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	<title>GlobArtMag &#187; Festival</title>
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		<title>La Pelanda, nuovo spazio per l&#8217;arte e la produzione culturale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 11:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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La Pelanda, nuovo spazio per l&#8217;arte e la produzione culturale contemporanea, inaugura a Roma con una serata evento il 18 febbraio presentando al pubblico i suoi giganteschi spazi che comprendendo due teatri di studio avanzatissimi, una sala di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4714" title="la_pelanda" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/la_pelanda.jpg" alt="la_pelanda" width="450" height="205" /></p>
<p><strong>La Pelanda</strong>, nuovo spazio per l&#8217;arte e la produzione culturale contemporanea, inaugura a Roma con una serata evento il 18 febbraio presentando al pubblico i suoi giganteschi spazi che comprendendo due teatri di studio avanzatissimi, una sala di registrazione, 6 atelier, una galleria polifunzionale, una foresteria e due aule. Subito dopo e precisamente il 3 marzo La Pelanda (si trova nell’area dell’<strong>ex Mattatoio</strong> a Testaccio, alle spalle dei due padiglioni del <strong>Macro Future </strong>e vicino a quelli dell&#8217;Accademia di Belle Arti) inaugura <strong>DIGITAL LIFE,</strong> grande <strong>rassegna dedicata al futuro digitale e alle contaminazioni fra tecnologia, nuovi media ed espressioni artistiche contemporanee</strong>.</p>
<p>DIGITAL LIFE nasce da un’iniziativa della Camera di Commercio di Roma. La <strong>Fondazione Romaeuropa</strong>, istituzione di respiro internazionale, ne cura l&#8217;ideazione e l&#8217;organizzazione, proseguendo nella sua costante attività di ricerca e monitoraggio delle diverse forme di creatività presenti nel panorama culturale in Italia e all’estero, con lo scopo di trasformarle in esperienze artistiche innovative.<br />
La mostra è realizzata con il sostegno dell&#8217;Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e del Macro.<span id="more-4713"></span>La direzione artistica è affidata a <strong>Richard Castelli </strong>che ha selezionato alcuni fra gli artisti più innovativi del panorama mondiale contemporaneo: <strong>Ryuichi Sakamoto, Shiro Takatani, Jeffrey Shaw, Ulf Langheinrich, Michel Bruyère, Erwin Redl, Thomas McIntosh, Emmanuel Madan, Mikko Hynninen, Julien Maire, Christian Partos, Li Hui</strong>.</p>
<p>L’obiettivo della mostra è quello di <strong>accendere i riflettori sulle frontiere verso cui dirige la contemporaneità, dove tecnologia, interdisciplinarietà, polisensorialità si intersecano dando origine a nuovi modi di fruizione dell’arte</strong>. Gli artisti invitati danno vita con i loro lavori a un percorso esperienziale inedito e unitario, scandito dal susseguirsi di installazioni e proiezioni video realizzate con strumenti tecnologici di ultima generazione, capace di mettere in luce una concezione avveniristica e multisensoriale dell’opera d’arte e di suggerire nuove modalità di coinvolgimento e partecipazione del pubblico. Le opere in mostra sono tutte presentate per la prima volta in Italia, se non in anteprima europea o mondiale, o concepite site specific per lo spazio della Pelanda.</p>
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		<title>Ancora tempo per iscriversi al Magmart video festival</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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C&#8217;è ancora tempo per partecipare alle selezioni di Magmart/Video under volcano, video festival tutto italiano che giunge quest&#8217;anno alla sua quinta edizione. Il festival è realizzato in collaborazione con il partner storico, il CAM – Casoria Contemporary Art Museum; la quinta edizione è in realizzata in partnership con il PAN – Palazzo delle Arti Napoli.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4687" title="magmart" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/magmart.jpg" alt="magmart" width="450" height="251" /></p>
<p>C&#8217;è ancora tempo per partecipare alle selezioni di <strong>Magmart/Video under volcano</strong>, video festival tutto italiano che giunge quest&#8217;anno alla sua quinta edizione. Il festival è realizzato in collaborazione con il partner storico, il <strong>CAM – Casoria Contemporary Art Museum</strong>; la quinta edizione è in realizzata in partnership con il <strong>PAN – Palazzo delle Arti Napoli</strong>.  Il festival è aperto a tutti i videoartisti internazionali. <strong>La partecipazione è gratuita</strong>. Il festival è dedicato esclusivamente alla videoarte, e per la 5° edizione è previsto un tema, che gli artisti sono invitati ad interpretare: “<strong>VISION(S) OF</strong>”</p>
