Ultimi Articoli

Giovedì Difesa: Boris

Di Difesa Jubecca
Giovedì Difesa: Boris

Boris è una serie televisiva italiana prodotta dal 2007 e giunta alla sua terza edizione. Narra le vicende dei dietro le quinte dell’immaginaria fiction italiana: Gli occhi del cuore. Il regista Renè Ferretti mentre gira la fiction, tiene sempre vicino a se un pesce rosso chiamato Boris, in onore a Boris Becker. I suoi pesci rossi hanno infatti tutti nomi di tennisti. In un certo senso si potrebbe pensare che è Boris che gira gli occhi del cuore. Renè infatti sente molto stretto il lavoro e cerca come può, nell’arco delle tre serie, di mostrare la sua vera bravura di regista.Continua a leggere

La Costa d’Avorio e l’attualità di “Nadro”

Di Giorgia Noto
La Costa d’Avorio e l’attualità  di “Nadro”

Un cuscino di silenzio avvolge la Costa d’Avorio. Sembra inglobata in un’altra dimensione dove le notizie corrono solo su binari di pochi e il grande pubblico ignaro è all’oscuro di quello che sta accadendo in questi mesi e ancor di più in questi ultimi giorni. Forse gli avvenimenti poi non sono così casuali e capita alcune volte di percepire la trama del destino  e soprattutto di esserne parte anche nella piccolezza della tua quotidianità sei chiamato a soffermati e porre un accento su delle situazioni che seppur lontane dovrebbero toccarci e renderci portavoce per chi soffre ed è impossibilitato a difendersi. Un faro dovrebbe illuminare tutti i paesi straziati dalle guerre e forse la notte ci potremmo accorgere di quanti focolai siamo circondati. Questo rappresenta l’incontro, organizzato dalla Dottoressa Maria Giovanna Tumino, svoltosi lunedì 18 aprile nell’Aula Magna dell’Università di Conservazione dei Beni Culturali a Viterbo. Nell’ambito delle lezioni di Storia dell’Arte dei Paesi Europei II della professoressa Patrizia Mania è stato proiettato il film “Nadro, colui che non dimentica” (1998) sulla vita di Frédéric Bruly Bouabre, regia di Ivana Massetti. Quanto mai attuale e sincero. Uno spaccato di quello che non sappiamo perché non lo possiamo vedere con i nostri occhi è stato filmato con sapiente umanità e con assoluto rispetto. La vita di questo grande artista e la sua Costa d’Avorio così difficile e dilaniata.Continua a leggere

Piss Christ di Andres Serrano vittima di atti vandalici

Di Micol Di Veroli
Piss Christ di Andres Serrano vittima di atti vandalici

A volte l’arte riesce a sollevare veri e propri vespai di polemiche, i quali sfociano in roventi atti di censura o peggio ancora in terribili spirali di violenza. Ne sa qualcosa Andres Serrano che con il suo Piss Christ (già il titolo dell’opera dice tutto) del 1987 ha aperto la strada ad una fiorente stagione di quella che potremmo definire come Shock Art. Prima delle teste sanguinolente e degli squali in formaldeide, Serrano aveva raffigurato la passione di Cristo utilizzando la propria urina. In soldoni Piss Christ è la fotografia di una classica statuetta raffigurante Cristo sulla croce, immersa in una sorta d’acquario contenente del liquido giallognolo, la pipì di Serrano appunto. Un’azione radicale e provocatoria quella di Serrano ed è innegabile che tale gesto ha in seguito influenzato intere schiere di giovani artisti.Continua a leggere

Siamo ancora fermi a parlare di Street Art e vandalismo

Di Micol Di Veroli
Siamo ancora fermi a parlare di Street Art e vandalismo

Art in the streets, la nuova mostra “definitiva” sulla street art lanciata da Jeffrey Deitch nel suo MOCA di Los Angeles non sta raccogliendo le critiche positive che in molti si aspettavano. Molti magazine d’arte statunitensi hanno infatti bollato la mostra con un “niente di nuovo sotto il sole” che ci lascia un poco stupefatti, specialmente dopo che il volpone Deitch aveva annunciato Art in The streets come la prima grande mostra dedicata a questa meravigliosa tecnica artistica. Alle polemiche per così dire di settore si sono però unite quelle della polizia di Los Angeles che in questi giorni è alle prese con una bizzarra vicenda legata alla mostra ospitata dal MOCA. Va detto che molti fans hanno comunque gradito l’evento: “Sono contento di poter vedere che la street art è stata promossa da vandalismo a vera e propria forma espressiva. Los Angeles poi è la patria della street art e questa mostra è un vero  e proprio riconoscimento” ha dichiarato Greg Linton, un art blogger che spesso scrive articoli riguardanti la scena street locale.Continua a leggere

