Murakami su Google, Buren per Ai Weiwei e Alice Cooper con Salvador Dalì

di Micol Di Veroli Commenta

Gustose notizie ci giungono da varie parti del globo e noi, in quanto sostenitori dell’arte contemporanea globale, non possiamo certo esimerci dal rigirarvele. Pariamo quindi da Takashi Murakami che, come avrete sicuramente notato, ha realizzato il doodle di Google andato in rete proprio ieri in occasione del solstizio d’estate. Murakami non ha certo tradito il suo stile ed ha quindi realizzato The First Day Of Summer, coloratissima modifica del logo del motore di ricerca più celebre del mondo in cui compaiono i suoi personaggi di punta, vale a dire Kaikai e Kiki che poi sarebbero i simboli dell’omonima compagnia creativa gestita dal celebre re del pop giapponese.

Nel frattempo ci giungono notizie dal fronte Ai Weiwei. Il celebre artista francese Daniel Buren ha deciso di cancellare una sua mostra che doveva inaugurare il prossimo luglio a Pechino per solidarietà nei confronti del coraggioso artista cinese.

Buren ha spiegato le ragioni del suo gesto con questa dichiarazione: “Mi è sembrato quasi un obbligo di natura etica, prima ho firmato la petizione per Ai Weiwei ma visto che nessuno lo ha ancora liberato ho pensato che la migliore cosa da fare per protestare era tirarsi fuori dall’evento”. La protesta di Buren si aggiunge a quella di Anish Kapoor che pochi giorni fa aveva cancellato una sua mostra a Pechino. Questa ci sembra una forma sana di boicottaggio, se anche altri grandi artisti di caratura mondiale decideranno di farsi negare alle mostre organizzate dalle istituzioni cinesi, allora forse queste ultime dovranno sforzarsi di ritrovare il lume della ragione.

Chiudiamo con una notizia frivola pubblicata dal Guardian e riguardante il vecchio volpone dell’Heavy Metal, Alice Cooper. Sembra che Cooper e Salvador Dalì abbiano lavorato insieme a New York per 4 giorni nel 1974. Dalì avrebbe eseguito una scultura del cervello di Cooper con  tanto di cioccolato e formiche e con su scritta la frase Dalì and Alice. Inutile aggiungere che un duo più surreale di questo non si era mai sentito.

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