<p>Tra tutti i video presentati, verrà effettuata una selezione finale sulla base del voto di una Giuria di esperti. <strong>Le 30 opere selezionate entreranno a far parte della collezione permanente del CAM</strong>.Per la partecipazione è necessario compilare integralmente il modulo disponibile online, sul <a href="http://www.magmart.it/" target="_blank">sito ufficiale </a>del festival.<strong> I video devono essere realizzati integralmente con tecniche digitali</strong> e la durata massima non dovrà superare i 10 minuti. É possibile inviare i materiali necessari alla partecipazione (video, modulo, immagine) in modalità online compilando per intero il modulo di iscrizione. <span id="more-4686"></span><strong>All’interno del modulo, dovrà essere indicato un URL http o ftp da cui scaricare il video e l’immagine fissa tratta dal video</strong>. È possibile avvalersi di un servizio apposito per la trasmissione di file voluminosi. Il video e l’immagine dovranno essere effettivamente disponibili all’URL indicato entro la data di scadenza dei termini di ammissione. Il termine ultimo per presentare le proprie opere è fissato per il prossimo 28 febbraio.</p>
<p>Alla fine del periodo di selezione avranno  Il Pan di Napoli organizzerà una proiezione di tutti i video partecipanti dal 26 marzo fino al 28 marzo 2010 mentre l&#8217;evento finale avrà luogo al Cam di Casoria il 17 aprile 2010.Tra i media partner del festival figura inoltre <a href="http://www.visualcontainer.org" target="_blank">VisualContainer</a>, <span><span>associazione non a scopo di lucro <strong>che si propone di colmare l&#8217;assenza nel  panorama artistico italiano di un qualificato <em>distributor </em>di video arte e new-media art</strong></span></span></p>
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		<title>Ancora aperte le iscrizioni all&#8217;Athens Video Art Festival 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna anche quest&#8217;anno una delle realtà europee che in pochissimo tempo è riuscita a catalizzare l&#8217;attenzione di media e pubblico, creando una solida piattaforma di promozione e valorizzazione della giovane arte unita ad un clima festaiolo che ha come cornice lo splendido mare della Grecia. Stiamo parlando dell&#8217;Athens Video Art Festival 2010, uno dei più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4497" title="AVAF 2010 ENG" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/AVAF-2010-ENG.jpg" alt="AVAF 2010 ENG" width="450" height="531" />Torna anche quest&#8217;anno una delle realtà europee che in pochissimo tempo è riuscita a catalizzare l&#8217;attenzione di media e pubblico, creando una solida piattaforma di promozione e valorizzazione della giovane arte unita ad un clima festaiolo che ha come cornice lo splendido mare della Grecia. Stiamo parlando dell&#8217;<strong>Athens Video Art Festival 2010</strong>, uno dei più grandi eventi dedicati alla <strong>digital art</strong> ed al <strong>new media</strong> che <strong>invita nuovamente tutti gli artisti del mondo a partecipare presentando le proprie opere</strong> al comitato di selezione. <strong>La mostra finale avrà luogo dal 6 all&#8217;8 maggio 2010 a Technopolis</strong>, polo culturale amatissimo dai giovani della città di Atene.</p>
<p>Quest&#8217;anno <strong>il festival andrà in tour per tutta la Grecia da maggio fino a Settembre</strong>. Ogni anno il festival (evento ufficiale della video arte in Grecia) evolve e si arricchisce di nuovi obiettivi, ingrandendo il suo profilo accademico attraverso importanti collaborazioni della comunità artistica internazionale sempre con l&#8217;intento di proporre opere speriementali ed innovative che abbracciano tutti i campi delle arti digitali, fornendo un legame tra artisti e pubblico della Grecia ed al di fuori dei confini nazionali.<span id="more-4496"></span><br />
Quest&#8217;anno il festival propone nuove categorie, è infatti possibile partecipare inviando opere di <strong>Video Arte, Animazione, Video Installazione, Installazione, Digital Image, Web Art e Performance Art</strong>. Anche se il tema delle opere è libero, l&#8217;edizione 2010 prevede la presenza di una tematica opzionale denominata<strong> Feel Free to Feel Green</strong> con opere che indagano il legame tra l&#8217;uomo contemporaneo ed il suo rapporto con l&#8217;ambiente, un tema ecologico che sicuramente ispirerà molti dei partecipanti.</p>
<p>Se avete intenzione di partecipare all&#8217;Athens Video Art Festival 2010 dovete però sbrigarvi poichè l<strong>a deadline per l&#8217;iscrizione al festival è fissata per il prossimo 15 febbraio</strong>. Potrete trovare tutte le informazioni sul sito della manifestazione, ricordiamo che il festival è totalmente gratuito, l&#8217;iscrizione può essere effettuata online e successivamente i materiali saranno inviati via posta. Globartmag vi augura buona partecipazione!</p>
