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	<title>GlobArtMag &#187; Cinema Sperimentale</title>
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		<title>Kenneth Anger: &#8220;non sono un satanista&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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In una piccola galleria, un film di 10 minuti viene proiettato in loop. All’interno della pellicola possiamo riconoscere il volto di stralunate rock stars che rassomigliano a Mick Jagger o sono Mick Jagger in persona compiono strani riti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5009" title="kenneth anger" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/03/kenneth-anger.jpg" alt="kenneth anger" width="450" height="527" /></p>
<p>In una piccola galleria, un film di 10 minuti viene proiettato in loop. All’interno della pellicola possiamo riconoscere il volto di stralunate rock stars che rassomigliano a<strong> Mick Jagger</strong> o sono Mick Jagger in persona <strong>compiono strani riti satanici</strong>. Punti bianchi formano una piramide mentre ragazzi nudi si distendono languidi su un sofà e marines saltano da un elicottero. Lo schermo mostra un gatto, un cane, <strong>un onnisciente occhio egiziano e gente che fuma erba da un teschio</strong>. Un sintetizzatore emette un suono insopportabile. Non c’è nessun dialogo, nessuna storia.</p>
<p>La galleria è la celebre <strong>Sprüth Magers</strong> di Londra ed il film in questione è <strong>Invocation of My Demon Brother </strong>del grande Kenneth Anger ( in mostra sino al prossimo 27 marzo).  Anger è una leggenda di Hollywood, i suoi film pazzi, pomposi e disturbanti hanno ispirato generazioni di filmmaker e video artisti. Va da sé che tutta la produzione di Anger ha generato notevoli critiche, indignazioni, accuse di satanismo e polemiche che lo hanno persino condotto in galera. <span id="more-5008"></span>Il suo film <strong>Fireworks </strong>(1947) fu la prima pellicola a trattare il tema dell’omosessualità ben tre anni prima del film <strong>Un Chant D’amour</strong> di <strong>Jean Genet.</strong> Per tutta risposta Anger fu incarcerato con l’accusa di oscenità. Il caso arrivò alla corte suprema della California che dichiarò Fireworks un’opera d’arte e quindi non passibile di accuse.  Altro film molto contestato fu <strong>Lucifer Rising</strong>, con la colonna sonora di <strong>Bobby Beausoleil</strong>, detenuto colpevole di essere complice di <strong>Charles “Satana” Manson </strong>(folle criminale ed assassino di <strong>Sharon Tate</strong>, moglie di <strong>Roman Polanski</strong>) ed amico di Anger.</p>
<p>Anche <strong>Szandor LaVey</strong>, fondatore della Chiesa di Satana  fu molto amico del grande artista che tuttavia ha dichiarato:  &#8220;<strong>sono in molti a pensare che io sia satanista</strong>. In realtà mi definisco un pagano anche se nei miei film ci sono migliaia di riferimenti al demonio. Non posso entrare nella testa della gente. Lucifer Rising è un film sui sogni e nei sogni non c&#8217;è bisogno di analizzare il significato di tutto&#8221;. Satanista o non satanista a noi Kenneth Anger piace così, in tutte le sue controverse identità.</p>
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		<title>Cadavre Exquis VIDEO al Nuovo Cinema Aquila di Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 07:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdi 12 marzo alle 19.00 il Nuovo Cinema Aquila di Roma presenta Cadavre Exquis VIDEO, un progetto partecipato nato dall’open call lanciato contemporaneamente a Roma, Quito e Parigi: il video, composto da 62 contributi, è il risultato della collaborazione di artisti dell’Ecuador, Italia, Francia, Germania, Spagna, Cile che hanno risposto all’invito. Il video, dunque, tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4938" title="Cadavre Exquis VIDEO web" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/03/Cadavre-Exquis-VIDEO-web.jpg" alt="Cadavre Exquis VIDEO web" width="450" height="637" />Venerdi 12 marzo alle 19.00 il <strong>Nuovo Cinema Aquila</strong> di Roma