Rinasce la pittura grazie alla Nuova Scuola di Lipsia

di Micol Di Veroli Commenta

meike kopfL’hanno data più volte per spacciata ed è sempre risorta dalle ceneri con rinnovate e potenti energie. Stiamo ovviamente parlando della pittura, regina delle tecniche artistiche ed oggetto di roventi critiche che negli ultimi tempi l’hanno relegata al ruolo di comprimaria dell’arte, dietro installazione e video arte. Al di là delle mode la pittura non è mai scomparsa dal mercato e la sua valenza economica è davanti agli occhi di tutti, aste e grandi manifestazioni fieristiche internazionali parlano di un collezionismo ancora ben ancorato a questa tecnica.

Ovviamente siamo i primi a parlare di un calo di energie creative, soprattutto nel nostro bel Paese. In Italia molte giovani leve sono ancora troppo legate al figurativismo vecchia maniera ed all’espressionismo astratto per riuscire a concepire qualcosa di veramente innovativo. Ed allora la risposta arriva dritta dalla Germania dove una generazione di giovani ed agguerriti pittori che il Frankfurter Allgemeine Zeitung ha riunito sotto il nome di Nuova Scuola di Lipsia. Questa nuova corrente figurativa dai caratteri decisamente vibranti e visionari potrebbe riportare in auge la pittura, fornendo da valida spinta anche per gli artisti italiani. E’ infatti giunta l’ora di guardare al di fuori del nostro paese con meraviglia ed ispirazione invece di continuare a ripetere inutilmente dei cliché vuoti presi in prestito da altre nazioni. In questi giorni a Parigi, precisamente alla galleria Favardin & de Verneuil è in corso una mostra (aperta dal 6 aprile al 4 maggio) dal titolo Berlin. We Are Alive, evento che segna il primo debutto francese per 5 artisti tedeschi appartenenti appunto alla Nuova Scuola di Lipsia.

I nomi di questi cinque giovani pittori sono Christian Awe, Tom Fleischhauer, Sebastian Schrader,  Meike Zopf e Jorg Lohse e siamo certi che non mancheranno di diffondere la loro creatività nel resto d’Europa. Il ritorno alla forma classica ma completamente stravolta secondo un’ottica contemporanea e la frammentazione dell’immagine sino a decontestualizzarla completamente potrebbe essere un’intuizione capace di dare benzina alla scena pittorica internazionale.

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