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		<title>Fashion on Paper: DROME magazine presenta IN DREAMS &#8211; A TRIBUTE TO THE ODD 50’S, performance site specific di Christian Rainer</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 11:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Dal 30 Gennaio al 2 Febbraio, nell’ambito di AltaRoma AltaModa, FASHION ON PAPER torna a Roma, al Tempio di Adriano, con una seconda edizione ancora più ricca e coinvolgente. Il Festival chiama a raccolta una scelta di riviste di moda e arte della scena nazionale e internazionale, che si distinguono per forza espressiva, capacità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4462" title="IN DREAMS" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/Invito_IN-DREAMS.jpg" alt="IN DREAMS" width="400" height="657" /></p>
<p>Dal 30 Gennaio al 2 Febbraio, nell’ambito di <em>AltaRoma AltaModa</em>, <strong>FASHION ON PAPER</strong> torna a Roma, al <strong>Tempio di Adriano</strong>, con una seconda edizione ancora più ricca e coinvolgente. Il Festival chiama a raccolta una scelta di <strong>riviste di moda e arte della scena nazionale e internazionale</strong>, che si distinguono per forza espressiva, capacità di indagine nei contenuti crossover, velocità nel captare le tendenze. <strong>DROME magazine</strong>, nuovamente fra questi, sarà presente con il numero in corso: <em>DROME 16 &#8211; outlaw/fuorilegge</em>.</p>
<p>Le riviste non solo accoglieranno i visitatori nei propri spazi ma, alcune di loro, proporranno anche degli eventi:<strong> talk, installazioni, dj set </strong>e<strong> performance live</strong>. E’ questo il caso di DROME che, con <strong>PHLEGMATICS</strong>, presenta un straordinaria perfomance site specific di <strong>Christian Rainer</strong>, artista visivo e musicista tra i più apprezzati della sua generazione. <em><strong>IN DREAMS &#8211; A TRIBUTE TO THE ODD 50’S</strong></em>, questo il titolo del lavoro, avrà luogo Martedì 2 Febbraio alle 20.15. <em>IN DREAMS</em> sarà una rappresentazione canora e stilistica, dalle forti suggestioni psychobilly, che immergerà gli spettatori nei favolosi anni ’50: una dimensione perduta, fatta di caratteristici look e acconciature, di canzoni d’amore e perdizione, come si potevano ritrovare in certi locali fumosi dell’epoca. <span id="more-4461"></span>Ad essere evocata sarà proprio l’atmosfera ‘outlaw’ di quegli anni, vissuti all’insegna di auto fiammanti, juke-box, capelli impomatati, &#8230;l’adrenalina di una nuova era di costume ed economica e, allo stesso tempo, un momento di eccessi e di corse a tutta velocità dentro tunnel senza uscita. Anche quel decennio ha il suo lato oscuro, per certi versi il più affascinante ed intrigante, rappresentato da quei “ribelli senza causa” incarnati da un <strong>James Dean</strong> destinato a diventarne icona.</p>
<p>E poi la musica: da collegio, da radio ascoltata in casa, da autoradio in parcheggi bui con vista sulla città, sensuale e strumento di sfida sociale. E’ proprio nella musica, infatti, che ritroviamo le frange più torbide di questo sentire, nel rock‘n’roll che attraversava in lungo ed in largo ogni status, dalle sue accezioni love-ballad e doo-wop per adolescenti alla prima esperienza, alle versioni country, per rivendicare un’appartenenza territoriale, sino alle sue varianti più malsane, quelle che hanno originato il così detto psychobilly, da Elvis sino ai recenti Cramps, che ne hanno esasperato la convulsiva e trasgressiva bellezza.</p>
<p><strong>Bill Haley, Bob Diddley, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Platters</strong> e molti altri hanno caratterizzato non solo un suono, ma un vero e proprio immaginario, i cui aspetti più vertiginosi e psicotici sono stati magistralmente trasposti nel cinema da <strong>David Lynch</strong>. La performance proporrà dunque un repertorio classico e rappresentativo dell’epoca, cantato dal vivo ma con le basi, per sottolineare ulteriormente l’idea della messa in scena, della teatralità ai limiti del kitsch, con cui si vuole rievocare un tempo andato che, però, continua a nutrire il presente e le sue forme estetiche di ineffabili suggestioni.</p>