LE VOYAGE INITIATIQUE – TRE FOTOGRAFI, TRE COLORI, TRE PASSI VERSO LA METAMORFOSI

Di Micol Di Veroli
LE VOYAGE INITIATIQUE – TRE FOTOGRAFI, TRE COLORI, TRE PASSI VERSO LA METAMORFOSI

In collaborazione con Offset e inserito nel progetto Revolt: T R E, un percorso che va dagli albori dell’unità nazionale (e ciò che ne rimane) passando da piccoli frammenti sonori provenienti da frangenti culturali eterogenei, per poi proiettarsi in uno spazio visivo di alta ricercatezza formale a-temporale, onirico e iperrealista. Stupore, analisi, sintesi. Attraverso l’incrocio di sguardi di fotografi italiani e stranieri, LE VOYAGE INITIATIQUE (dal 6 all’8 Maggio 2011 – Officina delle Arti – Via Brigata Reggio, 29 – Reggio Emilia) immagina un percorso di trasformazione intima, segreta e simbolica dell’essere umano da Albero Secco ad Albero Fiorito. Il processo alchemico non è solo un viaggio iniziatico a livello spirituale, ma anche a livello fisico e materiale; la chimica alchemica é indissolubile dall’aspetto più metafisico e mistico. Se l’Uomo trasmuta nella sua intimità, anche il mondo esterno cambia, il Paese dunque e, ad un livello più ampio, il pianeta. Così in alto come in basso, insomma, in un percorso in cui il microcosmo è in relazione con il macrocosmo e l’Uomo è in relazione con l’Ambiente. VERDE (Viriditas), BIANCO (Albedo) e ROSSO (Rubedo) diventano i colori di tre delle fasi del processo alchemico, momenti di una trasformazione auspicata del Paese e dell’essere umano.Continua a leggere

What is a human being? – VIR Open Studio @ ViaFarini In Residence

Di Sibilla Zandonini
What is a human being? – VIR Open Studio @ ViaFarini In Residence

Dovete sapere che in via Farini, a Milano, c’è proprio tutto: c’è il Brico, c’è il negozio Tutto a un euro e più, ci sono almeno una trentina di kebabbari e poi ci sono gli appartamenti dove l’associazione ViaFarini ospita le residenze d’artista. Un paio di settimane fa mi son fatta coraggio e sono andata a vedere cosa ha creato la congiuntura di questi luoghi: VIR Open open per Memories and encouters, il ciclo espositivo iniziato nel 2009 dell’operato degli artisti in residenza. Per tre mesi Giorgio Guidi, Jaša e Matthew Stone hanno vissuto in appartamenti adiacenti e condiviso lo studio al piano terra della palazzina al numero 35 di via Farini. Il risultato? Un’esposizione fuori dagli schemi, irriverente e coinvolgente. Tre artisti che conducono ricerche estetiche diametralmente opposte, ma accomunati  dall’interesse per il rapporto che si crea tra opera e spettatore. E qui ci sarebbe da soffermarsi, perché, se tre ragazzi nati tra il ’78 e l’82, e non credo siano casi isolati, pur percorrendo strade diverse puntano allo stesso bersaglio, forse qualcosa vuol dire.Continua a leggere

Cosa succederebbe se Vittorio Sgarbi abbandonasse la Biennale?

Di Micol Di Veroli
Cosa succederebbe se Vittorio Sgarbi abbandonasse la Biennale?

