Il riconoscimento facciale di Facebook? L’arte contemporanea l’aveva già inventato

di Micol Di Veroli Commenta

In queste ultime ore sta rimbalzando tra i blog e le testate giornalistiche di tutto il mondo la notizia della nuova ideona partorita dai vertici del celebre social network Facebook. Stiamo parlando del riconoscimento facciale, una vera e propria meraviglia della tecnologia moderna a portata di tutti. Tramite una serie di calcoli e  di complessi algoritmi, il software sviluppato da Facebook sarebbe in grado di riconoscere e taggare una persona di vostra conoscenza, a patto che sia stata già taggata da altri utenti e quindi presente nel database del social network.

Ma in soldoni come funziona questo nuovo software? Facciamo un esempio, avete conosciuto qualcuno ad una festa e gli avete scattato una foto ma non sapete nulla di lui e soprattutto non sapete il suo nome. Con il riconoscimento facciale vi basta pubblicare la foto in questione e Facebook troverà nel suo database contenente milioni di persone il profilo del volto che cercavate. Incredibile, no? Ovviamente parliamo di un software sviluppato da una macchina, quindi esiste una percentuale di approssimazione molto alta ma è comunque sorprendente ammirare come sia capace di trovarvi anche se la vostra faccia è per così dire “distorta” da un largo sorriso.

A noi però questa innovazione risulta fin troppo simile ad un esperimento creativo portato a termine non molto tempo fa da due artisti italiani, vale a dire  Alessandro Ludovico e Paolo Cirio che in occasione della Transmediale 11 avevano presentato il loro progetto Face To Facebook. I due avevano creato un falso sito di incontri online raggiungibile all’indirizzo Lovely-faces.com ed avevano immesso all’interno di tale piattaforma oltre 250.000 profili rubati da 1 milione di profili Facebook. Ebbene, proprio grazie ad un sistema di riconoscimento facciale inventato da Cirio e Ludovico, era possibile compiere ricerche accuratissime all’interno del sito.

Ovviamente Facebook dopo aver udito dell’intera vicenda ha fatto oscurare il sito dei due artisti italiani. Ora notiamo con piacere che Facebook si è appropriato di quel sofisticato software, e dire che dire  Alessandro Ludovico e Paolo Cirio  avevano creato l’opera Face To Facebook proprio per ricordare agli utenti di Facebook le conseguenze che derivano dalla pubblicazione di informazioni personali su una piattaforma visibile da chiunque.

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