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		<title>Naoshima, l&#8217;isola dell&#8217;arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4187" title="naoshima kusama" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/naoshima-kusama-450x300.jpg" alt="naoshima kusama" width="450" height="300" />Un&#8217;immensa zucca a pois neri creata dall&#8217;artista <strong>Yayoi Kusama</strong> accoglierà curiosi, appassionati d&#8217;arte, semplici turisti e pescatori che si troveranno a sbarcare su <strong>Naoshima</strong> una piccola isola del mare interno di <strong>Seto</strong>. L&#8217;isola è talmente minuscola che la sua superficie è di appena 8 chilometri quadrati, un poco più grande dell&#8217;isola di Port-Cro nel mediterraneo. Ma Naoshima non è un isolotto qualunque perchè <strong>il miliardario giapponese Soichiro Fukutake ha intenzione di trasformarla nell&#8217;isola degli artisti</strong>. Fukutake è proprietario di un grande gruppo di scuole a distanza (tipo Berlitz), il magnate di 63 anni è il quarto uomo più ricco del Giappone e da più di venti anni continua realizzare il sogno nel cassetto, trasformare l&#8217;isola in un grande paradiso per l&#8217;arte contemporanea.</p>
<p>Si tratta di una vera è propria sfida poichè <strong>l&#8217;isola è stata per anni una sorta di deposito per lo stoccaggio di rifiuti industriali </strong>e per questo vietata al pubblico, inoltre sono in molti ad averla apostrofata come la pattumiera del Giappone. Naoshima ospita già il<strong> Chichu Art Museum</strong>, un&#8217;istituzione museale per l&#8217;arte contemporanea costruita interamente in cemento dal celebre architetto <strong>Tadao Ando</strong>. <span id="more-4188"></span>La struttura si trova sul fianco di una collina e domina il mare. Tra le opere che si possono ammirare al Chichu Museum sono degne di nota alcune installazioni di <strong>James Turrell</strong> e di <strong>Walter De Maria</strong> ma sono presenti anche alcune opere di <strong>Claude Monet</strong>. Ovviamente Fukutake non si è fermato al museo ed riempito l&#8217;isola con opere scultoree, facciate artistiche ed edifici, il tutto realizzato dall&#8217;artista <strong>Shinro Ohtake</strong> che ha realizzato anche il palazzo della prefettura e lo stravagante Hotel Haisha.</p>
<p>A partire dal prossimo 19 luglio Naoshima ospiterà, assieme alle altre sei isole del mare Seto il <strong>Festival Art Setouchi 2010</strong>. Tutte le isole saranno invase da una ventina di installazioni ed altre opere realizzate da figure chiave della scena dell&#8217;arte contemporanea internazionale da <strong>Janet Cardiff</strong> a <strong>Jaume Plensa</strong> passando per <strong>Christian Boltanski</strong>. Forse il sogno di Fukutake comincia proprio ora ad avverarsi, magari il prossimo polo dell&#8217;arte sarà Naoshima.</p>
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		<title>Fluxus Biennial all&#8217;Auditorium di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Sarà la mostra dedicata a George Maciunas ad inaugurare Fluxus Biennial, la rassegna curata da Achille Bonito Oliva dedicata al movimento Fluxus. Il progetto, promosso dalla Fondazione Musica per Roma, coprirà un arco di tempo di due anni (2010/2011) e sarà strutturato in una serie di piccole grandi mostre sui protagonisti di Fluxus, arricchite da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4091" title="George-Maciunas" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/George-Maciunas-self-expo-001-450x270.jpg" alt="George-Maciunas" width="450" height="270" /></p>
<p>Sarà la mostra dedicata a <strong>George Maciunas</strong> ad inaugurare <strong>Fluxus Biennial</strong>, la rassegna curata da <strong>Achille Bonito Oliva</strong> dedicata al movimento <strong>Fluxus</strong>. Il progetto, promosso dalla <strong>Fondazione Musica per Roma</strong>, coprirà un arco di tempo di due anni (2010/2011) e sarà strutturato in una serie di piccole grandi mostre sui protagonisti di Fluxus, arricchite da un fitto programma di performance sia storiche che contemporanee.</p>
<p>La mostra di George Maciunas, allestita all&#8217;<strong>Auditorium</strong> di Roma dal 26 gennaio al 17 marzo 2010, ripercorrerà lo spirito dell’attività dell’artista lituano attraverso il tema del gioco, inteso come modo di relazione, di scambio e di cambiamento. Saranno esposti, oltre a uno speciale ping-pong riadattato dall’artista, esempi dell’attività di graphic designer di Maciunas, della sua capacità di analisi critica sulla storia dell’arte, così come del suo unico e fertilissimo modo di lavorare all’unisono con gli altri artisti del gruppo Fluxus, fondendo le loro esperienze in un <strong>collettivo creativo dove l’equazione e la sovrapposizione tra arte e vita doveva essere totale</strong>.<span id="more-4090"></span><br />
