Nunzio alla Galleria Cardi di Pietrasanta

di Redazione Commenta

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La Galleria Cardi di Pietrasanta inaugura il 6 agosto la mostra personale dell’artista Nunzio (Cagnano Amiterno AQ, 1954 – Vive e lavora tra Roma e Torino). La serie di lavori esposti comprende tre opere a parete in piombo, tre rilievi in legno combusto ed una grande opera a pavimento in legno, realizzata con blocchi ad incastro. Il linguaggio  è quello tipico dell’artista con forme sinuose che incontrano linee ortogonali, nell’idea costante della fluidità dello spazio che va ad interagire con i limiti imposti dalla geometria.

La materia, nell’opera di Nunzio, e’ trattata in maniera da sottolinearne le caratteristiche intrinseche. Il legno viene portato a combustione solo nel suo strato superficiale, creando su quest’ultimo una superficie di pigmento nero carbone, effetto dell’azione del fuoco. Raramente alla combustione vengono affiancati lievi interventi cromatici con pigmento blu oltremare. Le lastre di piombo vengono tese, compresse e sagomate, come grandi tele montate su telai in legno, realizzando forme sempre concave di grande fluidità spaziale. Le opere cosi’ ottenute presentano immagini di curve dalle linee sinuose con interruzioni rettilinee. Su di una di esse sembra apparire una suggestiva forma di orizzonte, poeticamente evocato.L’opera di Nunzio e’ fatta di opposizioni. Il piombo riflette una luce concentrata sulla superficie della materia che acquista, in tal modo, un aspetto raggelato. Il risultato e’ di una luminosità fredda, che trasforma la lastra grigio metallo in luce. Il nero delle combustioni, al contrario, cattura la luce e la rilascia lentamente. Dal buio affiora il suo opposto, la luce esalta i dettagli della lavorazione della materia. L’utilizzo della combustione nel legno porta all’evocazione del suo contrario: il fossile. Il ritmarsi dell’esposizione, le luci e le ombre, si riassumono nel grande lavoro a pavimento. La pedana, con elementi di legno ad incastro, e’ dipinta in un bianco quasi trasparente. E’ fatta di parti che si ricompongono in una sorta di grande puzzle quadrato sul quale si innestano i volumi in legno combusto.

Un flusso ritmico attraversa lo spazio della grande opera ad incastro. Gli elementi verticali figurano come presenze silenziose che si relazionano sul piano dell’esistenza, un’esistenza che seppur frammentata e articolata per parti, si ricompone in una geometria di base che la ordina e le restituisce senso.

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