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	<title>GlobArtMag &#187; Fiere</title>
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		<title>Independent e Armory Show, l&#8217;invasione delle fiere a New York</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Nella settimana dell&#8217;Armory Show, importante fiera newyorchese si è aperta anche una nuova manifestazione fieristica intitolata Independent, evento ospitato dall&#8217;ex sede della Dia Foundation ed ideato dai galleristi Elizabeth Dee e Darren Flook con &#8220;l&#8217;obiettivo di riesaminare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4942" title="Armory_WaitingRoom" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/03/Armory_WaitingRoom.jpg" alt="Armory_WaitingRoom" width="450" height="338" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nella settimana dell&#8217;Armory Show, importante fiera newyorchese si è aperta anche una nuova manifestazione fieristica intitolata <strong>Independent</strong>, evento ospitato dall&#8217;ex sede della <strong>Dia Foundation</strong> ed ideato dai galleristi <strong>Elizabeth Dee</strong> e <strong>Darren Flook</strong> con &#8220;<strong>l&#8217;obiettivo di riesaminare il modello della manifestazione fieristica</strong> e creare una piattaforma ibrida a metà tra la mostra collettiva ed il forum&#8221; almeno così recita il comunicato stampa dell&#8217;evento.  &#8220;<strong>Tutti sanno che siamo quì per vendere</strong>&#8221; ha invece dichiarato il giorno dell&#8217;opening <strong>Daniele Balice</strong> della galleria parigina Balice/Hertling, confermando il fatto che indipendenza o non indipendenza, <strong>una fiera è sempre legata alle leggi di mercato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A conferma di ciò Balice ha già venduto un mixed media di <strong>Nikolas Gambaroff </strong>per 5.500 dollari. Anche <strong>Laura Bartlett</strong>, dealer di Londra, è riuscita a vendere già dal primo giorno, un collezionista si è infatti portato a casa due fotografie di <strong>Cyprien Gaillard</strong> per 5.000 dollari al pezzo, mentre un altro avventore ha acquistato una grande installazione di <strong>Nina Beier </strong>per 11.500 dollari. <strong>Sutton Lane</strong>, direttore della galleria <strong>Cora Muennich </strong>ha invece venduto un grande dipinto astratto di <strong>Cheyney Thompson</strong> per la bellezza di 75.000 dollari. Alla fiera è presente anche la <strong>Galleria Zero </strong>di Milano, girovagando per lo stand l&#8217;art dealer di Los Angeles Tim Blum si è dichiarato molto interessato all&#8217;opera di <strong>Christian Frosi </strong>ed ha in seguito aggiunto: &#8220;Riuscire a trovare qualcosa che ti piace veramente in una fiera d&#8217;arte è cosa veramente rara&#8221;. <span id="more-4941"></span>Intanto a New York si è aperto anche l&#8217;<strong>Armory Show</strong>, manifestazione fieristica di grande importanza che ogni anno accoglie migliaia di appassionati ed addetti al settore. Tra questi c&#8217;era anche il celebre collezionista <strong>Michael Hort </strong>il quale alla fine del suo giro di ricognizione ha fatto un elenco delle opere che intenderebbe acquistare: &#8221; Ho visto un bel dipinto di <strong>Serban Savu </strong>alla galleria <strong>Mihai Nicodim</strong> ed un altro di <strong>Paul P</strong> in mostra da <strong>Daniel Reich</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevo intenzione di comprare alcune opere di <strong>Jakub Julian Ziolkowski</strong> presentate da <strong>Hauser &amp; Wirth </strong>ma erano state tutte vendute. Ho invece comprato un dipinto di <strong>Ursula Krinzinger</strong> dalla galleria <strong>Eric Von Lieshout</strong> ed un altro di <strong>Serban Savu</strong> in mostra alla <strong>Galerie Hussenot</strong> di Parigi&#8221;.</p>
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		<title>Art Hong Kong 2010 pronta a partire</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Motori accesi anche per la futura edizione 2010 della Hong Kong International Art Fair, comunemente detta ART HK 10, che quest&#8217;anno mira a confermare una fama sempre più crescente avvalorata dall&#8217;interesse di addetti ai lavori, collezionisti e dealers di tutto il mondo. La manifestazione aprirà i battenti 27 maggio e si concluderà il 30 maggio [...]]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0.5cm;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4680" title="art hong kong" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/art-hong-kong-450x347.jpg" alt="art hong kong" width="450" height="347" /></p>
<p>Motori accesi anche per la futura edizione 2010 della <strong>Hong Kong International Art Fair</strong>, comunemente detta <strong>ART HK 10</strong>, che quest&#8217;anno mira a confermare una fama sempre più crescente avvalorata dall&#8217;interesse di addetti ai lavori, collezionisti e dealers di tutto il mondo. La manifestazione aprirà i battenti 27 maggio e si concluderà il 30 maggio in una kermesse senza precedenti che non mancherà certo di affascinare i visitatori. Per non venir meno alla sua reputazione di fiera d&#8217;arte più importante dell&#8217;Asia, <strong>Art Hk 10 ha già reso noti i nomi delle gallerie che parteciperanno alla manifestazione</strong>.</p>
