Social netart, quando Facebook diventa arte

 
Micol Di Veroli
14 febbraio 2011
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Come ogni fenomeno globale che si rispetti, i social networks finiscono sempre per attirare l’attenzione dei più creativi che solitamente riescono in qualche modo ad oggettivare ed enfatizzare vizi e virtù di queste piattaforme amatissime e cliccatissime. Facebook ad esempio è in questi ultimi tempi un vero e proprio banco di prova per moltissimi artisti e mentre molti lo usano solamente per pubblicare portfolio ed altre immagini, altri indagano sull’essenza stessa del mezzo. Dobbiamo dire che sono proprio i talenti nazionali ad aver lanciato le più interessanti operazioni di questa Social netart ancora in fase di totale rodaggio.

Alessandro Bulgini ha più volte utilizzato Facebook per frammentare la sua immagine o documentare lo scorrere del tempo mediante una presenza assenza del suo profilo online. Le sue invenzioni estetiche e concettuali hanno letteralmente aperto nuove prospettive ai fruitori di questo diffusissimo mezzo di comunicazione. Ma Bulgini non è l’unico pioniere di queste nuove tecniche artistiche. Nel corso del festival berlinese Transmediale 11 (un must per le arti elettroniche) l’attenzione del pubblico è stata catalizzata dall’italianissimo artist duo formato da Alessandro Ludovico e Paolo Cirio. I due caleidoscopici hacker/artisti hanno prodotto infatti un’opera partendo proprio da Facebook e dalle problematiche sulla privacy che da esso scaturiscono. Ludovico e Cirio nel progetto Face to Facebook hanno di fatto creato un sito di incontri online raggiungibile all’indirizzo Lovely-faces.com (temporaneamente disattivato) ed in seguito hanno immesso nella piattaforma 250.000 profili rubati da un milione di profili di Facebook, il tutto tramite uno speciale software da loro creato.

Grazie ad un nuovo sistema di riconoscimento facciale basato su algoritmi il software ha quindi classificato le foto dei profili in base alle espressioni facciali. Il tutto per ricordare agli utenti di Facebook le conseguenze che derivano dalla pubblicazione di informazioni personali su una piattaforma visibile da chiunque. Insomma anche questa operazione ci sembra un ulteriore passo verso una nuova ed affascinante tecnica espressiva.

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