presenta<strong> Cadavre Exquis VIDEO</strong>, un progetto partecipato nato dall’open call lanciato contemporaneamente a Roma, Quito e Parigi: <strong>il video, composto da 62 contributi, è il risultato della collaborazione di artisti dell’Ecuador, Italia, Francia, Germania, Spagna, Cile</strong> che hanno risposto all’invito. Il video, dunque, tanto nella sua costruzione visiva quanto nella sua presentazione al pubblico si propone con spirito ludico e come attraversamento disciplinare. Dopo il lancio del bando di partecipazione, la prima tappa di presentazione a Quito e la seconda a Roma al Nuovo Cinema Aquila, il video sarà presentato a Parigi.</p>
<p>La presentazione del progetto al Nuovo Cinema Aquila è curata da <strong>Bruno Di Marino</strong>.<br />
L&#8217;iniziativa conferma l&#8217;attenzione del Nuovo Cinema Aquila per la sperimentazione e la ricerca sul cinema e le immagini in movimento. <span id="more-4939"></span>Cadavre Exquis VIDEO / Cadáver Exquisito VIDEO / Cadavere eccellente VIDEO è un progetto ideato dalla <strong>Project Room Arte Actual /FLACSO</strong> e coordinato da <strong>María Rosa Jijon</strong>, <strong>Federica La Paglia </strong>e <strong>Alexis Moreano</strong>.</p>
<p>Cadavre Exquis VIDEO è un video di:<br />
Concetta Modica, Emanuele Napolitano, Silvia Stucky, Jacopo Benci, Edwin Carrera, Alterego, Galo Teràn Chico, Hugo Burgos, Manuel Carrion Hurtado, Lidia Tropea, Gruppo Sinestetico (Albertin, Sassu, Scordo), La familia producciones, (Andrés Ganchala, Robert Cárdenas y Christian Tapia), Ugo Piergiovanni, Haggar, Pablo Encalada Romero, Diego Paúl Villavicencio Ordóñez, Emy Díaz, Elsye Suquilanda, Tomas Astudillo, Daniele Prosdocimo, Myfavouritecolor Enrico Zanetti, Enrico Marcon, Nicola Picogna, Giovanni Bai, Pablo Andres Quartagno, Nicolò Vigna, Ingrid Falk &amp; Gustavo Aguerre, Avelino Sala, Paulina León, Giovanni Zapata, Adelina Ducos, Sybin, Werther Germondari &amp; Maria Laura Spagnoli, Angelo Antonuccio, Pasquale Fameli, Manuela Viera-Gallo, Erich Breuer, Ilenia Zincone, Amparo Ferrari, Conceptinprogress (collettivo artistico), Gastón Ramírez Feltrìn, Micha Otto, Alex Ferraté, Vera León y Pedro Cagigal, Chiara Girolomini, Karla Tobar, Sebastian Zabronski, Juan Zabala, Carolina Redondo, Parus Major, María Amelia Viteri y Colectivo Desbordes de Géner@, Luana Perilli, Benna, Rosa Jijon, Paúl Rosero Contreras, Annamaria Di Giacomo, Patricio Ponce, Eleonora Chiesa, Karina Cortez ,Cyril Aboucaya, Julie Genelin , Francisca Sánchez, Cyril Gauthier, Guillaume Aubry, Laëtitia Badaut-Haussmann, Eugenio Percossi,  Alexis Moreano, Estefania Peñafiel Loaiza.</p>
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		<title>Absolut sopra le righe con l&#8217;aiuto di Spike Jonze</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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La celebre azienda Absolut, distillatrice di un’ottima vodka, è da sempre connessa al mondo dell’arte contemporanea. Nel corso degli anni sono stati in molti a fotografare la sua inconfondibile bottiglia ed altrettanti artisti sono intervenuti direttamente sul design stesso del contenitore rendendo il celebre distillato un vero e proprio pezzo da collezione. Il 7 marzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qEXVDdD_fYI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/qEXVDdD_fYI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span lang="it-IT">La celebre azienda <strong>Absolut</strong>, distillatrice di un’ottima vodka, è da sempre connessa al mondo dell’arte contemporanea. </span><span lang="it-IT">Nel corso degli anni sono stati in molti a fotografare la sua inconfondibile bottiglia ed <strong>altrettanti artisti sono intervenuti direttamente sul design </strong>stesso del contenitore rendendo il celebre distillato un vero e proprio pezzo da collezione. Il 7 marzo 2010 l’Absolut sfiderà a Londra le ordinarie percezioni giornaliere delle persone, lanciando il concetto “<strong>Ordinary is no place to be</strong>”.