Subway Art History, il collettivo che riporta in vita la street art old skool

di Micol Di Veroli Commenta

New York è la patria della street art, la culla del graffiti. Da li è partita ogni sorta di sperimentazione urbana ed ogni selvaggia azione di recupero del territorio da parte dei giovani artisti. La grande mela è stata quindi la culla dei più celebri nomi della street art ma è pur vero che il tessuto urbano è in continuo cambiamento, quindi molte opere create a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 sono andate perse o distrutte.

Oggi però questo problema potrebbe essere evitato, in questi giorni infatti se vi trovate dalle parti del Gowanus Canal di Brooklyn, potrete osservare un fantastico graffiti che reca la frase “Hand Of Doom”. Si tratta della riedizione di una celebre opera eseguita da Seen negli anni ’80 su di un intero vagone della metropolitana cittadina. L’opera è persino apparsa sul celebre libro Subway Art, scritto nel 1984 da Henry Chalfant e Martha Cooper, una vera e propria bibbia per gli amanti di questa tecnica artistica. Eppure quel vagone con su scritto Hand Of Doom in riferimento ad una canzone dei Black Sabbath, ora non esiste più ed allora come è possibile che l’opera sia stata traslata da un posto all’altro? Ebbene ci ha pensato un gruppo di giovani street artists compresi tra i 20 ed i 30 anni. Il collettivo riunito sotto il nome di Subway Art History si è infatti riproposto l’obiettivo di ricreare tutti quei graffiti che hanno fatto la storia dell’arte metropolitana ma che ormai da tempo sono andati persi.

Poco distante da Hand of Doom, esattamente nel cuore di Sunset Park, il collettivo ha realizzato una riedizione del tag Blade eseguito nel 1980 dall’omonimo writer ma ha rimpiazzato il tag con la scritta Plato pur mantenendo la stessa estetica. Subway Art History è un bellissimo progetto ed inoltre il collettivo gode dei permessi governativi per realizzare le opere negli spazi pubblici, in pratica i writer compiono le loro azioni alla luce del giorno. Insomma una volta tanto è il caso di dire che i giovani hanno rispetto per gli anziani.

Photo Credit: Robert Wright –  The New York Times

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