Il Brooklyn Museum non vuole la street art

di Micol Di Veroli Commenta

Cose strane succedono nel mondo della street art o forse sarebbe meglio dire: cose strane succedono alla street art quando c’è di mezzo anche Jeffrey Deitch. Colpevole di aver oscurato il murale di Blu, il direttore-volpone del MOCA di Los Angeles aveva poi lanciato la grande panoramica sulla street art intitolata Art in The Streets. Ebbene, la mostra in questione doveva in seguito migrare al Brooklyn Museum di New York e rimanere in visione dal 30 marzo all’8 luglio 2012.

Qualcosa però è andato storto ed i vertici del Brooklyn Museum hanno deciso di cancellare l’intera manifestazione. Sulle prime il museo ha emanato un comunicato stampa dove si parla di problemi finanziari, tali da non poter assicurare il corretto svolgimento di Art in The Streets. La realtà è però ben diversa ed alcune spiegazioni a questo strano comportamento le aveva già fornite il New York Daily News in un articolo apparso lo scorso aprile. Durante la mostra al MOCA, i dintorni del museo sono stati completamente tappezzati da murales e graffiti, la polizia ha tentato invano di correre ai ripari, scatenando una repentina caccia alle streghe contro i “vandali” che avevano festeggiato l’inaugurazione della mostra alla loro maniera.  La mostra è stata inoltre accolta da critiche abbastanza fredde da parte dei magazine di settore. COme se non bastasse, uno dei curatori della mostra, Roger Gastman è anche il fondatore della R. Rock Enterprises, azienda di marketing e publishing che realizza murales per i suoi clienti, sviluppa siti internet e quanto altro.

Con la R.Rock enterprises hanno collaborato anche Retna, Revok e Saber (artisti inclusi nella mostra al MOCA) e tanti altri. Insomma Gastman e Deitch hanno organizzato un bel conflitto di interessi. Tra polemiche, vandalismo e affari poco chiari, il Brooklyn Museum ha quindi deciso di cancellare una mostra che non è certo: “il più grande evento di street art della storia“, come sbandierato ai quattro venti dal vecchio volpone Deitch.

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