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Absolut presenterà il film <strong>I’m Here, A Robot story in an Absolut world</strong>, pellicola girata a Los Angeles dal grande artista <strong>Spike Jonze</strong>. Il film ha riscosso un grande successo di pubblico durante la prima assoluta al Sundance Film Festival lo scorso 21 gennaio ( prossimamente il film sarà proiettato anche alla Berlinale). <span id="more-4812"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-4813" title="absolut_world" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/absolut_world.jpg" alt="absolut_world" width="450" height="491" /></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Absolut ha ben progettato la sua invasione britannica, </span><span lang="it-IT"><strong>già da qualche giorno l’azienda ha cominciato a tappezzare tutta la nazione con giganteschi manifesti pubblicitari</strong> e graffiti intriganti che ammiccano alla manifestazione senza fornire troppe spiegazioni ed offrono ai consumatori la possibilità di assistere in questi giorni ad <strong>una prewiev esclusiva del film “in no ordinary places” (in posti fuori dal comune)</strong>. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT"> <strong>Dal 22 febbraio fino al 28 febbraio infatti Absolut proietterà alcuni momenti del film in posti ordinari come negozi di biciclette, bar e parrucchieri di Londra, Manchester ed Edinburgo</strong>, alimentando così la curiosità sulla proiezione finale che si terrà in un posto fuori dal comune. I’m Here  è recitato da due bravi attori del cinema internazionale e cioè <strong>Andrew Garfield </strong>(Parnassus &#8211; L&#8217;uomo che voleva ingannare il diavolo del 2009 di Terry Gilliam) e <strong>Sienna Guillory</strong> (Love Actually &#8211; L&#8217;amore  del 2003 scritto e diretto da Richard Curtis). </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">econdo Mark Hamilton, direttore del marketing della vodka Absolut in Inghilterra, la nuova campagna: “<strong>è una sfida alla routine quotidiana, daremo al pubblico la chance di vedere il film in sedi ordinarie ma inconsuete</strong> per la proiezione cinematografica”. Inoltre gli spettatori potranno degustare ottimi cocktail preparati con la rinomata vodka. Ma mi raccomando, <strong>bevete responsabilmente!</strong></span></p>
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		<title>Un documentario sulla nuova scena Lowbrow</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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<p>Il <strong>Lowbrow</strong>, famosa corrente partita dalla <strong>realtà underground della Los Angeles degli anni ’70 </strong>e depositaria della cultura dei comics e dei linguaggi visivi propri della strada, <strong>è in procinto di cambiar pelle</strong>. Come molti di voi sicuramente sapranno, da alcuni anni imperversano sulla scena dell’arte internazionale i giovani talenti della <strong>New Brow</strong>, ebbene la <strong>London Miles Gallery</strong> di Londra ha deciso di ospitare nei suoi spazi, in prima visione assoluta, la proiezione di <strong>un interessante documentario dedicato a questa corrente artistica</strong>.</p>
<p>Si tratta di <strong>New-Brow The rise of Underground Art</strong>, film presentato dalla <strong>Humble pictures</strong> in collaborazione con la <strong>Shooting Gallery </strong>di San Francisco e vincitore del festival <strong>contemporary art documentary</strong>. Il documentario mette in luce le storie e la creatività dei grandi personaggi di questo nuovo movimento d’arte contemporanea e cioè artisti del calibro di <strong>Shepard Fairey, Ron English, Silvia Ji, Gary Baseman, Shag </strong>e molti altri. Questi grandi protagonisti del filone New Brow illustrano le loro opere ed i loro progetti passati e futuri ma cosa ancor più importante durante lo scorrere delle immagini Baseman e soci parlano liberamente di questo movimento dalle sue origini al suo sviluppo odierno, anticipando qualche previsione sul suo futuro.<span id="more-4696"></span> Il documentario non propone solamente queste figure di spicco ma anche <strong>personaggi del mercato, gallerie e collezionisti che hanno appoggiato e continuano ad appoggiare questa nuova espressione dell’arte americana</strong>. Il documentario ha già partecipato ad importanti festival come il <strong>San Francisco Film festival</strong>, il <strong>Rader Hamburg Film Festival</strong>, il <strong>Tulsa United Film Festival</strong>, l&#8217; <strong>Hot Springs Film Festival</strong> ed il <strong>Golden State Film Festival</strong>.</p>