<p>Accanto a blasonati ritorni come <strong>Gagosian Gallery, Lisson Gallery </strong>e <strong>White Cube</strong>, quest&#8217;anno la fiera ospiterà per la prima volta pezzi da novanta come <strong>Hauser &amp; Wirth</strong> (Zurigo, Londra e New York), <strong>Galerie Lelong</strong> (New York, Parigi e Zurigo), <strong>Emmanuel Perrotin </strong>(Parigi), <strong>Almine Rech Gallery</strong> (Bruxelles) e le gallerie newyorchesi<strong> James Cohan Gallery</strong> e <strong>Lehmann Maupin Gallery</strong>. Questo manipolo di gallerie, che in sostanza rappresentano la crema dei mercanti d&#8217;arte di tutto il mondo, è stato sicuramente attirato dalla presenza di <strong>Deutsche Bank</strong>, sponsor principale della manifestazione. <span id="more-4679"></span>Molte gallerie che espongono in fiera per la prima volta in assoluto presenteranno mostre personali di grandi artisti asiatici come <strong>Sperone Westwater</strong> che presenterà <strong>Liu Ye</strong>, <strong>Marianne Boesky</strong> che ospiterà <strong>Yoshimoto Nara</strong> ed <strong>Emmanuel Perrotin</strong> che proporrà <strong>Aya Takano</strong>.</p>
<p>Il drappello delle gallerie italiane è ridotto a sole due presenze. <strong>Galleria Continua</strong> (con sedi a San Gimignano, Pechinoe Le Moulen) e <strong>Primo Marella Gallery </strong>(con sedi a Milano e Pechino) ma ovviamente si tratta di dealers celebri e navigati che possono benissimo correre da soli. Art Hk 10 proporrà inoltre <strong>un&#8217;interessante serie di dibattiti e conferenze </strong>con artisti ed addetti del settore tra cui spicca la presenza del designer<strong> Ron Arad</strong>. La fiera proporrà inoltre una serie di special exhibitions che sarà svelata nei prossimi giorni. Per altre informazioni vi rimandiamo al <a href="http://www.hongkongartfair.com" target="_blank">sito</a> della manifestazione.</p>
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		<title>Che cosa significa essere Outsider?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 14:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Si è da poco conclusa a New York la Outsider Art Fair , evento fieristico dedicato a tutti gli artisti outsider, ma cosa significa essere outsider? A giudicare dagli artisti rappresentati dalle 38 gallerie presenti in fiera la risposta non è facile. Il termine Art Brut (equivalente di outsider art) è stato inventato nel 1945 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4582" title="pearl blauvelt" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/pearl-blauvelt-450x347.jpg" alt="pearl blauvelt" width="450" height="347" /></p>
<p>Si è da poco conclusa a New York la <a href="http://www.sanfordsmith.com/show.php?show=outsider" target="_blank">Outsider Art Fair</a> , evento fieristico dedicato a tutti gli artisti outsider, <strong>ma cosa significa essere outsider?</strong> A giudicare dagli artisti rappresentati dalle 38 gallerie presenti in fiera la risposta non è facile.<strong> Il termine Art Brut (equivalente di outsider art) è stato inventato nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet </strong>per indicare le produzioni artistiche realizzate da non professionisti  che operano al di fuori delle norme estetiche convenzionali (autodidatti, psicotici, prigionieri, persone completamente digiune di cultura artistica).</p>
<p>Questo non è sempre vero, visto che molti degli artisti presenti in fiera, come <strong>Morton Bartlett </strong>(1902-1992) che ha creato negli anni &#8216;50 affascinanti manichini di teenagers, hanno regolarmente frequentato l&#8217;accademia. Anche <strong>Malcom McKesson</strong> (1909-1999), creatore di misteriosi disegni ad inchiostro in cui appaiono figure fantasma, fa parte di questa lista di outsider istruiti. Il disagio mentale è certamente una caratteristica diffusa negli outsider, basti citare <strong>Martin Ramirez</strong>, autore di eleganti disegni raffiguranti cowboys, treni e paesaggi montani, il quale ha passato molto tempo in ospedali psichiatrici. <span id="more-4581"></span>Molti outsider sono stati dei grandi visionari come il nostro amato <strong>Henry Darger</strong> (andatevi a leggere una nostra piccola <a href="http://www.globartmag.com/henry-darger-up-close/122/" target="_blank">monografia</a> su questo stravagante ma affascinante artista americano), ma non tutti. <strong>Bill Taylor</strong> (1854-1949) è autore di meravigliosi acquerelli che rappresentano animali e persone in maniera del tutto reale.  Forse la definizione totale di outsider potrebbe fornircela l&#8217;artista <strong>Pearl Blauvelt</strong> che ha vissuto fino al 1950 isolata in una casa in Pennsylvania <strong>senza riscaldamento ed acqua corrente</strong>, l&#8217;artista era conosciuta come la strega del villaggio.</p>
<p>Ma le centinaia di meravigliosi disegni raffiguranti mobili, indumenti e bambole scoperti nella sua casa dopo la sua morte <strong>ci offrono una visione artistica più fanciullesca che occulta</strong>. Forse è questa innocenza la caratteristica centrale dell&#8217;outsider art, una arte al di fuori degli schemi e dei circuiti artistici che continua però ad affascinare milioni di appassionati in tutto il mondo.</p>
