Ultimi Articoli

Sand e le altre eroine della street art al femminile

Di Micol Di Veroli | 30 gennaio 2013
Sand e le altre eroine della street art al femminile

La street art è una disciplina artistica dove i maschietti generalmente spadroneggiano, offuscando il battagliero gruppo delle femminucce. D’altronde si sa che girare di notte in città per creare tags, murales e quanto altro non è certamente una pratica sicura per le donne. Questo ovviamente non ha fermato alcune giovani e coraggiose donzelle della street art che con l’obiettivo di ribaltare la statistica hanno mostrato al mondo intero che anche le donne sono capaci di destreggiarsi alla grande tra bombolette spray e vernici, creando interventi raffinati e meravigliosi che il mondo intero non può far finta di non vedere. Dalla nota eroina francese Miss Van, passando dalla brasiliana Nina, fino alla giapponese Sasu, la messicana Peste e le americane Lady Pink e Swoon, la street art al femminile sta urlando a gran voce la sua presenza ed è assodato che le nostre eroine non hanno nulla da invidiare a blasonati colleghi maschi come Above, Jef Aérosol, Banksy, BLU, Cartrain, Ces53, D*Face, OsGemeos o Wk Interact. Insomma attenti maschietti che le riot girls sono in arrivo e presto prenderanno possesso non solo delle strade ma anche delle gallerie e dei musei, sino ad ora territorio degli street artists uomini.Continua a leggere

Parliamoci chiaro: il 2013 non è creativo quanto il 1913

Di Micol Di Veroli | 30 gennaio 2013
Parliamoci chiaro: il 2013 non è creativo quanto il 1913

Incredibili rivoluzioni artistiche e nuove forme di architettura… il problema è che stiamo parlando del secolo scorso. Ciò che è stato creato nella prima decade di questo secolo non può essere nemmeno lontanamente paragonata agli stessi anni del secolo scorso. Gaudì crea edifici che rassomigliano a sculture sognate da un profeta allucinato. A Vienna un giovane Egon Schiele aggiunge nuovo genio all’arte di Gustav Klimt. In Italia nasce il Futurismo, una delle più grandi avanguardie artistiche mai pensate.  Ed a Parigi Picasso e Matisse impazzano come non mai.  Con questi incredibili cambiamenti e tumulti chissà cosa succederà tra cento anni, il 21 secolo sarà incredibilmente ricco di invenzioni artistiche? Ecco, un critico che nel 1913 si fosse posto questa domanda e avesse poi viaggiato nella macchina del tempo di H.G. Wells fino ai nostri giorni sarebbe certo molto sorpreso e scontento.Continua a leggere

Quando il museo si trasforma in galleria privata

Di Micol Di Veroli | 29 gennaio 2013
Quando il museo si trasforma in galleria privata

Nel 2008  tutte le opere della mostra di Richard Prince alla Serpentine Gallery di Londra provenivano dallo studio dell’artista ed erano disponibili sul mercato. Tutti i costi della mostra, ossia cataloghi, trasporti ed installazioni sono stati coperti dai dealers di Prince e cioè Larry Gagosian e Ronald Coles. Un’opera dell’artista venduta dopo la mostra ha raggiunto una cifra a sei zeri. Anche la mostra di Karen Kilimnik alla Serpentine è stata realizzata grazie agli aiuti della sua galleria la 303 Gallery di New York. La mostra @Murakami tenutasi sempre nel 2008 al Los Angeles Museum of Contemporary Art è stata sponsorizzata dalle gallerie di Takashi Murakami e cioè Blum&Poe, Gagosian, Perrotin e supportata persino da Louis Vuitton il quale ha installato un mini shop nel museo e si è messo a vendere oggetti disegnati dall’artista per il celebre marchio. La rovinosa Mostra di Damien Hirst alla Wallace Collection di Londra è stata realizzata grazie ad un’ingente somma messa a disposizione dall’artista stesso. Hirst ha infatti contribuito con 417.000 dollari ed ha coperto tutti i costi della mostra. Intanto in Francia la mostra di Jeff Koons a Versailles agli inizi del 2009 è stata realizzata grazie a Francois Pinault che oltre ad essere collezionista di Koons è detentore della casa d’aste Christie’s, della galleria Haunch of Venison e di due musei a Venezia.Continua a leggere

