Arte e nudo, un binomio immortale ma su Facebook…

di Micol Di Veroli Commenta

Torniamo oggi a parlare di Facebook una piattaforma estremamente popolare ed amata anche dagli artisti del contemporaneo. Sempre più giovani leve usano infatti questo potente mezzo per pubblicizzare al meglio il proprio lavoro. Ormai è all’ordine del giorno creare eventi per invitare quanta più gente possibile alle mostre o semplicemente mostrare agli altri le foto delle nuove opere come se si trattasse di una forma di portfolio online che può essere apprezzato o criticato da tutti. Oggi però vorremmo parlarvi di una questione assai bizzarra che in qualche modo ostacola la normale fruizione dell’arte su Facebook.

Già perchè il nostro social network preferito odia il corpo umano o se preferite ne ha una paura fottuta. Tutto nasce dal tentativo di arginare la nudità ed il fenomeno del porno ma negli ultimi tempi la situazione è degenerata a tal punto che esporre sulla propria pagina un semplice disegno con un nudo di donna (o di uomo) può scatenare le ire di Mark Zuckerberg e soci. Le contromisure sono sempre le stesse, ammonire formalmente l’utente o cacciarlo direttamente dalla piattaforma. In poche parole Facebook non è un curatore d’arte e se un artista pubblica un suo disegno con un candido seno in bella vista le cose possono decisamente complicarsi.  Alcune settimane fa l’Academy Of Art di New York aveva pubblicato un dipinto di una donna in topless creato dall’artista Steven Assael, la foto è stata prontamente cancellata dal network che per tutta risposta ha inviato una missiva secca e inamovibile: “Hai caricato sul nostro sito una foto che infrange le regole presenti sui nostri termini di utilizzo. Per questo la foto è stata rimossa”.

Dopo che la vicenda è apparsa sul New York Times la direzione di Facebook si è però scusata riammettendo la foto all’interno del sito: “L’artista aveva eseguito un dipinto talmente realistico che ci ha letteralmente ingannati. Facebook ama l’arte, anche se si tratta di arte con gente nuda”, questa risposta ci è apparsa come una marcia indietro decisamente goffa. Abbiamo parlato di pittura, ma cosa succederebbe con una foto o con un’opera di videoarte? il pericolo di essere bannati è sempre dietro l’angolo ma secondo questi atti censori digitali un’opera come Bottoms (quella con i sederi per intenderci) di Yoko Ono non sarebbe mai stata pubblicata. Insomma, Facebook è un buon modo per promuovere la vostra arte ma non limitatevi a questa piattaforma, i limiti e le censure mal si addicono alla creatività.

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