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http://www.globartmag.com/2013/04/29/arte-contemporanea-giovane-arte-artisti-italiani/
L’arte, il vino e le noccioline
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http://www.globartmag.com/2013/04/23/presenze-in-mostra-al-vittoriano-le-foto-di-guillermo-luna/
“Presenze”: in mostra al Vittoriano le foto di Guillermo Luna
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http://www.globartmag.com/2013/04/23/arte-italiana-sistema-critica-sud/
Il federalismo dell’arte contemporanea
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http://www.globartmag.com/2013/04/22/arte-contemporanea-mostgre-museo-critica-testi-articolo/
Le (solite) frasi dell’arte
Gagosian vende ad un collezionista un’opera del MET e Mr Brainwash si appropria dei Run DMC
Il variegato mondo dell’arte contemporanea non è solamente il tempio della creatività o il giardino dell’Eden dove tutto è rose e fiori. Trattandosi di un ambiente dove gira molta vil pecunia, accade spesso di trovarsi in situazioni poco chiare che finiscono poi nelle aule di un tribunale. In questi ultimi giorni infatti Robert Wylde, collezionista inglese, ha sporto denuncia contro la Gagosian Gallery presso la corte di Manhattan. Il pomo della discordia è un dipinto intitolato The Innocent Eye Test del 1981 ad opera di Mark Tansey. Wylde acquistò il dipinto da Gagosian nel 2009 ma il celebre gallerista omise al collezionista che il Metropolitan Museum of Art di New York era proprietario al 31 percento dell’opera in questione. Wylde inoltre dichiara di aver ricevuto una risposta positiva da Gagosian per l’acquisto di un dipinto di Richard Prince del valore di 2.2 milioni di dollari sempre nel 2009 ma in seguito la galleria scelse di vendere l’opera ad un altro collezionista per una cifra maggiore.Continua a leggere
Robert Barry – Golden words
Evento a Roma: Robert BARRY ritorna anche fisicamente dopo più di dieci anni nella Capitale con la personale Golden Words alla galleria Giacomo Guidi & MG art (dal 25 marzo). L’artista statunitense, anticipatore e principale esponente dell’Arte Concettuale insieme ai suoi compagni di percorso Joseph Kosuth, Lawrence Weiner e Sol LeWitt, propone una serie di iscrizioni parietali che invadono l’intero ambiente espositivo: parole, concetti ed espressioni di color oro che si relazionano al vuoto e allo spazio che li circonda. L’interesse di Barry è incentrato alla “spazializzazione” delle parole. I termini utilizzati sono ricavati da una lista di circa 200 vocaboli a cui l’artista fa continuamente riferimento, ma che tra loro non hanno nessun legame sintattico e non lasciano trapelare nessun tipo di significato. Le parole dorate sono semplici segni visivi che irrompono in questo caso, tra le candide pareti della GUIDI & MG ART. Quasi in contemporanea (dal 22 marzo) Barry ripropone un intervento parallelo alla galleria Artiaco di Napoli con la mostra Troublesome, dove le parole saranno color argento. Da ricordare il suo intervento del 2006 a Napoli dove ha realizzato la stazione della circumvesuviana di Acerra.Continua a leggere
Dopo il terremoto il Giappone chiama a raccolta i creativi sopravvissuti
Il terribile terremoto dell’11 marzo in Giappone ha già mietuto le sue vittime. Si parla di 3.000 persone tra morti e dispersi, vittime di una scossa di 8,9 gradi della scala Richter e di un conseguente Tsunami che ha letteralmente messo il paese in ginocchio. Intanto la situazione nell’impianto nucleare di Fukushima è ancora in allarme, secondo quanto riferito dal premier giapponese Naoto Kam. A questo punto il popolo della creatività del Sol Levante ha già lanciato un’importante servizio per la ricerca di artisti dispersi.Continua a leggere
Sophie Calle gira un video per i R.E.M. mentre Franco e Van Sant assaltano Gagosian
