Andy Goldsworthy: come gettare al vento 700.000 dollari

di Redazione Commenta

Andy Goldsworthy ed il suo dolmen di pietra accendono le polemiche…

Produrre un’opera di arte pubblica è sempre una questione assai spigolosa. Difficile infatti incontrare i gusti della popolazione e sin troppo spesso si finisce con lo sperperare soldi, tirandosi appresso le ire dei contribuenti. Dalle nostre parti ad esempio sarebbe impossibile stilare una lista delle opere pubbliche completamente sballate ma i politici del nostro belpaese, come si sa, hanno spesso utilizzato l’opera d’arte per favorire le proprie amicizie o per operare creste sulle spese a dir poco astronomiche. A questo punto va però ribadito che “tutto il mondo è paese” ed allora non bisogna stupirsi se anche nella lontana Australia, i brogli con le opere pubbliche funzionano pressappoco come i nostri. Il governo australiano ha infatti commissionato al celebre artista internazionale Andy Goldsworthy un’opera da piazzare nella natura incontaminata del Conondale National Park. Goldsorthy ha quindi risposto con Strangler Cairn, cento blocchi di granito, abitualmente utilizzati nei muri a secco, che vanno a formare una sorta di Dolmen simile a quello di Obelix. Come se non bastasse, l’installazione è destinata a sparire nel nulla, come ogni opera di land art che si rispetti. Costo dell’intera operazione 700.000 dollari. Ricapitolando, per questa cifra il contribuente australiano si ritrova un’opera che non potrà mai vedere e che è destinata a svanire. Mica male come opera pubblica.

 

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