Steve Lazarides punta tutto su Ian Francis e la nuova pittura contemporanea

di Micol Di Veroli Commenta


Quel vecchio volpone di Steve Lazarides sembra avere un fiuto particolarmente sviluppato per la scoperta di nuovi talenti e bisogna proprio ammettere che tutti gli artisti toccati dal pragmatico gallerista newyorchese si tramutano in galline dalle uova d’oro. Questa volta Lazarides annuncia la prima mostra personale del pittore Ian Francis che verrà per l’occasione ospitato dagli spazi londinesi della Rathbone Gallery dal 25 marzo al 6 maggio 2010.

L’artista presenta una serie di schizzi e 16 grandi dipinti basati sui paradossi. I dipinti di Francis presentano, scene narrative e giustapposizioni di immagini di paesaggi apocalittici dove si stagliano figure femminili. Il tutto in bilico tra astrazione ed espressionismo. Per portare a termine le sue tele l’artista usa una combinazione di olio, acrilico ed inchiostro, il tutto mescolato sapientemente in modo da creare vere e proprie visioni illusorie. La mostra dal titolo Exodus, riflette sulle ossessioni della società nei confronti dei mass media e della coltura popolare, porno stars, cheerleaders ed attrici si muovono con aria sinuosa e provocatoria in ambienti evanescenti e dannati, dalla bellezza inaspettata. Nato nel 1979, Ian Francis vive e lavora a Bristol proprio come il suo celeberrimo collega Banksy. Francis trae ispirazione dal mondo di internet che ha iniziato ad usare nel 2001. Dopo l’attacco terroristico al World Trade Center di New York e le guerre in Afghanistan ed in Iraq, l’artista ha cominciato ossessivamente a seguire i telegiornali e le news televisive. Le sue opere incorporano un’ampia selezione di materiali presi da internet, dai film e dai telegiornali e si riallacciano al re dell’illustrazione Dan McKeen ed alla letteratura contemporanea di autori come Tom McCarthy.

Passo molto tempo a leggere libri, guardare film e surfare su internet. Salvo sul mio computer tonnellate di fotografie che mi colpiscono, sono immagini varie provenienti da ogni posto del mondo. Letteratura, films, foto e realtà quotidiana si uniscono al mio immaginario e provocano la scintilla creativa. Così nascono i mei quadri“. ha recentemente dichiarato l’artista.

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