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		<title>La nuova fiera dell&#8217;arte contemporanea di Los Angeles chiude con il sorriso</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4556" title="anthony kiedis" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/anthony-kiedis-450x343.jpg" alt="anthony kiedis" width="450" height="343" />Si è da poco conclusa la prima edizione di <strong>ALAC, Art Los Angeles Contemporary</strong>, nuovissima fiera dell&#8217;arte contemporanea che ha occupato 50.000 metri quadri di superficie espositiva del <strong>Pacific Design Center</strong>, ospitando 55 gallerie d&#8217;arte locali ed internazionali. <strong>La fiera ha girato a pieno regime collezionando un record di presenze stimato in 9.000 visitatori </strong>e collezionisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Ovviamente alcuni vips non si sono lasciati sfuggire quest&#8217;occasione ed a zonzo tra gli stand sono apparsi <strong>Anthony Kiedis</strong>, leader della celebre band <strong>Red Hot Chili Peppers, Drew Barrymore</strong> e<strong> Neil Patrick Harris</strong>. Anche le vendite sembrano essere andate piuttosto bene, come ha confermato <strong>Michael Briggs</strong>, direttore della galleria di los angeles <strong>Patrick Painter</strong>: &#8220;Esistono ancora seri collezionisti d&#8217;arte e comprano opere decisamente importanti&#8221;.<strong> Michelle Pobar</strong>, direttore della galleria <strong>Honor Fraser </strong>ha confermato la tesi di Briggs, aggiungendo: &#8220;Le opere che vendono di più si aggirano tra i 10.000 ed i 30.000 dollari, mi sembra che i collezionisti stiano reagendo positivamente a queste cifre&#8221;. <span id="more-4557"></span><strong>Ovviamente le gallerie tengono le bocche cucite sui loro profitti</strong> in fiera ma è certo che alcuni artisti come<strong> Sage Vaughn</strong> (ritratto nella nostra foto assieme ad Anthony Kiedis) della galleria <strong>Kim Light</strong>, <strong>Erin Shireff </strong>della galleria <strong>Lisa Cooley</strong> e <strong>Kerry Tribe, Pae White </strong>e<strong> John Reynolds</strong> della galleria <strong>1301 PE </strong>sono riusciti a finalizzare alcune vendite. Secondo <strong>Tim Fleming</strong>, direttore della fiera, <strong>la galleria 1301 PE è riuscita a totalizzare oltre 100.000 dollari di fatturato</strong>.</p>
<p>Anche due gallerie di New York come la <strong>I-20 </strong>e la <strong>The Company</strong> hanno venduto alcune opere, in specifico la I-20 ha venduto due video engines di <strong>Peter Sarkisian</strong> che si aggiravano <strong>attorno ai 100.000 dollari l&#8217;uno</strong>. Certo queste cifre totalizzate da una fiera ancora ai primi vagiti fanno davvero riflettere sui guadagni raggiunti dalle gallerie presenti alle fiere d&#8217;arte italiane. <strong>Non sarebbe peccato avere più informazioni in merito alle vendite totali delle manifestazioni fieristiche nostrane</strong>. Questo tipo di informazioni risulterebbero utili per comprendere, oltre alle presenza in fiera, quali manifestazioni siano più vantaggiose per le gallerie d&#8217;arte. Ma ovviamente ciò è pura utopia.</p>
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		<title>Artefiera Bologna 2010, il meglio visto da GlobArtMag</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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E domenica finalmente la neve è caduta su Bologna, silenziosa e padrona del mondo ha coperto i soliti chiacchiericci su chi ha venduto e chi no, sulla crisi economica, sui vip e sui presunti tali. Già perchè Artefiera ancora una volta ha ritrovato se stessa riconfermandosi come  grande evento che attira ogni anno un sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_4468" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-4468" title="michael johansson" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/michael-johansson.jpg" alt="Michael Johansson" width="450" height="595" /><p class="wp-caption-text">Michael Johansson</p></div>
<p><strong>E domenica finalmente la neve è caduta su Bologna</strong>, silenziosa e padrona del mondo ha coperto i soliti chiacchiericci su chi ha venduto e chi no, sulla crisi economica, sui vip e sui presunti tali. Già perchè Artefiera ancora una volta ha ritrovato se stessa riconfermandosi come  grande evento che attira ogni anno un sempre più grande bacino di pubblico riuscendo a catalizzare l&#8217;intera attenzione della scena artistica italiana. <strong>La crisi ha forse spinto i dealers ad una più consona prudenza</strong>, ad un porsi dietro i sacchi di sabbia <strong>ma con le armi ben affilate</strong>. Di sperimentazioni e di cose molto più pacate se ne son viste, in un preciso bilanciamento che non ha mai superato la misura ed ha contribuito ad acuire il successo dell&#8217;evento. <strong>Vorrei qui di seguito elencare in ordine sparso le offerte gallerie nazionali che più hanno colpito la mia immaginazione</strong>, scusandomi se qualcuno è rimasto fuori da questa personalissima lista che non ha il piglio della critica ragionata ma si riallaccia alla libertà propria del pensiero creativo.</p>