<p>Nel mese di febbraio si prevede che questo interessante documentario sarà proiettato anche in Europa e non si esclude una sua presenza anche in qualche festival italiano. La proiezione a Londra si terrà il prossimo 20 febbraio. <strong>Se vi trovate da quelle parti non esitate a recarvi alla London Miles Gallery, non ve ne pentirete.</strong></p>
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		<title>Exit Through The Gift Shop, il nuovo film dello street artist Banksy</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 14:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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L&#8217;incredibile ascesa dell&#8217;eroe della street art Banksy sembra non arrestarsi mai. Dopo aver trionfato con la sua mostra al Bristol Museum, Banksy torna nuovamente a far parlare di se. Sembra infatti che l&#8217;artista abbia girato il suo primo film dal titolo Exit Through The Gift Shop e sia in procinto di presentarlo al prossimo Sundance [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GTlm6dU2xHk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/GTlm6dU2xHk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;incredibile ascesa dell&#8217;eroe della street art <strong>Banksy</strong> sembra non arrestarsi mai. Dopo aver trionfato con la sua mostra al Bristol Museum, Banksy torna nuovamente a far parlare di se. Sembra infatti che l&#8217;artista abbia girato <strong>il suo primo film dal titolo Exit Through The Gift Shop</strong> e sia in procinto di presentarlo al prossimo <strong>Sundance Film Festival</strong>, un importante festival cinematografico dedicato al cinema indipendente che si svolge nel mese di gennaio a Park City, sobborgo di Salt Lake City, e a Ogden nello stato dell&#8217;Utah.</p>
<p>Il film è stato acclamato come <strong>il primo disaster movie sulla street art</strong> ed in un primo momento era stato lasciato fuori dal programma ufficiale. La storia della presenza di Banksy all&#8217;interno del prestigioso festival sembrava quindi frutto dell&#8217;ennesima bufala. Inaspettatamente però <strong>alcuni tags e murales prodotti dal nostro beniamino sono cominciati a spuntare sui muri di Park City</strong> e tutti hanno capito che l&#8217;artista era li a presentare la sua pellicola. <span id="more-4394"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4396" title="banksy" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/banksy-450x363.jpg" alt="banksy" width="450" height="363" />Exit Through The Gift Shop sarà quindi presentato oggi in prima assoluta mondiale come parte del programma <strong>Sundance Spotlight Surprise</strong>. Il Film narra la storia di un negoziante francese che si trasforma in documentarista per conoscere Banksy: &#8220;<strong>E&#8217; la storia di come un uomo decide di filmare l&#8217;infilmabile, fallendo miseramente.</strong> L&#8217;uomo vuole fare un film su di me, tutto all&#8217;interno della pellicola è vero specialmente nei pezzi dove tutti mentono&#8221; Ha dichiarato Banksy in una sua intervista apparsa sul quotidiano inglese The Guardian.</p>
<p><strong>John Cooper</strong>, direttore del Festival, ha dichiarato che <strong>la storia era talmente bizzarra che anche lui si è chiesto se poteva essere vera o meno</strong>: &#8220;Exit Through The Gift Shop è uno di quei film che capitano solo di rado, un mix di realtà e finzione che si tramuta in una divertente esperienza&#8221;. Per chi non dovesse essere al Festival per assistere alla prima vi informiamo che <strong>il film sarà proiettato nelle sale europee dal prossimo 5 marzo</strong>.</p>