Fluxus fu un collettivo di artisti internazionali che trovarono in George Maciunas un infaticabile punto di riferimento teorico e organizzativo, capace di riunire e mettere in dialogo artisti provenienti dagli Stati Uniti, dall’Europa e dall’Estremo Oriente. Fluxus viene talvolta erroneamente considerato come un movimento artistico, mentre le centinaia di iniziative e di progetti sostenuti da Maciunas si estesero ben oltre quell’ambito, fino a comprendere una sfera di influenza che si allargò all’<strong>investigazione socio-culturale e politica, col fine di promuovere un possibile mondo migliore e una più complessa consapevolezza dell’individuo</strong>. Maciunas è ad esempio considerato il “padre di Soho”, in quanto fu il primo a stabilire e fondare in quel quartiere di New York le prime cooperative di artisti, dando loro la possibilità di poter vivere e lavorare in spazi idonei e economicamente vantaggiosi.</p>
<p>In occasione della mostra saranno organizzate tre serate di perfomance: il 26 gennaio, in concomitanza con l’inaugurazione dell’esposizione, il collettivo di artisti e musicisti berlinesi, <strong>Maulwerker</strong>, proporrà una serie di performance tra le più famose del movimento Fluxus. Tra queste, espressamente realizzata per la Fondazione Musica per Roma, la riedizione di <em>In Memoriam To Adriano Olivetti</em> (1962) di Maciunas e altre performance ideate dai protagonisti storici di Fluxus come <strong>Yoko Ono, Nam June Paik </strong>e<strong> La Monte Young</strong>.</p>
<p>Secondo appuntamento il 26 febbraio con le performances di <strong>Cesare Pietroiusti</strong>, <strong>Raimundas Malašauskas </strong>e<strong> Tonino Battista</strong>. <em>Una Lezione</em> è un’idea di Iacopo Seri e una performance di Cesare Pietroiusti con l’assistenza di Filipa Ramos. All’interno dello Spazio Risonanze sarà organizzata una vera a propria lezione universitaria in cui verrà analizzato e discusso &#8220;Rizoma&#8221;, capitolo introduttivo del libro Mille Piani di Gilles Deleuze e Felix Guattari. L&#8217;unica variante alla prassi accademica sarà che tutti gli uditori, durante tale lezione, dovranno bere almeno un litro di vino a testa. E&#8217; un lavoro sui meccanismi dell&#8217;attenzione e sul precario, imprevedibile rapporto fra distrazione, pensieri paralleli e versioni della realtà; una rigorosa verifica sperimentale della celebre frase di Deleuze e Guattari: &#8220;L&#8217;ubriachezza… un&#8217;irruzione trionfale della pianta in noi&#8221;.</p>
<p><em>Intervista psichica # 2</em> di Raimundas Malašauskas è una live performance nella quale l’artista grazie all’aiuto di un medium riproverà a contattare George Maciunas, proprio come fece a New York nel 2001. Come spiega l’artista “questa volta il medium sarà un altro, ma le risposte potrebbero rimanere le stesse. Parlare con i morti non è mai un tema concluso”.<em> Body &amp; Sound</em> del musicista Tonino Battista è un’opera per tre corpi umani ed elettronica.</p>
<p>Infine il 3 marzo sarà la volta del concerto omaggio a <em>John Cage Telephones and Birds</em>. Nella prima parte <em>Elements</em>, quattro piccoli capolavori dedicati agli elementi naturali cari alla poetica del compositore americano: piante, sassi, acqua, aria e lame di fuoco. Nella seconda parte, la celebre performance <em>Telephone &amp; Birds</em>, progettata da Cage negli anni d’oro dei suoi intensi rapporti con il movimento fluxus. Lo spazio scenico sarà disegnato da quattro tastiere disposte in senso circolare che riprodurranno il suono di decine di uccelli diversi. Al centro, seduto ad un tavolo, prenderà posto il <strong>Maestro Ching</strong> che comporrà, seguendo le regole del Libro dei Mutamenti, una serie di numeri telefonici, apparentemente casuali. In realtà, all’altro capo del “filo” telefonico” ci saranno, in collegamento diretto o registrato, alcuni dei maggiori artisti Fluxus tuttora in attività. Alle tastiera siederanno quattro musicisti italiani e stranieri che hanno intrattenuto rapporti diretto con Cage (da Alvin Curran a Marcello Panni), mentre il ruolo cerimoniale del Maestro Ching sarà sostenuto da Achille Bonito Oliva.</p>
<p>Dopo Maciunas, il progetto proseguirà ad aprile con la mostra di <strong>George Brecht</strong>, altra personalità determinante del gruppo originario Fluxus e in autunno con quella di Wolf Vostell. Nel 2011 sarà la volta di Nam June Paik, Giuseppe Chiari e Robert Filliou.</p>
<p>Copyright: <strong>George Maciunas</strong> performing for self-exposing camera, New York in 1966. Photograph: Gilbert and Lila Silverman Fluxus Collection Foundation, Detroit/George Maciunas</p>
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		<title>Netmage Festival 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 14:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
La decima edizione di Netmage festival si terrà a Bologna dal 21 al 23 gennaio 2010. Appuntamento internazionale ormai consolidato dedicato agli incroci fra arti elettroniche, visive, musicali e performative, Netmage 10, curato da Xing, presenta un ricco programma di produzioni e progetti offrendo un variegato e imprevedibile scenario sulla ricerca audiovisuale contemporanea.