<p>Ben pesato e ben pensato lo spazio della <strong>Galleria Continua</strong>, <strong>Loris Cecchini</strong> su tutti ma di ottime proposte, da<strong> Michelangelo Pistoletto, Hans Op de Beeck</strong> e <strong>Shilpa Gupta</strong>, la galleria di San Gimignano ne ha sfoggiate parecchie. Monumentale sino a sfiorare la bellezza di una mostra museale lo spazio di <strong>Lorcan O&#8217;Neill</strong> di Roma che con l&#8217;installazione di <strong>Richard Long</strong> ha ampiamente rimborsato a tutti il prezzo del biglietto, sugli scudi anche <strong>Pietro Ruffo</strong> e la prezzemolina <strong>Tracey Emin</strong>. <span id="more-4467"></span></p>
<div id="attachment_4469" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-4469" title="richard long" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/richard-long-450x280.jpg" alt="Richard Long" width="350" height="218" /><p class="wp-caption-text">Richard Long</p></div>
<p>Veramente d&#8217;effetto l&#8217;installazione di <strong>Daniel Glaser </strong>e <strong>Magdalena Kunz </strong>alla <strong>Gagliardi Art System</strong> di Torino, un pizzico di ironia ed originalità non guasta mai. Lo <strong>Studio D&#8217;arte Cannaviello</strong> di Milano ci ha invece offerto un <strong>Umberto Chiodi </strong>in ottima forma che ha occupato un&#8217;intera parete con una magnifica installazione non priva di una simbologia misteriosa ed inquietante. Grande <strong>Michael Johansson</strong>, ospitato da <strong>The Flat &#8211; Massimo Carasi</strong> di Milano, le originali accumulazioni dell&#8217;artista che già avevamo avuto modo di ammirare qualche tempo fa per la sua serie di fantasiosi kit di montaggio hanno veramente spaesato le nostre percezioni.</p>
<div id="attachment_4470" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-4470" title="kevin francis gray" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/kevin-francis-gray.jpg" alt="Kevin Francis Gray" width="350" height="255" /><p class="wp-caption-text">Kevin Francis Gray</p></div>
<p>Un&#8217;aura di arcana sacralità ha invece pervaso lo stand di <strong>Changing Role</strong> di Napoli grazie all&#8217;installazione di <strong>Lamberto Teotino</strong> contrapposta alla scultura di <strong>Kevin Francis Gray</strong>, la galleria ha però offerto altri spunti decisamente brillanti come una nuova serie di dipinti di <strong>Angelo Bellobono</strong> e quattro ottime opere di <strong>Matteo Sanna</strong>. <strong>Noire Contemporary Art</strong> di Torino ha portato in fiera i suoi pezzi da novanta, tra <strong>Masbedo, Shirin Neshat e AES+F </strong>c&#8217;era veramente l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<div id="attachment_4471" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-4471" title="sandy skoglund" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/sandy-skoglund-450x341.jpg" alt="sandy skoglund" width="350" height="264" /><p class="wp-caption-text">Sandy Skoglund</p></div>
<p>Ottima prova anche per <strong>PaciArte </strong>di Brescia che ha lasciato spazio alle fiabesche ambientazioni di <strong>Sandy Skoglund</strong>. Sopra le righe anche <strong>Lia Rumma </strong>di Milano, <strong>Thomas Ruff </strong>prima (porno) maniera coglie sempre nel centro ma tra <strong>Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, William Kentridge e Joseph Kosuth</strong>, sfidiamo chiunque a non togliersi il cappello.</p>
<div id="attachment_4472" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-4472" title="luana perilli" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/luana-perilli.jpg" alt="Luana Perilli" width="350" height="259" /><p class="wp-caption-text">Luana Perilli</p></div>
<p>Bellissimo lo stand di <strong>The Gallery Apart</strong> di Roma che ha lasciato ampie praterie ad una meravigliosa serie avanguardista di <strong>Luana Perilli</strong>. Una conferma invece <strong>Andrea Aquilanti</strong> che sovrappone visioni tangibili ed intangibili. Ambedue gli artisti hanno riorganizzato la visione e la percezione degli oggetti. <strong>Z2o &#8211; Sara Zanin</strong> di Roma ha decisamente soddisfatto le nostre aspettative con le accumulazioni di <strong>Kaarina Kaikkonen</strong>, la pittura di <strong>Mauro De Silvestre</strong> e l&#8217;agguerrita ironia di <strong>Gaia Scaramella</strong>. Grande prova anche per la giovane <strong>1/9 Unosunove</strong> di Roma che oltre all&#8217;affascinante mistero dell&#8217;installazione di <strong>Carla Mattii</strong> ha offerto anche la vitale e materica pittura di <strong>Allison Schulnik</strong>.</p>
<div id="attachment_4473" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-medium wp-image-4473" title="glaser e kunz" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/02/glaser-e-kunz-450x253.jpg" alt="Glaser e Kunz" width="350" height="197" /><p class="wp-caption-text">Glaser e Kunz</p></div>
<p><strong>Adalberto Abbate, Loredana Longo, Francesco Simeti e Joanne Robertson </strong>hanno invece alzato le quotazioni della galleria <strong>Pantaleone</strong> di Palermo. Ci è piaciuta anche la <strong>Notgallery</strong> di Napoli, frizzante  ma con gusto grazie alla scoppiettante carica di <strong>Iabo</strong>, che ha dato a tutti l&#8217;opportunità di accaparrarsi un giga di memoria ed alla bravissima <strong>Nordine Sajot</strong>. Concludendo, tra le giovani gallerie ottima prova anche per <strong>Jarach Gallery</strong> di Venezia e <strong>Federica Schiavo</strong> di Roma.</p>
