collettiva.  Seguendo gli spunti letterari di Marmara, i ricordi sbiaditi dei proprietari di una classica drogheria d’angolo chiamata NAPOLI e le immagini d’archivio degli emigrati italiani di tardo ‘800 recuperati nell’antico palazzo Garibaldi, sede della Società Operaia Italiana di Mutuo Soccorso in Costantinopoli, riaffiora il passato levantino del quartiere. Un passeggiata metaforica per la Grand Rue Pangaldi che porta a riflettere sul cambiamento dei flussi migratori.

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