La crisi a Dublino? non per la giovane arte contemporanea

di Micol Di Veroli Commenta

Ultimamente la verde Irlanda non se la passa poi tanto bene, la crisi economica ha colpito duramente da quelle parti e come se non bastasse i vertici nazionali hanno presentato alcuni giorni fa un piano di salvataggio internazionale per far fronte alla crisi bancaria. Vedremo quindi come e quanto l’unione europea potrà finanziare l’Irlanda e soprattutto per quanto tempo tale nazione resterà in questo stato. Come spesso succede durante queste situazioni di tensione, l’arte contemporanea e la cultura riescono a trarre linfa dai momenti difficili, tramutando bisogni e necessità in impeto creativo.

Insomma, anche se a Dublino sembra di essere tornati ai momenti di estrema povertà degli anni ’80, gli artisti hanno reagito alla crisi a modo loro. Se i negozi chiudono allora i giovani talenti creativi se ne appropriano, trasformandoli in studios o tramutando i magazzini industriali ed i garages abbandonati in spazi no-profit per mostre d’arte, performances o concerti di musica alternativa. Negli ultimi 18 mesi Dublino è quindi diventata una città di spazi artistici che spuntano come funghi, in netta controtendenza con quello che succede al resto del tessuto sociale. A questo punto siamo sicuri che voi lettori sarete curiosi di sapere i nomi di questi coraggiosi spazi. Ebbene eccovi accontentati: C’è il Basic Space di Vicar Street, grande come un hangar d’aeroporto dove un collettivo del National College of Art & Design ha installato uno spazio espositivo la prima mostra è prevista per il 9 dicembre prossimo. Il Block T si trova invece a Smithfield Square, ricavato da un negozio commerciale che ora ospita una performance del Dublin Fringe Festival.

The Complex sempre in Smithfield Square è invece uno spazio aperto alle mostre d’arte ed alle rappresentazioni teatrali. Exchange Dublin in Temple Bar è un centro che si regge grazie ad un esercito di volontari, se siete artisti e volete proporre un progetto potete faro liberamente, potrete così essere inclusi nel programma espositivo. Infine c’è il She-D di Gardiner Lane uno spazio espositivo che presto ospiterà un cafè vegano. Ovviamente la lista è ancora lunga ma vi invitiamo di andare a vedere di persona questa Dublino contemporanea.

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