Pochi giorni fa il nostro Vittorione Nazionale© aveva minacciato di disertare la Biennale nel caso non fosse stato rieletto come soprintendente del polo museale di Venezia. Forse molti di voi avevano già esultato nell’udir questa gradita nuova. A noi invece queste dichiarazioni sono suonate come quelle di un Vittorio Sgarbi, consapevole dell’impossibilità della sua re-investitura ed in fuga da una Biennale-minestrone che attualmente brancola nel buio più totale. Oggi abbiamo appreso la notizia che il ministro per Beni Culturali Giancarlo Galan ha deciso di respingere la nomina di Vittorio Sgarbi alla sopraintendenza per mancanza di requisiti di legge. A questo punto Sgarbi potrebbe uscire di scena, la qualcosa non è stata affatto smentita da Galan che alla domanda: “Sgarbi resterà in Biennale?” ha risposto con un “ne parleremo insieme, ma spero di si”. L’uscita di Sgarbi potrebbe rappresentare una vera e propria salvezza per la nostra scena dell’arte contemporanea, altrimenti destinata ad un’impietosa figura in quel di Venezia.Continua a leggere

Il mondo manifesta per la liberazione di Ai Weiwei

Di Micol Di Veroli
Il mondo manifesta per la liberazione di Ai Weiwei

Continuano le manifestazioni di solidarietà internazionali per il povero Ai Weiwei, ingiustamente arrestato dal governo cinese che sta tentando in tutti i modi di screditarlo. Come sempre, prima di iniziare ogni notizia dedicata alla faccenda vi invitiamo a firmare la petizione per la liberazione immediata del coraggioso artista. Dicevamo che la Cina sta tentando in tutti i modi di gettare fango sul nome di Weiwei, prima accusandolo di evasione fiscale, poi di plagio ed ora nientemeno che di bigamia. Il mondo della creatività (e non solo) è però stanco di queste assurde macchinazioni e lo ha dimostrato ancora una volta con grande fermezza. Proprio domenica scorsa si è svolta infatti una giornata di protesta internazionale denominata Creative Time, l’appuntamento simultaneo è riuscito a coinvolgere un folto drappello di attivisti sparsi per tutto il mondo. A New York 200 persone si sono assiepate davanti al consolato cinese, sedendosi su delle sedie proprio come la celebre performance Fairytale: 1001 Qing Dynasty Wooden Chairs, eseguita da Wewei nel corso di Documenta 12 a Kassel nel 2007. LContinua a leggere

“X” La collettiva erotica da Giò Marconi

Di Micol Di Veroli
“X” La collettiva erotica da Giò Marconi

La galleria Giò Marconi di Milano inaugura oggi la mostra “X”, collettiva erotica che raccoglie i lavori degli artisti Nader Ahriman, Bruno Di Bello, Judith Bernstein, John Bock, Monica Bonvicini, Nathalie Djurberg, Keith Farquhar, Simon Fujiwara, Wade Guyton, Robert Heinecken, Dorothy Iannone, Sarah Lucas, Man Ray, Dasha Shishkin, Andreas Slominski, Francesco Vezzoli. Nei disegni e nei collage di Nader Ahriman (Shiraz 1964) le astrazioni filosofiche di matrice idealista prendono forma attraverso l’intervento grafico dell’artista. Cinema e antichità vengono filtrati in chiave erotica, fondendo estetica e contenuto. Bruno Di Bello (Torre Del Greco 1938, vive e lavora a Milano) partecipa alla collettiva con una “Variazione su una foto di Man Ray” realizzata nel 1976 su tela fotografica. Attraverso la scomposizione dell’immagine di Kiki, musa del maestro, Di Bello rilegge l’esperienza delle avanguardie storiche sviluppando un’idea dell’arte come riflessione sulla suo storia.Continua a leggere

Cyprien Gaillard si sbronza e perde la faccia

Di Micol Di Veroli
Cyprien Gaillard si sbronza e perde la faccia

Nel corso dei vari esperimenti di Land Art del passato, molti artisti erano soliti lasciar “distruggere” la loro opera dalle forze della natura. In seguito altre menti creative si sono cimentati nella produzione di opere momentanee. Oggi però vorremmo parlarvi di Cyprien Gaillard, artista decisamente meno illuminato rispetto ai suoi predecessori che ha recentemente creato un’opera temporanea la quale  ha coinvolto il pubblico in una maniera alquanto insolita. L’artista è attualmente protagonista assoluto di The Recovery of Discovery, mostra personale al KW Institute for contemporary Art di Berlino (27 marzo – 22 maggio 201). In occasione del prestigioso evento, Gaillard ha pensato ad una sorta di monumento destinato a sparire grazie all’aiuto dei visitatori. L’opera in questione è una sorta di piramide a gradoni costituita da cartoni pieni di bottiglie di birra.Continua a leggere

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