Oramai l’arte contemporanea si è indissolubilmente fusa con le altre forme espressive, dando vita ad una singolare forma di spettacolo che non sempre centra il bersaglio. Basti pensare alle vicende dell’attore James Franco che ostinatamente cerca di entrare all’interno della scena o i ripetuti tentativi di Lady Gaga che vuole a tutti i costi farsi chiamare performer. D’altra parte Franco è riuscito ad ottenere un suo posticino all’interno del dorato mondo dell’arte contemporanea, una sua mostra intitolata Unfinished ed in collaborazione con il celebre regista Gus Van Sant è infatti attualmente in visione alla Gagosian Gallery di Beverly Hills fino al prossimo 9 aprile. La mostra è composta da una riedizione del film My Own Private Idaho portata a termine da Franco e musicata dal leader dei R.E.M. Michael Stipe. Da Gagosian ci sono anche sette grandi acquerelli su carta di Van Sant. Parlando di Stipe va inoltre detto che i R.E.M. hanno da poco ultimato il loro 15esimo album intitolato Collapse Into Now, composto in collaborazione con Peaches, Eddie Vedder e Patti Smith. Continua a leggere
FERNANDA VERON – A dream of the Unknown
Giovedì 31 marzo 2011, dalle ore 19:00 la Galleria Overfoto di Napoli inaugura la mostra A Dream of the Unknown, personale di Fernanda Veron a cura di Micol Di Veroli. Il sogno è una condizione pura, una commistione di simboli e segni non contaminati dalla razionalità quotidiana che genera una folta schiera di immagini altrimenti invisibili. Mediante l’azione onirica si manifestano visioni ultraterrene, scenari fantastici od orrorifici, forme di pensiero che non appartengono alla realtà. In questo universo ancora inesplorato sembra quasi di udire la parola rivelata del divino od il nero richiamo delle forze occulte, tutto questo all’interno di un’ambivalente danza crepuscolare dove ogni percezione viene amplificata ed ogni misteriosa figura si trasforma in presagio.Continua a leggere
FUORI! ARTE E SPAZIO URBANO 1968-1976
Apre il 14 aprile 2011 la mostra che inaugura lo spazio espositivo temporaneo del Museo del Novecento di Milano, situato al piano terra della manica lunga dell’Arengario. Da qui le ampie vetrate permetteranno di cogliere frammenti della mostra anche da “fuori”, dalla via che costeggia il Museo. Realizzata dal Comune di Milano in collaborazione con la casa editrice Mondadori Electa, e resa possibile grazie al contributo di Bank of America, FUORI! ARTE E SPAZIO URBANO 1968-1976, curata da Silvia Bignami e Alessandra Pioselli, presenta i momenti emblematici del rapporto tra arte e spazio urbano in Italia tra 1968 e 1976. La mostra è una riflessione sugli effetti dei profondi cambiamenti sociali e culturali italiani degli anni Sessanta sulle arti visive. Sono gli anni in cui gli artisti scendono in strada, “fuori” dal museo e dalle gallerie, per confrontarsi con il mondo reale e coinvolgere un pubblico più ampio, attraverso performance, azioni, animazioni, installazioni, sculture. Mossi da numerose questioni politiche, sociali e ideologiche, si trovano a dover ridefinire il loro linguaggio per una “riappropriazione creativa del tessuto urbano”. La loro arte non è più creata soltanto per il museo o per il mercato, ma mira alla sollecitazione estetica e ludica dello spettatore.Continua a leggere
Ai Weiwei porta a New York lo zodiaco cinese
Ai Weiwei è senza ombra di dubbio l’artista contemporaneo più coraggioso e controverso del momento. Dopo aver subito una parziale censura della sua opera ospitata dalla Turbine Hall di Londra, la demolizione del suo studio da parte delle autorità cinesi che lo avevano prima accolto e dopo esser stato oggetto di una censura all’interno del sondaggio apparso su Sina.com riguardo all’artista dell’anno, Weiwei ha dovuto digerire anche la cancellazione di una sua importante retrospettiva in Cina già programmata ed impacchettata. Ovviamente stiamo parlando di un uomo che non si ferma mai, che racchiude in sé la saggezza e la combattività propria dei grandi artisti, padroni della storia. Ecco quindi che oggi Ai Weiwei riparte e lo fa con una grande installazione pubblica negli Stati Uniti che verrà installata nella Grand Army Plaza di New York, proprio di fronte al Plaza Hotel. Dal 2 maggio al 15 luglio, la fontana del celebre hotel ospiterà infatti 12 monumentali sculture di bronzo dal titolo Circle of Animals/Zodiac Heads.Continua a leggere