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		<title>Yang Fudong gira un video per Prada</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultima decade Yang Fudong si è guadagnato fama internazionale con i suo film, i suoi video ed i suoi lavori fotografici, divenendo uno dei più acclamati artisti contemporanei. Ad esempio la presentazione del suo ciclo di cinque film Seven Intellectuals in a Bamboo Forest, è stato un evento di rilievo della Biennale di Venezia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4263" title="yang fudong prada" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/yang-fudong-prada-450x256.jpg" alt="yang fudong prada" width="450" height="256" />Nell&#8217;ultima decade <strong>Yang Fudong</strong> si è guadagnato fama internazionale con i suo film, i suoi video ed i suoi lavori fotografici, divenendo uno dei più acclamati artisti contemporanei. Ad esempio la presentazione del suo ciclo di cinque film<strong> Seven Intellectuals in a Bamboo Forest</strong>, è stato un evento di rilievo della <strong>Biennale di Venezia</strong> del 2007. I personaggi creati dal regista vagano in una Shanghai dal glorioso passato e  dal ricco presente in maniera del tutto elegante.</p>
<p><strong>Prada</strong>,brand italiano attentissimo all&#8217;arte contemporanea e sempre in prima lista quando si parla di eleganza, <strong>ha contattato il regista ed ha deciso di commissionargli un film per la campagna primavera estate 2010</strong> <strong>della sua linea di abbigliamento maschile</strong>. Il film intitolato <strong>First Spring</strong> dura nove minuti ed è stato girato in bianco e nero. All&#8217;interno della pellicola i modelli Prada fluttano nell&#8217;aria con l&#8217;aiuto di ombrelli neri, tra i cieli di una Shanghai fine anni &#8216;30, mentre alcuni membri della corte imperiale attraversano le strade sottostanti. In altre scene i modelli posano in interni riccamente adornati che si riallacciano all&#8217;epoca d&#8217;oro della gloriosa città. In tutta questa ambientazione fiabesca First Spring si basa su di un antico proverbio cinese: &#8220;<strong>Tutto il lavoro di un anno dipende da un buon inizio in primavera</strong>&#8220;. <span id="more-4264"></span>Il film farà il suo debutto sulle piattaforme digitali agli inizi di febbraio. Il progetto è l&#8217;ultimo nato di una lunga serie di collaborazioni tra grandi artisti del contemporaneo e Prada. Non dimentichiamoci che nel 1993 il brand italiano,per volere di <strong>Miuccia Prada</strong> e <strong>Patrizio Bertelli</strong> ha creato la <strong>Fondazione Prada </strong>uno spazio espositivo dove presentare opere di artisti internazionali come <strong>Sam Taylor-Wood, Louise Bourgeoise, Mariko Mori, Anish Kapoor </strong>e <strong>Laurie Anderson</strong>.</p>
<p>La Fondazione ha inoltre inaugurato lo scorso anno lo spazio interdisciplinare <strong>Prada Transformer</strong> a Seoul in Corea del Sud. Si prevede entro il 2012, il cambio di sede dell&#8217;avamposto milanese, che si sposterà in largo Isarco, sempre a Milano. Il progetto di costruzione e ristrutturazione è affidato a <strong>Rem Koolhaas</strong>.</p>
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		<title>Mat Collishaw omaggia il grande regista Sergei Paradjanov</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 11:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mat Collishaw è da più di venti anni una figura preponderante dell’art scene internazionale. Ora l’artista ha ricevuto un’importante commissione dalla BFI gallery per una mostra incentrata sull’opera visionaria del regista georgiano/armeno Sergei Paradjanov. Il progetto che partirà il 26 febbraio e rimarrà in visione sino al 9 maggio, fonde la scultura con le immagini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4238" title="mat colishaw" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/mat-colishaw-450x251.jpg" alt="mat colishaw" width="450" height="251" /><strong>Mat Collishaw</strong> è da più di venti anni una figura preponderante dell’art scene internazionale. Ora l’artista ha ricevuto un’importante commissione dalla <strong>BFI gallery</strong> per una mostra incentrata sull’opera visionaria del regista georgiano/armeno <strong>Sergei Paradjanov</strong>. Il progetto che partirà il 26 febbraio e rimarrà in visione sino al 9 maggio, <strong>fonde la scultura con le immagini in movimento in un lavoro d’atmosfera che evoca lo spirito delle pellicole del grande regista </strong>e apre la pista ad un festival dedicato al cinema di Paradjanov che si terrà nei cinema della BFI Southbank in questa stagione.</p>