Sede del festival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4081" title="netmage" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2009/12/rev846781-ori.jpg" alt="netmage" width="450" height="360" /></p>
<p>La decima edizione di <strong>Netmage festival</strong> si terrà a Bologna dal 21 al 23 gennaio 2010. Appuntamento internazionale ormai consolidato dedicato agli incroci fra<strong> arti elettroniche, visive, musicali e performative</strong>, Netmage 10, curato da <strong>Xing</strong>, presenta un ricco programma di produzioni e progetti offrendo un variegato e imprevedibile scenario sulla ricerca audiovisuale contemporanea.</p>
<p>Sede del festival saranno gli spazi di <strong>Palazzo Re Enzo</strong>, affacciati su Piazza Maggiore, che ospiteranno live-cinema, concerti, azioni performative, ambienti sonori e visivi. Il programma della sala principale del festival – il <strong>Live Media Floor</strong> &#8211; costituisce nel suo insieme un world-scape visivo ed emozionale che riattraversa, intersecandoli, i <strong>territori dell’immagine-movimento e degli immaginari contemporanei</strong>. In bilico fra dispositivi come teatri di operazioni; derive di elettronica space eclettica e ambientale e loro antenati fondativi (rispettivamente Be Maledetto Now e Cluster), esplorazioni impro-free-noise nella tradizione dell&#8217;essere alieno (My Cat is An Alien); e riattualizzazione di esperienze storiche della cinematografia sperimentale d’avanguardia (Lee Hangjun e Hong Chulki dalla Corea); a confronto con una figura centrale nella definizione del suono e dell&#8217;immaginario weird-psycho-noise dello svedese Es. Sul fronte delle figure seminali per pratiche o per sonorità in relazione alla visione che Netmage cerca di disegnare, si evidenziano la presenza di Richard Lainhart, originale sperimentatore statunitense e inventore della cultura del synth, e dei Cluster, leggendaria formazione tedesca, a cui è stato affiancato l&#8217;artista Canedicoda per un&#8217;inedita collaborazione visiva.<span id="more-4080"></span>Si mantiene viva inoltre la sezione <strong>Mangrovia</strong>, dedicata agli esiti più estremi ed eterocliti della sperimentazione elettronica. Mangrovia, il mondo-pianta-giardino, è il luogo e sequenza oraria composto da eventi che abitano un ambiente dedicato ad un ascolto ora contemplativo ora tempestoso, dove, come in un ecosistema ricco e composito, le diversità di generazioni, di provenienze disciplinari (artisti visivi, musicisti e performer) e geografiche si susseguono e si incrociano: il post-metal e il registro cinematico di Ectoplasm Girls; la scena weird e sonicamente meticcia sia di The Hunter Gracchus sia di Harappian Night Recordings, aperti su mondi musicali abitati dalla tradizione del gamelan tanto da quella del cut’n’mix, entrambi da Sheffield; l&#8217;asse psicho-polistrumentista fra Italia e Berlino di Cavaliere/Türkowsky; ma anche la grande superband sperimentale ed eretica di Kammerer/Pilia/Belfi/Cattivelli/Grill.</p>
<p>Per la sezione <strong>Performing Arts</strong>, Hauts Cris (miniature) di Vincent Dupont, figura singolare nel campo della coreografia contemporanea francese con un passato di attore e musicista, mostra un interno enigmatico dal carattere onirico. Teatro di alterazione delle misure del corpo e del campo acustico, Hauts Cris opera sulla prospettiva nella sua artificialità bi-dimensionale. Spettacolo realizzato in stretta collaborazione con il musicista Thierry Balasse e il direttore delle luci Yves Godin integrando tecniche della musica elettroacustica a una danza statica, impersonata in maniera potente e performata fisiologicamente, è una decomposizione radicale dell&#8217;esperienza del collasso del mondo.</p>
<p>Netmage ha affidato anche quest&#8217;anno l&#8217;immagine coordinata ad un artista contemporaneo: <strong>Carlos Casas</strong> (dopo Camilla Candida Donzella 2009, Canedicoda 2008, Invernomuto e Moira Ricci 2007, Andrea Dojmi 2006, Simone Tosca 2005, Otolab 2004, Qubogas 2003, Loew 2002).</p>
<p>Netmage 10: Rachida Ziani/Dewi de Vree (NL/F), Francesco Cavaliere/Marcel Türkowsky (I/D), Harappian Night Recordings (UK), The Hunter Gracchus (UK), Lee Hangjun/Hong Chulki (KR), My Cat Is An Alien (I), Ectoplasm Girls (S), Be Maledetto Now (I), Richard Lainhart (USA), Cluster (D), Canedicoda (I), Nassa (Nadow Assor/Surabhi Saraf) (USA), André Gonçalves (P), Es (S), Margareth Kammerer/Andrea Belfi/Stefano Pilia/Daniela Cattivelli/Michaela Grill (I/D/A), Carlos Casas/Chris Watson (E/UK), Vincent Dupont (F) e altri.</p>
