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  • 27
  • gen
  • 2010

Marcel Duchamp oggi sarebbe un pirata informatico

Di Micol Di Veroli, in Editoriale, Maestri del contemporaneo.

evan roth

Una delle più salienti caratteristiche di questo vivere contemporaneo è la facilità con cui è possibile scambiarsi i più disparati media od entrare in possesso di musica, film ed altre forme d’arte. Nel passato le forme artistiche non digitali hanno creato un certo tipo di scambio economico basato sulla non riproducibilità dell’opera, cosa che si avvia verso la distruzione grazie al file sharing. Ogni giorno milioni di persone scaricano film, libri, foto e musica in maniera totalmente gratuita. La storia dell’arte contemporanea ha avuto esempi di artisti che hanno supportato il libero accesso ai media.

Molti di essi come Guy Debord, Richard Prince o Sherrie Levine si sono appropriati di materiali protetti dal copyright per creare le loro opere. E’ quindi indubbio che molti atti che vengono etichettati oggi come abuso di copyright o pirateria o quanto altro, sono stati in passato fondamentali per lo sviluppo dell’arte. I Ready Made di Marcel Duchamp ad esempio erano oggetti di uso comune che mediante la volontà dell’artista si tramutavano in opere d’arte. Oggi Duchamp avrebbe avuto certamente molti problemi riguardo la creazione delle sue opere poichè avrebbe potuto incappare in un atto di appropriazione indebita di oggetto protetto da copyright. Eppure senza Duchamp gran parte delle opere di arte contemporanea che oggi vediamo all’interno di musei e gallerie non esisterebbe. Ed allora scaricare musica è illegale mentre creare un’opera d’arte utilizzando qualcosa creato da qualcun altro non lo è? Dipende, la creazione di un’opera scaturisce sempre da varie influenze e contaminazioni. L’ultima serie di opere di Francesco Vezzoli, tra cui Greed apparso lo scorso anno alla Gagosian Gallery di Roma, attinge a piene mani dall’opera di Duchamp. Vezzoli quindi potrebbe essere multato per aver infranto la legge sul copyright.

Insomma la tematica è molto profonda e non possiamo sviscerare l’argomento solo con un semplice articolo ma lasciamo a voi ogni considerazione del caso. Recentemente l’artista Evan Roth, congiuntamente con una sua mostra all’Advanced Minority Gallery di Vienna, ha stampato una serie di stickers con su scritto Disponibile gratis online ed ha girato i negozi della città piazzando gli adesivi su, film, cd musicali e software. I tempi cambiano e le leggi devono cambiare

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Commenti:

E' stato scritto un commento su "Marcel Duchamp oggi sarebbe un pirata informatico"

  1. [...] della galleria, la memorabile esposizione Le Surréalisme en 1947 organizzata da André Breton e Marcel Duchamp. Si trattava della prima grande mostra surrealista del dopoguerra, che segnava il ritorno a Parigi [...]



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