<p>Collishaw e Paradjanov <strong>condividono una profonda comprensione delle meccaniche della bellezza</strong> caratteristica ravvisabile in ogni opera dei due grandi artisti  pur se contrassegnata da diversi elementi culturali. Un uso sensuale del colore sembra la cifra stilistica che unisce a doppio nodo l’opera dei due. In occasione di questo evento <strong>Collishaw ha deciso di assemblare oggetti di antiquariato, finestre abbandonate e specchi assieme ad un video recentemente girato in Armenia</strong>. <span id="more-4239"></span>La cifra stilistica di Paradjanov e la sua precisa volontà di curare ogni scena come un dipinto, un collage di immagini si riflette nell’opera dell’artista inglese. <strong>Proiettando immagini digitali sugli oggetti, Collishaw fonde bidimensionalità delle immagini in movimento con la tridimensionalità della scultura</strong> creando un universo fiabesco dove il bene ed il male, il sacro ed il profano,l’amore e la violenza si compenetrano.</p>
<p>Sergei Paradjanov (1924-1990) è stato uno dei grandi maestri del cinema del 20esimo secolo. Ha iniziato a girare films nel 1954, guadagnandosi il favore della critica con capolavori indiscussi quali<em> </em><strong><em>Le ombre degli avi dimenticati, </em><em>Il colore del melograno</em> </strong>e <strong><em>La leggenda della fortezza di Suram</em></strong>. Malgrado la sua fama internazionale,molti dei film di Paradjanov sono stati censurati dall’Unione Sovietica. Nel corso della sua rocambolesca esistenza il regista ha persino passato due anni in prigione ed ha scoperto a sue spese la dura realtà dei campi di lavoro.</p>
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		<title>Il cinema piange Eric Rohmer, padre della Nouvelle Vague</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema Sperimentale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo dell&#8217;arte perde un grande maestro, Eric Rohmer il regista francese pioniere della nouvelle vague che ha catturato i cuori dei cinefili di tutto il mondo si è spento ieri all&#8217;età di 89 anni. Il cinema di Rohmer ha seguito la sua personale visione: ritrarre l&#8217;intimo di ogni personaggio senza aggiungere una drammaticità estranea. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4218" title="eric rohmer" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/eric-rohmer-429x450.jpg" alt="eric rohmer" width="450" height="472" />Il mondo dell&#8217;arte perde un grande maestro, <strong>Eric Rohmer</strong> il regista francese pioniere della<strong> nouvelle vague</strong> che ha catturato i cuori dei cinefili di tutto il mondo <strong>si è spento ieri all&#8217;età di 89 anni</strong>. Il cinema di Rohmer ha seguito la sua personale visione: <strong>ritrarre l&#8217;intimo di ogni personaggio senza aggiungere una drammaticità estranea</strong>. Questa particolare caratteristica ha suscitato più volte critiche da parte degli esperti, di registi ed attori, <strong>Gene Hackman</strong> la grande star di Hollywood ha un giorno dichiarato:&#8221;Guardare un film di Rohmer è come guardare la vernice che si asciuga&#8221;.</p>
