Arte contemporanea e Punk. Non solo Sex Pistols

di Micol Di Veroli 1

In questi ultimi tempi tutto il grande filone delle arti visive sta subendo il fascino della cultura Punk, genere musicale e vero e proprio stile di vita che non poteva non essere incluso nel gran rispolvero degli anni ’70-’80. Vengono inaugurate mostre e vengono spesso tirati in ballo Malcolm McLaren ed i Sex Pistols, forse perchè il grande pubblico li riconosce come vere icone del Punk. Le cose comunque non stanno esattamente così e dobbiamo assolutamente precisare che all’interno dei fermenti Punk, Post-Punk ed Industrial, la musica si è spesso fusa con le arti visive generando forze creative ben più potenti e brutali del fenomeno modaiolo inventato ad arte da McLaren e Vivienne Weswood.

Inutile precisare che bands  UK Subs,  Swans e The Cramps hanno senz’altro più cose da raccontare dei Sex Pistols. Molti musicisti dell’epoca pur non appartenendo strettamente alla corrente Punk sono stati artefici di ricerche decisamente significative. Mi vengono in mente le cruente performance di GG Allin che spesso chiudeva i suoi concerti fra sangue e violenza ancora prima di iniziarli. Nelle sue esibizioni tra nudo, feci e sesso, rivivono i riti catartici di Hermann Nitsch. Anche l’industrial artist Z’EV, con i suoi interminabili clangori metallici ha senz’altro oltrepassato la ricerca musicale. Performance percussive potrebbero essere definite quelle di Z’EV, opere che si attivavano grazie alla presenza del pubblico che molto spesso reagiva nelle maniere più disparate alla durezza del musicista americano. Monte Cazazza è un altro di quei nomi da ricordare, si dice che abbia cementato le scale del suo college impedendo a chiunque di accedere ai locali, quella era una delle sue prime, criticatissime opere.

Tra industrial music e performances oscene ed esplicite Cazazza, assieme ai Throbbing Gristle, ha oltrepassato il limite tra musica ed arti visive. Questi erano forse i veri Punk, ovviamente non stiamo parlando della loro musica o del loro abbigliamento ma di uno stile di vita, un modo di fare arte contro le regole e contro il buon gusto. Ricordiamoci anche di loro, non solo di Syd e soci.

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