La Francia cancella un prestito di opere in Giappone per la fobia nucleare

di Redazione Commenta

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Dopo il tremendo terremoto con conseguente tsunami il Giappone sembra essere caduto vittima di una stramba vicenda legata all’arte ed alla fuga di radiazioni causata dalle plurime esplosioni occorse alla centrale nucleare di Fukushima.  Il mondo è ormai preda della paura del nucleare ed anche dalle nostre parti i contatori Geiger sono andati letteralmente a ruba. Molti  hanno già preso le dovute precauzioni, bandendo dalle loro tavole latte e verdure a foglia larga. Questo però riguarda le fobie sociali ma cosa hanno a che fare arte e radiazioni, vi starete chiedendo?

Cominciamo dall’inizio, il prossimo 5 aprile doveva essere inaugurata in quel di Hirsohima (esattamente al Prefectural Art Museum) una grande mostra dedicata all’impressionismo dal titolo Birth Of Impressionism, il 60% delle opere in mostra sarebbero state prese in prestito da ben 4 musei francesi. La mostra avrebbe dovuto ospitare 84 opere, tra capolavori di Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Jean-François Millet, Gustave Courbet e tanti altri. I capolavori dovevano giungere il prossimo 24 marzo all’aeroporto di Naria. Inoltre dopo la tappa al Prefectural Art Museum, erano state programmate ulteriori tappe nelle città di Ehime, Okinawa e Kumamoto. Ad un certo punto però le autorità francesi hanno negato i prestiti delle opere mandando a monte l’intera mostra. Proprio lo scorso 19 marzo infatti il Prefectural Art Museum è stato costretto a diramare il comunicato stampa contenente la triste novella. A quanto pare i francesi hanno vietato il famigerato prestito per paura delle elevate radiazioni presenti nelle zone vicine a Fukushima.

E di fatto anche altri prestiti provenienti dalla Francia sono stati sospesi. Se le radiazioni sono pericolose per le opere d’arte figuriamoci per gli esseri umani. Nel frattempo le autorità internazionali hanno diramato un comunicato dove si legge che nelle vicinanze della centrale di Fukushima è possibile resistere solo per 75 minuti prima che l’organismo ceda agli attacchi delle implacabili radiazioni. Per ora quindi il Giappone dovrà vivere senza impressionismo ma non crediamo che questo sia il peggiore dei mali in questo momento.

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