Caravaggio precursore della fotografia

di Micol Di Veroli Commenta

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Nel 1515 Leonardo da Vinci descrisse nel suo Codice Atlantico un apparato per disegnare dal vero paesaggi ed oggetti. Il meccanismo consisteva nel costruire una camera oscura e cioè un dispositivo costituito da una scatola nella quale veniva praticato un unico foro sul quale veniva posta una lente regolabile. Sulla parete opposta della scatola veniva così a proiettarsi un’immagine capovolta dell’oggetto o paesaggio esterno che poteva essere copiata su di un foglio di carta, ottenendo incredibili risultati. La camera oscura leonardiana è uno dei primi esempi, in ambito occidentale di studio su un dispositivo ottico la cui invenzione è alla base di tutta la tecnica fotografica. La camera oscura fu usata da molti maestri della pittura e risultava ancora molto usata nel XVIII secolo da pittori come il Canaletto (la cui camera oscura originale si trova al Museo Correr di Venezia).

Roberta Lapucci (storica dell’arte e restauratrice) ha recentemente portato a termine delle ricerche sul pittore Caravaggio che secondo la studiosa avrebbe usato tecniche rivoluzionarie per fotografare i suoi modelli più di 200 anni prima dell’invenzione della fotografia.

Uno dei più grandi maestri della pittura, celebrato per la sua meravigliosa tecnica del chiaroscuro avrebbe sperimentato un’intera gamma di strumenti che sono alla base della fotografia, questo è quanto emerge dalle ricerche di Roberta Lapucci.

Caravaggio facendo uso della camera oscura leonardiana sarebbe stato in grado di fissare l’immagine su tela usando una miscela di sostanze chimiche e minerali visibili nell’oscurità. L’ipotesi è che Caravaggio abbia usato una polvere fotoluminescente ottenuta dalla frantumazione di lucciole che a quel tempo erano usate per creare una sorta di effetti speciali nelle produzioni teatrali.

Sarebbe quindi Caravaggio uno dei primi scopritori di una sorta di emulsione fotografica, una pasta di materiale fotosensibile in grado di fissare l’immagine su di una superficie. Ricordiamo che un’ emulsione chimica contenente alogenuro d’argento ed altri prodotti chimici è comunemente usata nelle odierne pellicole fotografiche.

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