Per David Hockney non esistono più le mezze stagioni

di Micol Di Veroli Commenta

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L’estate e l’inverno sono al sicuro, ma quando David Hockey ha deciso di iniziare un’opera pittorica sulla primavera ha trovato davanti ai suoi occhi una scena che egli stesso non ha esitato a definire come un massacro.  Tronchi mozzati al posto di giganteschi alberi di sicomoro, rami e legna dappertutto. E dire che l’artista aveva scelto questo piccolo agglomerato boschivo vicino la sua casa nello Yorkshire come soggetto principale di un gruppo pittorico dedicato alle quattro stagioni. Hockney aveva individuato il soggetto guidando ore ed ore attorno alle strade periferiche come sua abitudine.

Il boschetto di alberi piantato più di un secolo fa vicino a delle piccole fattorie aveva subito colpito l’immaginazione dell’artista il quale aveva associato la grandezza degli alberi a quella di un meraviglioso tempio dalla maestosa architettura. Purtroppo quando Hockney è tornato sul posto per dipingere una terza opera pittorica dedicata alla primavera ha scoperto con suo rammarico che l’intero gruppo alberato era stato tagliato e la legna venduta.

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” Sapevo che sarei dovuto tornare per continuare a dipingere, ma non avrei mai immaginato di aver il tempo contato per portare a termine il mio lavoro” ha affermato ieri l’artista.

Gli unici due lavori dipinti da Hockney saranno inclusi in una mostra che si terrà il mese prossimo al Wurtz museum di Kunzelsau in Germania. I dipinti saranno l’unica gloriosa testimonianza del soggetto prescelto rimasta ad Hockney ” Devo ammettere che la mancanza di quel bosco è una cosa che riguarda solo me, era posizionato in una piccola strada talmente fuori mano che forse vedrà il passaggio di due macchine in un’ora.

hockney3Ma la vista di quel gruppo alberato aveva per me qualcosa di straordinario. Ora quel paesaggio è finito per sempre e quello che ne rimane è una scena che mi ricorda la prima guerra mondiale”.

Povero David Hockney, lo staff di Globartmag si augura che riesca a superare questa immane tragedia.

Photo copyright di David Hockney e Jean- Pierre Goncalves

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