<p><em>Micol Di Veroli</em></p>
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		<title>A Londra Pick Me Up, la prima fiera dedicata alla graphic art</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 07:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Il numero di fiere dedicate all’arte contemporanea è in costante aumento in tutte le parti del globo, segno evidente che l’unione di proposte artistiche in un unico grande mercato è sempre vincente e soprattutto attira una moltitudine di collezionisti, appassionati ed addetti del settore. La grafica, considerata da sempre (e a torto) sorella povera dell’arte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4362" title="Somerset" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/Somerset-2-450x301.jpg" alt="Somerset" width="450" height="301" /></p>
<p>Il numero di fiere dedicate all’arte contemporanea è in costante aumento in tutte le parti del globo, segno evidente che l’unione di proposte artistiche in un unico grande mercato è sempre vincente e soprattutto attira una moltitudine di collezionisti, appassionati ed addetti del settore. La grafica, considerata da sempre (e a torto) sorella povera dell’arte, non può contare su di un numero egualmente competitivo di fiere ma la sempre più crescente attenzione che questa disciplina attira in seno all’opinione pubblica ha convinto il Regno Unito a presentare la sua <strong>prima fiera dedicata alla grafica</strong>.</p>
<p>L’evento si chiama <strong><em>Pick Me Up</em></strong> e riunirà sotto un unico tetto una selezione di gallerie innovative e mostre collettive in cui figureranno i più importanti nomi del <strong>design</strong> e dell’<strong>illustrazione</strong> di tutto il mondo i quali proporranno le loro opere in edizione limitata. Tali opere saranno presentate assieme ad un programma di eventi e live performances incluso un open studio con il grande designer <strong>Rob Ryan</strong>. Concepita come una grande celebrazione della <strong>graphic art</strong>, la fiera si terrà alle Embrakment Galleries della <strong>Somerset House</strong> di Londra dal 23 aprile al 3 maggio 2010.<span id="more-4361"></span>Tutte le opere esposte in mostra saranno inoltre disponibili per la vendita al sito internet della <strong>Somerset House</strong>. Le gallerie ed i collettivi che esporranno al grande evento figurano i nomi di <strong>Concrete Hermit, Le Gun, Nobrow </strong>e<strong> Peepshow</strong>. Inoltre sarà possibile assistere ad un workshop di stampa grafica curato dal Print Club London.</p>
<p>Per concludere <em>Pick Me Up</em> presenterà un programma di talks che include lezioni e discussioni sul tema della grafica. <strong>Claire Catterall</strong>, curatrice della Somerset House ha dichiarato:”<em>Pick Me Up</em> sarà il primo evento a riunire i migliori graphic artists del globo a Londra. Sarà inolte possibile comprare arte ad un prezzo ragionevole, insomma prevediamo un grande successo” ed anche noi siamo certi che l&#8217;evento piacerà al pubblico degli art lovers.</p>
<p>Photo Copyright: Rob Ryan</p>
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		<title>London Art Fair 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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Si è aperta il 13 gennaio una delle più celebri e prestigiose fiere dell’arte internazionali e dobbiamo dire che è veramente enorme. Si tratta della London Art Fair 2010 che ha letteralmente invaso il Business Design Centre di Islington il quale ospiterà la manifestazione per cinque giorni fino al prossimo 17 gennaio. Quest’anno la fiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4253" title="london-art-fair" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/london-art-fair-450x216.jpg" alt="london-art-fair" width="450" height="216" /></p>
<p>Si è aperta il 13 gennaio una delle più celebri e prestigiose fiere dell’arte internazionali e dobbiamo dire che è veramente enorme. Si tratta della <strong>London Art Fair 2010</strong> che ha letteralmente invaso il <strong>Business Design Centre</strong> di Islington il quale ospiterà la manifestazione per cinque giorni fino al prossimo 17 gennaio. Quest’anno la fiera propone <strong>100 gallerie internazionali</strong> che a loro volta presentano un compendio di opere che raggruppano una cospicua summa di ciò che si è fatto nei passati 50 anni in campo artistico. Tra opere di <strong>Josef Albers</strong> ed altri miti del contemporaneo misti a giovani talenti emergenti c’è n’è per tutti i gusti.</p>
