Brooke Shields nuovamente perseguitata dai suoi sbagli di gioventù

di Micol Di Veroli Commenta

La famigerata foto scattata dal fotografo Garry Gross nel 1975 per Playboy, raffigurante una Brook Shields nuda alla tenera età di 10 anni, sembra voler affliggere la povera artista per tutta la vita. In quell’occasione fu la madre della giovanissima attrice a concedere le autorizzazioni per il servizio fotografico. Eppure a distanza di 35 anni quel malefico scatto fa ancora parlare di sé.

A tirarlo in ballo è stato il comico Sanderson Jones in occasione del celebre Festival di Edimburgo, meglio noto come Fringe Festival edizione 2010. Nel suo show Jones non ha esitato a tirare in ballo la foto e in molti hanno lasciato la sala visibilmente disgustati prima della fine dello spettacolo. Fringe oltre ad essere un prestigioso festival di arti visive è anche teatro di performance scioccanti che molto spesso finiscono con inviperire gli astanti. Lo scorso anno infatti il comico Kim Noble , mostrò al pubblico un filmato in cui si masturbava dentro alcuni vasetti di crema e la cosa finì con scandalizzare tutti, finendo sulle prime pagine dei giornali britannici. Tornando al presente, Sanderson Jones non è stato da meno visto che il Regno Unito aveva già chiaramente mostrato di non gradire la nota foto di Brook Shields.

Lo scorso ottobre infatti, in occasione della mostra Pop Life: Art in a material world, in visione al Tate Modern di Londra ( cui hanno partecipato nomi del calibro di Tracey Emin, Keith Haring, Damien Hirst, Jeff Koons e Takashi Murakami) il ben noto Richard Prince riempì la sua sala di immagini a sfondo sessuale e rappresentazioni di atti espliciti mescolate a pagine prese direttamente da riviste porno. L’installazione dal titolo Spiritual America includeva anche la foto scattata da Garry Gross. Ovviamente l’infausta scelta accese le ire delle varie associazioni anti-violenza sui bambini e per tutta risposta Scotland Yard ordinò la chiusura immediata della sala di Richard Prince. Jones ha quindi superato Prince in stupidità, confermando l’antico adagio che recita: “Errare è umano, perseverare è diabolico”.

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