John Day, Barbara Andrus e Cui Fei, nuove realtà della nuova Land Art

 
Micol Di Veroli
12 aprile 2010
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johnn day

Negli ultimi anni alcuni artisti ascesi agli onori dell’arte contemporanea internazionale hanno iniziato a lavorare con materiali naturali, rispolverando gli antichi fasti della Land Art nata sul finire degli anni ’60. I protagonisti di questa insolita forma d’arte creata con arbusti, rami ed altre elementi sono riusciti nel difficile intento di creare simbolici ed evocativi ambienti che mostrano in pieno la bellezza e la malleabilità della natura.

Tre di questi artisti, John Day, Barbara Andrus e Cui Fei, sono in questi giorni ospiti della Amelie A. Wallace Gallery, all’interno dell’Old Westbury college di New York, in occasione della mostra Regarding Nature: Thorns, Twigs, Buds and Branches (in mostra sino al 2 maggio 2010). Stranamente nessuno di questi tre artisti è realmente interessato alle politiche ambientali ma piuttosto all’estetica ed ai modi in cui alberi e rami possono essere intrecciati per combinare nuove forme. La mostra comunque tocca inevitabilmente i temi dell’eco sostenibilità e della conservazione dell’ambiente poichè tutti e tre gli artisti utilizzano rami secchi o piante morte. John Day ad esempio ha passato due mesi nell’area forestale del campus universitario a collezionare più di 8.000 rami e ramoscelli usati per creare la sua installazione site-specific Heliotrope, una sorta di costruzione primordiale rassomigliante più ad un ambiente che ad un’installazione, una stanza sacra che sembra puntare verso il soffitto dello spazio espositivo.

Anche Barbara Andrus utilizza rami per creare le sue strutture coniche che sembrano antichi rifugi ma anche dispensatori di energia naturale. Cui Fei invece è autrice di creazioni nettamente dissimili. L’artista crea infatti dei veri e propri disegni costruiti con spine essiccate provenienti da piante di ogni sorta, incollate su carta di riso. La mostra presenta un’affascinante spunto di riflessione sull’arte in relazione alla natura ed è impossibile non emozionanti di fronte a creazioni che trasmettono la stessa energia del nostro ambiente, un vero tesoro che andrebbe conservato e preservato.

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