A New York le olimpiadi degli allestitori d’arte

di Micol Di Veroli Commenta

Negli Stati Uniti, come nel resto del mondo, la crescita esplosiva del mercato dell’arte dell’ultima decade è stata incentivata da ricchi collezionisti, gallerie nuove di zecca e sfavillanti musei. Insomma sembrerebbe che durante la bolla speculativa del mondo dell’arte contemporanea, tutti negli States hanno mangiato tanto e bene. Ma gli ingranaggi ed il grasso che continuavano a far girare questa immensa macchina erano in realtà una massa di persone generalmente descritte come trasportatori ed allestitori.

Collaboratori molto meno glamour, sottopagati e non assicurati a cui in genere toccavano e toccano i lavori più sporchi. Questi eroi dell’arte sono praticamente invisibili in un mondo di colletti bianchi ma molti di loro sono giovani artisti che tentano di pagarsi le spese tra fatiche e sudore. La scorsa settimana però anche questi lavoratori instancabili hanno avuto i loro 15 minuti di gloria nel corso di uno stravagante evento tenutosi alla Ramiken Crucible Gallery di New York dove ha presenziato anche un folto pubblico di galleristi, curatori, critici, collezionisti artisti ed amanti dell’arte. L’evento in questione sono le prime Art Handling Olympics, una competizione dove si sono fronteggiati 12 teams formati da 4 persone che hanno dimostrato la loro abilità nello spacchettare ed installare una ricca quantità di opere d’arte (riproduzioni), divincolandosi in una densa nuvola di pluriball. “in un primo momento avevamo pensato che forse questo era il momento peggiore per organizzare questo genere di evento. Molti dei lavoratori infatti sono stanchi perché reduci dai frenetici giorni dell’Armory Show. Alla fine però tutti si sono dimostrati entusiasti ed hanno speso energie inaspettate in questa avvincente contesa” ha dichiarato Ted Riederer, artista, ex installatore e trasportatore nonché uno degli organizzatori dell’evento.

Nel corso dell’olimpiade Riederer ha impersonato il ruolo di un crudele curatore tedesco con tanto di occhiali a specchio ed ha urlato ai partecipanti frasi del tipo: “Nein, Nein, alzate quei dipinti più in alto, pensate che io vi stia pagando per riposarvi?”. Tra le prove prove previste: l’impacchettamento di un’opera, l’installazione di enormi dipinti, il sollevamento di cornici di piombo da 40 chili. Insomma tutto quello che regolarmente fanno questi nostri beniamini dell’arte contemporanea.

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