In Inghilterra tutti possono essere collezionisti d’arte

Di Micol Di Veroli | 29 gennaio 2013
In Inghilterra tutti possono essere collezionisti d’arte

Una mini rivoluzione è in atto in Inghilterra riguardo al collezionismo d’arte contemporanea. Molti di voi vorrebbero iniziare a collezionare arte ma non possono permettersi cifre da capogiro, magari moltissimi giovani vorrebbero aggiudicarsi una piccola opera del loro artista preferito sia per diletto che per investimento. Ecco che in Inghilterra la cosa diviene realtà. Dal 2004 l’Arts Council britannico ha varato un’importante manovra denominata Own Art che permette alla gente comune di acquistare un’opera d’arte contemporanea e pagarla in 10 rate mensili senza interessi. Il prestito va dalle 2.000 sterline in su ed ha permesso ad artisti, galleristi e collezionisti di trarre enormi benefici. Inoltre il Regno Unito sta vivendo una nuova ondata di collezionismo formata da semplici studenti, pensionati, poliziotti ed agricoltori, persone interessate al piccolo collezionismo che fino ad ora non potevano avvicinarsi alle opere che avevano intenzione di acquistare. Il quotidiano inglese Telegraph ha recentemente intervistato alcuni dei nuovi collezionisti mettendo in luce una bizzarra quanto meravigliosa realtà che sembra impossibile nella nostra Italia.Continua a leggere

Cover Art, ovvero come ti copio un capolavoro con la Playstation

Di Micol Di Veroli | 29 gennaio 2013
Cover Art, ovvero come ti copio un capolavoro con la Playstation

Alcune opere d’arte degli anni ’70 create da maestri come Vito Acconci e Chris Burden sono divenute oggi dei fari in grado di ispirare ed influenzare anche le nuove generazioni artistiche. D’altro canto questo nuovo millennio si è trovato un poco a corto di idee rispetto al passato e non è mistero che i giovani attingano a piene mani da ciò che si è gia fatto. L’opera d’arte di respiro internazionale creata in un recente passato rappresenta sempre un comodo appiglio sia intellettuale che formale ed inoltre discostandosi leggermente da un capolavoro si rischia molto meno che buttarsi in una nuova e rivoluzionaria ricerca che potrebbe essere poco compresa da pubblico e critica. Il fenomeno di riprodurre opere famose si chiama (come in musica) Cover ed ha dato luogo ad una crescente pratica denominata Cover Art.  Non è mistero che l’ausilio del computer e delle nuove tecnologie sia una delle cause di questo fenomeno che rischià però di sfociare in un appiattimento generale su di un unico livello. Poco tempo fa è balzato agli onori delle cronache un giovanotto chiamato Ramsay Stirling che ha basato il suo portfolio sulla riproduzione di famosi capolavori d’arte concettuale ricreati appositamente per la rete. L’artista ha riprodotto opere di Jasper Johns e Ad Reinhardt oltre che una copia di Television Delivers People (1973) di Richard Serra, trasformandola in Internet Delivers People.Continua a leggere

Bas Jan Ader, una caduta infinita

Di Micol Di Veroli | 28 gennaio 2013
Bas Jan Ader, una caduta infinita

“La terra ferma tutto”, in questa semplice affermazione oltre ad una riflessione sull’interazione gravitazionale, Bas Jan Ader focalizza l’attenzione sull’aspetto drammatico e perfetto dell’esperienza umana.  Nato il 19 aprile del 1942 a Winschoten, in Olanda, questo grande artista concettuale ha riempito le sue performance ed i relativi video con un estrema fisicità, rendendo tangibili alcuni concetti astratti come la disperazione e la tristezza della perdita, la capitolazione ed il conseguente ritorno alla madre terra. Difficile restare impassibili di fronte a I’m too sad to tell you (1971), video in cui l’artista, in primissimo piano, piange di fronte alla telecamera, come è impossibile non meravigliarsi di fronte alla lucida capitolazione di Fall I, Los Angeles e Fall II, Amsterdam (entrambe 1970) dove il performer si getta rispettivamente da un tetto di una casa e dentro un canale di Amsterdam con una bicicletta. Non si tratta solamente di immagini di una fine ma anche dell’ostinazione di un voler raccontare un qualsiasi accadimento improvviso all’interno della vita di tutti i giorni, di una ferma decisione di lasciarsi andare alle leggi della fisica.Continua a leggere