<p>Fu proprio Rohmer a fondare negli anni &#8216;50 la nouvelle vague, movimento cinematografico che riuniva grandi registi come <strong>Francois Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette</strong> e <strong>Claude Chabrol</strong>. La Nouvelle vague era in primis una cerchia di amici appassionati di cinema che conosceva profondamente il cinema e  molto spesso scriveva di cinema su <strong>Cahiers du Cinema</strong>, prestigiosa rivista fracese dedicata alle immagini in movimento. Nel 1959 Rohmer decise di girare il suo primo lungometraggio <strong>Il segno del Leone</strong> ma non ricevette il successo sperato.<span id="more-4217"></span> La fama arrivò più tardi nel 1967 quando il grande regista vinse il L&#8217;Orso d&#8217;argento a Berlino con il film <strong>La Collezionista</strong>.  Nel 1972, Rohmer realizza due pellicole di argomento storico del tutto particolari: <strong>La Marchesa von&#8230;</strong>, del 1976 è tratto dalla novella di <strong>Heinrich von Kleist</strong>, mentre <strong>Perceval le gallois</strong>,  è un adattamento dal poema medievale di <strong>Chrétien de Troyes</strong>. In queste opere, Rohmer si mostra capace di dirigere produzioni ben diverse dalle ambientazioni contemporanee e quotidiane della sua produzione più nota.</p>
<p><strong>Commedie e proverbi </strong>è il suo secondo grande ciclo, in cui ciascun film illustra a suo modo un proverbio o una frase della saggezza popolare. I due capitoli più celebrati, <strong>Le notti della luna piena</strong> e <strong>Il raggio verde</strong>, vincono premi alla <strong>Mostra di Venezia</strong> e ottengono un certo successo commerciale.Ad ottant&#8217;anni d&#8217;età, dopo una carriera tra le più costanti ed equilibrate fra quelle dei maestri della Nouvelle Vague, nel 2001 utilizza per la prima volta le tecnologie digitali per ambientare il suo <strong>La nobildonna e il duca</strong> in una serie di dipinti che raffigurano la Parigi d&#8217;epoca rivoluzionaria. Il film viene presentato alla <strong>58ª Mostra del Cinema di Venezia</strong>, dove Rohmer riceve il Leone d&#8217;oro alla carriera.</p>
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		<title>Sam Taylor-Wood e Aaron Johnson saranno presto mamma e papà</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Giovani, belli e ricchi, anzi nel caso di uno dei due potremmo dire anche troppo giovani. L’acclamata artista britannica Sam Taylor-Wood è infatti in attesa di un bebè, il padre è l’attore Aaron Johnson che a soli 19 anni ha conquistato il cuore dell’artista che ne ha 42. Sam Taylor-Wood ha conosciuto Johnson sul set [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4169" title="sam taylor wood johnson" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/sam-taylor-wood-johnson.jpg" alt="sam taylor wood johnson" width="450" height="676" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="JUSTIFY">Giovani, belli e ricchi, anzi nel caso di uno dei due potremmo dire anche troppo giovani. L’acclamata artista britannica <strong>Sam Taylor-Wood</strong> <strong>è infatti in attesa di un bebè</strong>, il padre è l’attore <strong>Aaron Johnson</strong> che a soli 19 anni ha conquistato il cuore dell’artista che ne ha 42. Sam Taylor-Wood ha conosciuto Johnson sul set del suo film di debutto alla regia <strong>Nowhere Boy</strong> ( vedi nostro precedente <a href="http://www.globartmag.com/nowhere-boy-film-john-lennon-sam-taylor-wood/3793/" target="_blank">articolo</a>) che ultimamente sta ricevendo numerose critiche positive.</p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="JUSTIFY">Alcuni mesi fa la relazione fra i due aveva già solleticato le curiosità dei gossippari accaniti che <strong>li avevano sorpresi a scambiarsi teneri sguardi ad un party del Cannes Film Festival</strong>. In novembre la coppia ha annunciato il fidanzamento ufficiale e la scorsa notte un portavoce ha dichiarato alla stampa: “<strong>Confermiamo che Sam è incinta del suo primo figlio con Aaron</strong>. Ambedue sono molto, molto felici”. La stimata artista ha già due figlie di 12 e 3 anni, avute dal suo matrimonio con <strong>Jay Jopling</strong> proprietario della celebre galleria White Cube che vanta tra le sue fila artisti del calibro di <strong>Damien Hirst</strong> e <strong>Tracey Emin</strong>. <span id="more-4170"></span>Dopo il divorzio nel 2008, Jopling ha intrapreso una breve relazione con la pop star 22enne <strong>Lily Allen</strong>, cantante eclettica e peperina. Sam Taylor-Wood è tra gli artisti più rispettati della generazione Y<strong>oung British Artists </strong>ma è anche nota per aver sedotto una lunga lista di celebrità come <strong>Jude Law, Dustin Hoffman, Benicio Del Toro, Paul Newman, David Beckham </strong>e <strong>Robert Downey Jr</strong>, uomini decisamente affascinanti e pragmatici che si sono messi per così dire a nudo davanti l’obiettivo dell’artista.