Holy Work, Andrea Serrano reinterpreta il ritratto sacro all’interno della storia dell’arte

 
Micol Di Veroli
16 agosto 2011
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Il 22 settembre la Galleria Pack di Milano inaugura HOLY WORKS, la prima mostra di Andres Serrano appositamente concepita e realizzata per la galleria dove l’artista americano ricrea e reinterpreta la pittura religiosa medioevale e rinascimentale.

HOLY WORKS, nelle intenzioni dell’artista, non vuole essere una re-interpretazione di opere specifiche della storia dell’arte e non deve trarre in inganno la presenza di una Ultima Cena. Quella di Serrano sembra voler essere piuttosto una rilettura complessiva dell’idea di ritratto sacro all’interno della storia dell’arte. Ben lontano dalla volontà iconoclasta tipica di molti cicli passati, in queste opere l’artista sembra orientato verso una sua lettura della pittura italiana quattro-cinquecentesca che rinvigorisce alla sua tipica maniera e attraverso l’utilizzo di personaggi presi all’interno della cerchia degli amici e conoscenti che riportano le tipiche caratteristiche somatiche di quel melting pot newyorkese che da sempre affolla le sue fotografie.
“Piuttosto che distruggere le icone sacre”, dichiara Serrano, “io le reinvento e le rafforzo”. C’è in tutta la sua produzione una volontà dichiarata di essere riconosciuto dall’autorità ecclesiastica come uno dei più importanti artisti religiosi del suo tempo. Per questo motivo HOLY WORKS appare fin dalla prima lettura come uno dei più importanti e sentiti cicli dell’artista newyorchese. La sua The Last Supper, il trittico delle Stages Cross e le China Madonna o Blood Madonna rappresentano infatti il culmine dell’interesse di tutta una carriera per l’iconografia sacra cristiana. Spesso, Andres Serrano, è stato definito il moderno Caravaggio e questo ciclo di opere lo conferma consacrandolo definitivamente come uno dei più importanti artisti contemporanei che mai abbiano avuto l’ardire di affrontare temi religiosi e l’iconografia della storia dell’arte sacra.

Andres Serrano (New York, 1950) rappresenta nelle sue opere un’iconografia personale che ha costruito attraverso gli anni e che costituisce l’aspetto più originale della sua ricerca. La sua figura è ormai storicamente riconosciuta internazionalmente e, pur essendo una persona profondamente religiosa, spesso le sue opere hanno suscitato un profondo scandalo proprio nell’ambito della tradizione cattolica a causa dei soggetti spesso vissuti come provocatori. Serrano si esprime attraverso il mezzo fotografico in un modo totalmente autonomo grazie anche all’utilizzo di poster che inondano le strade delle città dove si svolgono le sue mostre con le immagini delle sue opere che raggiungono migliaia di persone. La sua arte ha per questo motivo raggiunto anche il pubblico dei non addetti ai lavori: tutti ricordano ad esempio il suo Piss Christ del 1987 – un crocifisso di plastica immerso in un recipiente colmo di urina – che lo ha definitivamente consacrato come artista mondiale.

Tra le principali mostre personali, ricordiamo: Andres Serrano: Fluids, Galerie Yvon Lambert, Parigi; Andres Serrano: A History of Sex, Paula Cooper Gallery, New York; A History of Andres Serrano: A History of Sex, Groninger Museum, Olanda; Saatchi Museum, London, U.K.; Andres Serrano: Works 1983-93, The New Museum of Contemporary Art, New York; The Morgue, Museum of Contemporary Art, Montreal.

 

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