Lo strano caso del New Museum di New York

Di Micol Di Veroli | 28 gennaio 2013
Lo strano caso del New Museum di New York

Nel 2009 il New Museum di New York ha annunciato una serie di mostre intitolata The Imaginary Museum. Come molti di voli ben sapranno il primo evento espositivo è stato curato da Jeff Koons che ha portato nel museo la collezione del grande collezionista Dakis Joannou. Il greco oltre ad essere uno dei più celebri collezionisti di opere di Jeff Koons è anche il fondatore della Deste Foundation, un centro per le arti contemporanee in Grecia è anche un sostenitore del New Museum. La mostra curata da Koons ha quindi sollevato un polverone di polemiche per questa sorta di conflitto di interessi fino a che la scorsa settimana la questione etica del New Museum è stata affrontata dal New York Times, da The Art Newspaper e del famoso disegnatore William Powhida che per la copertina del Brooklyn Rail ha creato una mega vignetta intitolata Come il New Museum ha commesso il suicidio mediante la banalità.Continua a leggere

Israel Now – Reinventing the Future

Di Micol Di Veroli | 28 gennaio 2013
Israel Now – Reinventing the Future

Israel Now Reinventing the Future, a cura di Micol Di Veroli, si configura come una mostra multidisciplinare, capace di riflettere il dinamismo di una cultura che affonda le proprie radici in una spiritualità millenaria.Continua a leggere

Apre il meraviglioso Maxxi di Roma, ma adesso?

Di Micol Di Veroli | 25 gennaio 2013
Apre il meraviglioso Maxxi di Roma, ma adesso?

Alla luce di quanto fatto in questi ultimi anni e dopo quanto successo per la mostra di Alighiero Boetti, vorrei pubblicare nuovamente un mio articolo comparso tra queste pagine nel “lontano” 2009: 10 anni, tanto tempo ha richiesto la costruzione del Maxxi, il museo nazionale delle arti del xxi secolo di Roma progettato dall’archistar Zaha Hadid e finalmente domenica Globartmag ha avuto l’opportunità di fare un giro all’interno delle sale di questo grande capolavoro di architettura. 224 milioni di dollari il costo della struttura e 6000 metri quadrati di superficie espositiva, questi sono i numeri di un museo che mostra con orgoglio il capolavoro di forme e linee frutto dell’esperienza e della creatività di Zaha Hadid.Continua a leggere

Artisti cinesi addio? anche la Cina non crede nei suoi “fenomeni”

Di Micol Di Veroli | 24 gennaio 2013
Artisti cinesi addio? anche la Cina non crede nei suoi “fenomeni”

Qualche tempo fa la Cina ha letteralmente preso d’assalto la scena dell’arte contemporanea internazionale, scagliando nel mercato decine e decine di artisti non meglio identificati e catalizzando l’attenzione di gallerie e addetti ai lavori. La bolla cinese ha colpito duramente anche l’Italia dove art dealers della zona Cesarini hanno convinto tutti che la Cina sarebbe divenuta the next big thing dell’arte. Molti collezionisti sprovveduti si sono lasciati incantare dalla voce delle sirene ed hanno sborsato fior di quattrini per accaparrarsi un’opera di un artista cinese, magari anche uno qualunque ma cinese. Purtroppo coloro che hanno creduto al miracolo sono stati duramente riportati alla realtà dal mercato che pur promuovendo quegli artisti asiatici giustamente riconosciuti come grandi attori del contemporaneo, ha severamente bocciato una miriade di altri pseudo-artisti che tanto piacevano al nostro bel paese. Oggi anche la Cina pone un freno a questa bolla speculativa che ha creato più dubbi che investimenti. Non molto tempo fa  si è tenuta una grande asta al Beijing International Hotel, un’asta comprendente numerosi lotti di arte contemporanea cinese.Continua a leggere

Pagina:1...1314151617181920...304050...513
Art Gossip
Mostre
Comunicati Stampa