<p>Quest’anno inoltre per combattere la crisi molte gallerie hanno deciso di livellare i prezzi verso il basso ed alla <strong>Bearspace Gallery</strong> sono state messe in vendita opere per la risibile cifra di 25 sterline. Julia Alvarez, il direttore dello spazio, ha dichiarato di aver riscontrato un crescente interesse nelle stampe a tiratura limitata ed uno spostamento del collezionismo dalle costose opere degli artisti già famosi e quelle dei giovani emergenti, decisamente più abbordabili. Ovviamente si tratta sempre di una fiera prestigiosa quindi non è difficile trovare opere in vendita a 500.000 sterline. <span id="more-4252"></span>Secondo il direttore della fiera, <strong>Jonathan Burton</strong> quest’anno è stato decisamente nero per le gallerie d’arte ma per una strana legge di mercato le fiere internazionali hanno segnato un marcato rialzo nelle vendite segno evidente che in tempi di crisi le grandi manifestazioni internazionali rappresentano una chiara sicurezza. Secondo Burton il meglio vende sempre, sfortunatamente il meglio non è mai abbastanza.</p>
<p>Comunque sia la <em>London Art Fair</em> rimane un punto fermo nel mercato internazionale, l’unico neo che abbiamo potuto riscontrare riguarda la tipologia delle opere presenti in fiera che sembrano sempre le stesse proposte in altre fiere in giro per il mondo. Evidentemente anche se a questo tipo di manifestazioni sembrano andare alla grande non tutto ciò che viene messo in mostra alla fine vien venduto.</p>
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		<title>Quale artista collezionare? Ve lo spiega Globartmag</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 11:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4141" title="collezionismo" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/collezionismo-450x211.jpg" alt="collezionismo" width="450" height="211" /><strong>Per quale motivo si collezionano le opere di un determinato artista piuttosto che di un’altro?</strong> Difficile rispondere a questa domanda e molto spesso la risposta può variare in base a diversi fattori  associati al livello di attenzione che un artista riesce a creare attorno al suo lavoro. C’è da precisare che <strong>quando si parla di grande collezionismo è quasi sempre inutile parlare di fattori estetici </strong>anche se molti esperti del settore continueranno ad insistere sul valore estetico e filosofico nascosto dietro al collezionismo di una data opera d’arte. Elencheremo quindi una serie di fattori basati su di uno studio di alcuni aspetti fenomenologici del passato che hanno influito in maniera attiva sulla <em>collezionabilità</em> di un artista.</p>
<p><strong>Per gli artisti emergenti la formazione scolastica in una scuola d’arte d’elite è un importante indicatore di potenziale collezionismo</strong>. I laureati provenienti da scuole come <strong>Yale, Columbia, Cal. Arts, Düsseldorf </strong>o <strong>Goldsmiths</strong> suscitano sicuramente più attenzione di qualsiasi altro artista laureatosi in altri istituti di minor pregio. Questi laureati d’elite hanno già al loro seguito un gruppo di supporto di critici, curatori, dealers e collezionisti di opere create da studenti che in qualche modo riescono a garantire una rosea futura carriera al laureando. Ovviamente il discorso non è valido per tutti ma se si guarda allo storico delle carriere di tutti gli artisti usciti da scuole come la Yale Art School è facile capire come la provenienza sia un fattore molto importante.</p>
<p>In secondo luogo <strong>le gallerie d’arte ed i dealers non sono tutti uguali</strong> ed un mercante che riesce ad ottenere un successo internazionale con un suo artista nella maggior parte dei casi traina le quotazioni di tutti gli artisti della sua scuderia. Basta citare nomi storici come <strong>Leo Castelli, Barbara Gladstone, Irving Blum, Larry Gagosian</strong> fino ai più giovani <strong>Toby Webster</strong>, <strong>Zach Feuer</strong> e <strong>Andrei Kreps</strong>. Collezionare un artista promosso da tali nomi non è certo la stessa cosa che comprare un’opera dalla galleria d’arte sotto casa vostra. <span id="more-4140"></span><strong>I meccanismi del marketing e della distribuzione sono fattori altrettanto importanti per la <em>collezionabilità</em> di un artista</strong>. Nello specifico ci si riferisce alla presenza di una galleria e di un determinato artista a blasonate fiere d’arte, la produzione di cataloghi d’alta qualità ed il piazzamento delle opere all’interno delle istituzioni museali.</p>
<p><strong>Inoltre va detto che il mercato si basa anche sui trend e sul gossip</strong>, basta che qualche influente collezionista punti l’occhio su di un particolare artista che in poco tempo anche altri lo faranno. Generalmente più un artista è collezionato e più difficile sarà acquistare una sua opera in termini economici.</p>
<p><strong>La produzione di un artista non ha un valore stabile</strong>, le prime opere di <strong>Damien Hirst</strong> non hanno le stesse quotazioni dei suoi recenti lavori pittorici, lo stesso vale per alcune opere di <strong>Jeff Koons </strong>o altre di <strong>Donald Judd, Matthew Barney</strong> e <strong>Jenny Saville</strong>.</p>
<p>Per concludere <strong>nel collezionismo non esiste una regola certa</strong> e nessuno può esser sicuro in un mercato dove gli esperti affermano che Jeff Koons è il nuovo Andy Warhol mentre <strong>Takashi Murakami</strong> è il nuovo Jeff Koons. Sbagliare investimenti fa parte del gioco e in un mercato come quello italiano, costituito da una miriade di nuove stelle che si affievoliscono nel giro di pochi anni, l’errore è all’ordine del giorno.</p>