General Idea, storia di un virus artistico nel mondo reale
Conoscete il trio creativo General Idea? beh forse se non ne avete mai sentito parlare dovreste documentarvi o quantomeno andare a visitare la retrospettiva Haute Culture: General Idea, A Retrospective, 1969–1994, attualmente ospitata dal Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris fino al prossimo 30 aprile. Difficile riassumere in poche righe la potenza di General Idea, nata per volere di tre grandi artisti Felix Partz, Jorge Zontal e AA Bronson in quel di Toronto sul finire degli anni ’60. I tre hanno sovvertito ogni forma di cultura popolare e massmediatica, utilizzando mezzi artistici non convenzionali come cartoline, carte da parati, palloncini, spillette e soprattutto molti posters. Nell’arco della loro storia creativa i General Idea hanno trattato l’immagine come un virus capace di infiltrarsi in ogni aspetto del mondo reale.Continua a leggere
Nicolàs Pallavicini – Praxis–Mimesis
La Galleria Tiziana Di Caro di Salerno inaugura oggi la seconda mostra personale di Nicolàs Pallavicini, intitolata Praxis – Mimesis. La mostra include una serie nuova di quadri, di diverse dimensioni, tutti risalenti al periodo tra il 2010 e 2011, in cui il pittore argentino si è dedicato ad una riflessione filosofica che elude l’esperienza teorica pura e assoluta, per riversarsi su quella tecnica e formale. Il confronto con il tema del paesaggio che aveva caratterizzato la sua produzione, per quanto formalmente eterogenea, dal 2005 al 2009, adesso si cela per fare posto ad una totale de-strutturazione della forma, una frammentazione dell’idea, che si sviluppa in campiture solenni, ma apparentemente disorganiche, al contempo solide ma solo accennate, che riprendono una rottura, che si era già verificata all’interno del progetto Reverse, che lo aveva visto protagonista nella sua prima mostra in galleria nel 2009, ma che qui sembra volersi consolidare.Continua a leggere
Crosscurrents, per la prima volta insieme artisti italiani e artisti nigeriani
Crosscurrents è il titolo scelto per una mostra in Nigeria che coniuga per la prima volta insieme artisti italiani e artisti nigeriani. Il progetto nasce dalla volontà di realizzare un evento che vuole mettere in risalto l’importanza dell’arte contemporanea come recettore di interesse del grande pubblico, come fondamentale strumento di crescita culturale e come importante veicolo di incontro tra le diverse culture. La mostra, curata da Marta Boeri e Marinù Paduano per la parte italiana e da Oliver Enwonwa e Bethabel Soetan per la parte nigeriana, intende dunque proporre un dialogo tra due diverse “correnti” artistiche contemporanee, tra due diverse culture e, attraverso il linguaggio universale delle arti visive, tra due Paesi. Il progetto ha l’ambizione di mettere in luce – attraverso l’esposizione delle opere dei vari artisti, provenienti da culture e imprinting artistici diversi – come l’identità di un Paese possa esser “trovata” mediante la ricerca dell’identità di ogni artista.Continua a leggere
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Oversize 14 – Fantasmagorie – Virgilio Villoresi a cura di Bruno Di Marino
del 23 gen 2013Lunedì 4 febbraio, alle ore 19, NUFactory presenta Oversize 14 – Fantasmagorie, mostra personale di Virgilio Villoresi, a cura di [...]
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del 20 dic 2012Il MaMba, Museo d’Arte Moderna di Buenos Aires, il Ministero della Cultura della Città di Buenos Aires, e gli Amici [...]
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