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		<title>Curate This!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 11:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Curate This! 2010, la serie di mostre create da Bridge for Emerging Contemporary Art (BECA) ha deciso di trasformarsi in un evento globale. Invece di soffermarsi, come in passato, sul tessuto urbano di un&#8217;unica città, Curate This! si espanderà dal 1 luglio 2010 al 31 dicembre 2010 su varie metropoli di tutto il pianeta. Attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3906" title="CURATE-THIS!" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2009/12/CURATE-THIS-450x450.jpg" alt="CURATE-THIS!" width="450" height="450" /></p>
<p><strong>Curate This! 2010</strong>, la serie di mostre create da <strong>Bridge for Emerging Contemporary Art (BECA)</strong> ha deciso di trasformarsi in un evento globale. Invece di soffermarsi, come in passato, sul tessuto urbano di un&#8217;unica città, <em>Curate This!</em> si espanderà dal 1 luglio 2010 al 31 dicembre 2010 su varie metropoli di tutto il pianeta. <strong>Attraverso l’organizzazione di mostre di giovani ed emergenti artisti di tutto il mondo la BECA foundation si pone l’obiettivo di promuovere le nuove idee e le diverse visioni creative in molteplici location sparse per il globo</strong>.</p>
<p>Il titolo Curate This! riflette la volontà di allontanarsi dai grandi eventi tipicamente curati da un singolo curatore, avvicinandosi ad una mostra i cui relativi eventi sono curati dal pubblico e da curatori indipendenti. La prima edizione delle manifestazione si è svolta nei primi mesi del 2008 e <strong>Melissa Roberts</strong> assieme a <strong>Kurt Schlough</strong> hanno dato inizio alla diffusione dell’esperimento con notevoli benefici per il largo numero dei creativi partecipanti. L’edizione 2010 sarà invece supervisionata da <strong>Helen Pheby</strong>, curatore dello Yorkshire Sculpture Park e da <strong>Ellen Luton</strong>, curatore di design contemporaneo al Cooper-Hewitt, National Design Museum.<span id="more-3905"></span><br />
<em>Curate This!</em> è un evento aperto che vuole essere uno scambio di opportunità culturali, tra le varie sedi espositive verranno toccate città come Boston, New Orleans, Miami, Denver, Los Angeles, Santa Fe e Londra ma<strong> l’organizzazione accetta ulteriori proposte per le sedi espositive</strong>, basta recarsi sul <a href="http://www.curatethis.org/" target="_blank">sito</a> della manifestazione e leggere le istruzioni. Ma come di solito succede nei migliori eventi che tendono a pubblicizzare l’operato di giovani e promettenti artisti anche <em>Curate This!</em> è aperto a nuove e promettenti proposte.</p>
<p>Dal prossimo 30 dicembre, sempre sul sito della manifestazione, sarà possibile registrarsi e partecipare alle selezioni di questa importante vetrina internazionale. Insomma giovani artisti fatevi avanti, l’occasione è propizia per mostrare il vostro valore all’interno di una piattaforma decisamente interessante e coinvolgente.</p>
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		<title>Brian Eno diventa curatore e&#8230;mentore</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 14:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3843" title="brian eno" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2009/12/brian-eno-450x293.jpg" alt="brian eno" width="450" height="293" /><strong>Brian Eno</strong> non ha certo bisogno di presentazioni, nel corso della sua lunga carriera l&#8217;autore del libro/manifesto music for non musicians è riuscito a toccare i molteplici aspetti dell&#8217;arte con il talento e la creatività che da sempre lo accompagnano. Eno ha suonato con la leggendaria pop band <strong>Roxy Music</strong>, ha collaborato con il grande <strong>Robert Fripp</strong> dei <strong>King Crimson</strong> e con <strong>David Byrne</strong> (ex leader dei <strong>Talking Heads </strong>ed oggi anche noto artista visivo), ha creato opere d&#8217;arte contemporanea ed ha composto il famoso jingle d&#8217;apertura di <strong>Windows 95</strong>, ben tre secondi di sigla che gli hanno fruttato ben 35.000 dollari.</p>