</p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="JUSTIFY">Aaron Johnson era pressoché sconosciuto prima della sua grande interpretazione di <strong>John Lennon</strong> nel già citato film Nowhere Boy, adesso l’attore è stato nominato tra le nuove stelle del cinema britannico ed ha già partecipato a due pellicole in prossima uscita, Kick Ass di <strong>Matthew Vaughn </strong>ed il nuovo film di <strong>Hideo Nakata</strong>, Chatroom. Noi di Globartmag ci uniamo ai festeggiamenti per la lieta novella.</p>
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		<title>James Franco trasferisce General Hospital alla Deitch Projects</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[James Franco, la star di Hollywood che ha girato numerosi film di successo come la saga di Spiderman diretta da Sam Raimi, ha intenzione di gettarsi a capofitto nel mondo dell’arte contemporanea. E’ da diversi mesi infatti che l’attore collabora con il video artista Carter, insieme i due hanno già realizzato di un’opera di video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4157" title="james franco" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/james-franco-450x299.jpg" alt="james franco" width="450" height="299" /><strong>James Franco</strong>, la star di Hollywood che ha girato numerosi film di successo come la saga di <strong>Spiderman</strong> diretta da <strong>Sam Raimi</strong>, ha intenzione di gettarsi a capofitto nel mondo dell’arte contemporanea. E’ da diversi mesi infatti che l’attore collabora con il video artista <strong>Carter</strong>, insieme i due hanno già realizzato di un’opera di video arte intitolata <strong>Erased James Franco</strong> che è stata presentata nel corso di prestigiose manifestazioni come il <strong>Guggenheim Art Awards </strong>2009 ed <strong>Art Basel Miami Beach </strong>oltre che al <strong>MoMa</strong> di New York.</p>
<p>Si mormora che Franco sia pappa e ciccia con <strong>Klaus Biesenbach</strong>, nuovo capo del <strong>P.S.1 Contemporary Center</strong> e curatore capo del <strong>MoMa</strong>. L’attore parteciperà ad una mostra alla celebre galleria newyorchese <strong>Deitch Projects</strong>, il progetto presentato è alquanto bizzarro. Franco ha ultimamente partecipato in diversi episodi della serie <strong>General Hospital</strong>, ora l’attore avrebbe intenzione di <strong>girare una puntata speciale della serie (curando la regia) direttamente in galleria</strong> sviluppando così una performance che si tramuterà in una soap opera nella soap opera. <span id="more-4158"></span>Successivamente la puntata speciale sarà regolarmente trasmessa dalla Tv americana. In merito al suo progetto James Franco ha dichiarato ai microfoni del <strong>Wall Street Journal</strong>: “Dopo che tutti gli episodi che prevedono la mia presenza saranno finiti, la storia del mio personaggio si evolverà e farà parte di un nuovo episodio speciale filmato alla Deitch Prjects, una nuova tessera si aggiungerà a questo intricato mosaico, <strong>la mia domanda è: Questa è arte?</strong>” certo se non lo sa lui che ha studiato il progetto non abbiamo proprio idea di chi dovrebbe saperlo.</p>
<p>Comunque sia l’attore si sta muovendo rapidamente ed ha già intenzione di collaborare con il video e performance aritst <strong>Kalup Linzy</strong> conosciuto per la sua ricerca che sfiora il mondo delle soap opera. Franco è rimasto letteralmente folgorato dalla creatività di Linzy e si è dichiarato pronto a partecipare a qualsiasi progetto assieme all’eccentrico artista. <strong>Ora siamo curiosi di assistere a questa stravagante mostra alla Deitch</strong>, per ora il progetto è avvolto dal mistero ed i vertici della galleria si guardano bene dal fornire anticipazioni.</p>
<p>Photo Copyright: Gershoff/Getty</p>
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