<p>Photo Copyright: Johnathan Wherrett e Alistair Bett</p>
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		<title>Arte Fiera Art First ai nastri di partenza</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 14:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4121" title="Evangelisti" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2010/01/Evangelisti-449x449.jpg" alt="Evangelisti" width="449" height="449" /></p>
<p><strong>Arte Fiera Art First</strong>, nel corso delle trentaquattro edizioni, ha consolidato il suo ruolo di più importante e completa fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea in Italia, attraverso un sempre più forte coinvolgimento delle migliori gallerie, sia storiche che di ricerca. Nell’ambito del panorama artistico internazionale Arte Fiera Art First conferma la sua <strong>costante attenzione per la promozione dell’arte italiana dall&#8217;inizio del Novecento, agli anni ‘50 fino ai movimenti contemporanei, con artisti riconosciuti nello scenario mondiale</strong>.</p>
<p>Un parterre unico per scoprire maestri storici come <strong>Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Gino Severini</strong>, accanto all’<strong>arte concettuale</strong> di Enrico Castellani, Agostino Bonalumi e Vincenzo Agnetti, o ai movimenti di <strong>arte informale</strong> di Giuseppe Capogrossi, Alberto Burri e Emilio Vedova; lo <strong>Spazialismo</strong> di Lucio Fontana fino ai poveristi Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio &#8211; al quale il <strong>Museo d’Arte Moderna</strong> di Bologna dedica un’importante antologica fino al 17 febbraio 2010 &#8211; accanto ai rappresentanti della <strong>Transavanguardia</strong>. <span id="more-4120"></span>Molti lavori in fiera che propongono un’articolata visione del panorama artistico internazionale, con opere tra gli altri di <strong>Antony Gormley, Wym Delvoye, Per Barclay, Tony Ousler, Hans Peter Feldmann, Alfredo Jaar</strong> fino ai più noti esponenti del movimento artistico inglese come <strong>David Hockney, Gilbert&amp;George e Tony Cragg</strong>, o ai maestri della fotografia come <strong>Thomas Ruff, Anton Corbijn</strong> o <strong>Luigi Ghirri</strong>.</p>
<p>Alle nuove tendenze, proposte dagli artisti emergenti italiani e internazionali, è dedicata la <strong>sezione Giovani Gallerie</strong>, nella quale gallerie di ricerca con non più di 5 anni di attività espongono opere con un range di prezzi dai 500 ai 10.000 euro, per i collezionisti che si avvicinano all’arte o per chi vuole scoprire i futuri talenti. Le gallerie che partecipano all’edizione 2010 sono: le italiane AMT/Torri&amp;Geminian, Federico Luger, N.O. Gallery, Riccardo Crespi, (Milano), 1/9 unosunove, Federica Schiavo, Z20 Galleria Sara Zanin, The Gallery Apart (Roma), Paolo Maria Deanesi (Rovereto), Federico Bianchi (Lecco), Fabio Tiboni (Bologna), Galleria 42 (Modena), For Gallery (Firenze), SpazioA (Pistoia), Glance (Torino), Not Gallery (Napoli), Tiziana Di Caro (Salerno), La Veronica (Modica), Francesco Pantaleone (Palermo) e il gruppo G.L.O.W. Platform (Allegra Ravizza – Milano, Jarach Gallery – Venezia, Mas Art- Barcellona, Nina Lumer – Milano, Novalis Contemporary Art – Torino, Sandunga – Granada); tra le straniere ADN Galeria (Barcellona), Fu Xin Gallery (Shanghai), Davide Gallo e Mario Mazzoli (Berlino).</p>
<p>Photo: Silvia Evangelisti &#8211; direttore Arte Fiera Art First</p>
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		<title>Correva l&#8217;anno 2009, il peggio dell&#8217;arte contemporanea secondo Globartmag</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 07:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Micol Di Veroli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4046" title="panseca berlusconi" src="http://www.globartmag.com/wp-content/uploads/2009/12/panseca-berlusconi-450x256.jpg" alt="panseca berlusconi" width="450" height="256" /></p>
<p>Giunti alla fine di questo lungo ed interessante 2009 è ormai tempo di bilanci e come si sa ogni testata che si rispetti stila la sua personale classifica del meglio visto nei mesi precedenti. Noi di Globartmag solitamente vi offriamo solo il meglio ed è per questo che <strong>stavolta abbiamo deciso di stilare una ricca top ten con il peggio del minestrone artistico nazionale</strong>, cose che non avremmo mai voluto vedere ma che è possibile vedere solo (per fortuna) in Italia, quindi allacciate le cinture e preparatevi a tutto:</p>
<p>1 <strong>Il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2009</strong><br />
L’horror vacui colpisce il duo curatoriale formato da <strong>Luca Beatrice</strong> e <strong>Beatrice Buscaroli</strong> noti ormai come B&amp;B. Ci si aggrappa ai fasti del Futurismo(?) e si riempie un padiglione-feijoada di opere ammassate, manco fosse una fiera d’arte. Tra presenze pittoriche imbarazzanti ed installazioni non meglio identificate il dramma si compie mentre la critica cala la scure. <strong>Quei pochi artisti che riescono a salvarsi galleggiano come isole perse in un dramma da feuilletton del  secolo scorso</strong>. Intanto al vernissage piove e tutti entrano in sala per ripararsi con sommo piacere degli organizzatori che sbandierano un boom di presenze mai visto. Contenti loro, depressi noi.</p>