<p>Ultimamente Brian Eno ha anche trovato il tempo di produrre<em><strong> Viva la Vida or Death and All His Friends</strong></em>, l&#8217;ultimo acclamato album dei <strong>Coldplay</strong>. Insomma il vecchio Brian ne ha fatte di cose ma da oggi può aggiungere una nuova esperienza lavorativa al suo nutrito curriculum. Eno sarà infatti il nuovo curatore della 44esima edizione del <strong>Brighton Festival </strong>che includerà ovviamente anche la sua famosa installazione video <strong><em>77 Million Paintings</em></strong>. <span id="more-3842"></span>La grande manifestazione si aprirà il 1 maggio 2010 ed offrirà ai visitatori una vasta scelta di happenings tra teatro, musica, performances ed altri interessanti eventi collaterali. Nel mentre anche il vincitore del Turner Prize 1991, nonchè artista di chiara fama, <strong>Anish Kapoor</strong> ha ricevuto un prestigioso compito. Kapoor è stato infatti nominato mentore nel campo delle arti visive dal <strong>Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative</strong>. L&#8217;artista avrà l&#8217;opportunità di lavorare con giovani artisti da lui selezionati da una lista preparata dalla Rolex Mentor la scorsa primavera. Ed il nostro Brian Eno è riuscito ad accaparrarsi anche qui il ruolo di mentore per le arti musicali, mentre  <strong>Hans Magnus Enzensberger</strong> si occuperà della letteratura, <strong>Zhang Yimou</strong> del cinema, <strong>Peter Sellars</strong> del teatro e <strong>Trisha Brown </strong>della danza. Insomma congratulazioni a Kapoor e ad Eno che oramai è diventato il prezzemolino dell&#8217;arte contemporanea</p>
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		<title>Al MoMa i film che non proiettano nei cinema sotto casa vostra</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3444" title="zero-bridge" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2009/11/zero-bridge-450x253.jpg" alt="zero-bridge" width="450" height="253" />Chissà quante volte vi sarà capitato di voler vedere un bel film di quelli impegnati ma puntualmente il cinema sotto casa vostra ( che solitamente proietta solo films commerciali ) non ha in programmazione il film prescelto. Evidentemente anche ai curatori del <strong>Moma</strong> di New York questa vicenda sarà capitata un milione di volte visto che dal 19 al 22 novembre prossimo il celebre museo ospiterà la quarta edizione di <em><strong>Best Film Not Playing at a Theater Near You </strong></em>che in italiano suona appunto come Il miglior film mai proiettato in un cinema vicino casa vostra.</p>
<p>La rassegna è in realtà una serie di proiezioni dei 5 films nominati per l&#8217;<strong>IFP Gotham Independent Film Award </strong>il cui vincitore verrà proclamato il prossimo 30 novembre. La mostra è una collaborazione tra il dipartimento di cinema del MoMa, la organizzazione no profit di cineasti indipendenti (IFP) e la celebre rivista di cinema<strong> FIlmmaker Magazine</strong>. I films in mostra sono sono frutto dell&#8217;industria indipendente americana e sono stati girati nel 2009 ma mai proiettati in un cinema.<span id="more-3445"></span> Le opere sono state selezionate dallo staff di Filmmaker Magazine, ovvero Scott Macaulay, Jason Guerrasio, Brandon Harris, Ray Pride e Alicia Van Couvering e da Joshua Siegel del MoMa. Quest&#8217;anno saranno presenti i seguenti films: <em><strong>Everything Strange and New,</strong></em> debutto alla regia di <strong>Frazer Bradshaw</strong> che gli ha valso il premio della critica al <strong>San Francisco International Film Festival.</strong> A seguire l&#8217;esuberante <em><strong>Guy and Madeline on a Park Bench</strong></em>, musical di <strong>Damien Chazelle</strong> girato con un budget irrisorio ma con musiche originali.</p>
<p>Poi c&#8217;è <em><strong>October Country</strong></em> di <strong>Michael Palmieri</strong> e <strong>Donal Mosher</strong>, documentario su un anno di vita di una complicata famiglia della classe operaia, vincitore del Grand Jury prize al festival <strong>Silverdocs</strong>.  <strong>Ry Russo-Young</strong> presenta invece il suo <em><strong>You Won&#8217;t Miss Me</strong></em>, energetico mix di stili diversiche quest&#8217;anno ha partecipato al celebre <strong>Sundance film festival</strong>. In chiusura <strong>Zero Bridge</strong>, ritratto neorealista della vita nel Kashmir vista dagli occhi di un giovane ladruncolo innamorato di una ragazza a cui ha rubato il portafogli. Il film girato da <strong>Tariq Tapa</strong> ha già partecipato ad importanti manifestazioni come la <strong>mostra del cinema di Venezia</strong> 2009 ed il <strong>Karlovy Vary film festival</strong>. Insomma la selezione è del tutto interessante e noi non aspettiamo altro che vedere questi films proiettati in un cinema vicino a casa nostra.</p>
<p>Photo Copyright: Tariq Tapa</p>
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