<p>2 <strong>Quer pasticciaccio brutto del Premio Cairo 2009 </strong><br />
Vince <strong>Marzia Migliora </strong>ma durante la premiazione il gallerista di Changing Role, <strong>Guido Cabib </strong>fa giustamente notare che l’opera premiata non è inedita, cosa che il regolamento impone. Segue la protesta su internet (viene persino istituito un gruppo su Facebook intitolato <em><strong>Il premio Cairo 2009 va annullato</strong></em>) e su varie testate che chiedono il ritiro dell’artista. Alla fine dopo un lungo periodo di imbarazzo la giuria del premio decide di squalificare Marzia Migliora ed assegnare il primo posto a <strong>Pietro Ruffo</strong>. La vicenda si chiude con una dichiarazione di Marzia Migliora che si ritiene vittima di tutta la faccenda. Cui Prodest?</p>
<p>3 <strong>Le nomine innominate del Castello Di Rivoli </strong><br />
Il balletto per la nomina del direttore della prestigiosa istituzione è il vero giallo di fine 2009, un delitto irrisolto con una trama alquanto intricata: il presidente <strong>Giovanni Minoli</strong> annuncia la prima sorpresa, i direttori sono due<strong> Andrea Bellini</strong> e <strong>Jens Hoffmann</strong>, poi quest’ultimo si defila inaspettatamente e senza un vero perché, il cda che prima l’aveva scelto presentandolo come uomo di fiducia lo accusa di non esser degno di fiducia. Al suo posto compare  <strong>Beatrice Merz</strong>, presidente della fondazione dedicata al celebre padre. Come diceva quella canzone di De Gregori? E non c&#8217;è niente da capire.</p>
<p>4 <strong>Alva Noto/Carsten Nicolai a Napoli</strong><br />
Proprio in zona Cesarini arrivano il pacco, il doppio pacco ed il contropaccotto. Nicolai viene ingaggiato per creare un’installazione a Piazza Del Plebiscito, dopo neanche tre giorni di “mostra” e 5<strong>00mila euro spesi per l’intera operazione </strong>(tra l’altro molto bella) il curatore <strong>Eduardo Cicelyn</strong> rimuove il tutto per motivi di sicurezza.</p>
<p><span id="more-4047"></span></p>
<p>5 <strong>Federico Solmi ad Artefiera, Sebastiano Deva al Pan di Napoli, Martin Kippenberger al Museion di Bolzano e  Adel Abdessemed alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino</strong><br />
Al di là del valore degli artisti (<strong>Kippenberger</strong> è un grande dell’arte contemporanea ed ormai non ha più diritto di replica,<strong>Abdessemed</strong> è molto bravo) siamo sinceramente stufi di questi scandalini architettati ad arte per racimolare un poco di pubblicità.</p>
<p>6 <strong>Jimenez Deredia ai Fori Imperiali di Roma</strong><br />
Molte città si fregiano di sculture temporaneamente esposte sul suolo pubblico create da maestri del contemporaneo come <strong>Anish Kapoor</strong>. A Roma è toccato <strong>Deredia</strong>, fantomatico quanto imbarazzante di unBotero ancor più imbolsito che ha per così dire impreziosito le sacre rovine della capitale. Di lui ha egregiamente scritto <strong>Francesco Bonami</strong>: “Ma come è arrivato Deredia ai Fori Imperiali?, qual è il percorso della selezione, chi ha la responsabilità diretta della scelta, dei permessi, chi paga tutta l’operazione e come mai di Deredia nessuno ha mai sentito parlare? Intendo dire che nessuno nel vasto mondo dell’arte contemporanea fatta di musei, curatori, critici, artisti, collezionisti e gallerie sa dell’esistenza del signor Deredia.”</p>
<p>7 <strong>Gli esperimenti della Fondazione Alda Fendi</strong><br />
Nel tentativo di imitare l&#8217;irraggiungibile <strong>Fondazione Prada </strong>guidata dall&#8217;eclettica visionarietà di <strong>Miuccia Prada</strong>, anche <strong>Alda Fendi </strong>tenta (ormai da anni) di entrare nei grandi giri dell&#8217;arte contemporanea. Sfortunatamente gli esperimenti decantati dalla fondazione si riducono ad un laboratorio per sgangherati esercizi di stile a senso unico. <em><strong>Storie fantastiche dal delta del Niger</strong></em>, il progetto presentato nell&#8217;aprile di quest&#8217;anno è stato fantasticamente noioso.</p>
<p>8 <strong>Kunstart 09</strong><br />
La Fiera Internazionale dell’Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano continua ad essere un oggetto misterioso, <strong>un archibugio dalle polveri bagnate che puntualmente lascia espositori e visitatori con l&#8217;amaro in bocca</strong>. Tanti sono i galleristi che hanno affermato:&#8221;non siamo riusciti nemmeno a creare nuovi contatti, figuriamoci a vendere&#8221;.</p>
<p>9 <strong>Gina Lollobrigida fotografa </strong><br />
Una mostra tenutasi dal 26 giugno al 13 settembre al Palazzo delle Esposizioni di Roma a cura di <strong>Philippe Daverio</strong>, serve aggiungere altro?</p>
<p>10 <strong>Berlusconi Nudo</strong><br />
Chiude la classifica <strong>Filippo Panseca</strong>, architetto e artista palermitano divenuto tristemente celebre quest&#8217;anno per due opere pittoriche: una ritrae <strong>Silvio Berlusconi </strong>e <strong>Mara Carfagna</strong> seminudi, l&#8217;altra <strong>Veronica Lario</strong> a seno nudo e con due ali d&#8217;angelo, sinceramente troppo per il nostro povero cuore.</p>
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