Come ti vendo la New Media Art

di Micol Di Veroli Commenta

In questi giorni diverse testate online come Artinfo e Hyperallergic hanno dedicato ampio spazio ad un’affascinante questione legata al mercato dell’arte contemporanea. Il succo del discorso è: Si può vendere la new media art? La risposta non è certo così semplice. Il principale problema delle opere new media è la loro vasta accessibilità e la loro tiratura virtualmente infinita, se pensate ad esempio ad un’opera sviluppata tramite il web vi accorgerete che può essere fruita liberamente da chiunque e che essa è riproducibile per un numero infinito di volte.

Le nuove strategie per la vendita della new media art tendono quindi a ricalcare quelle della “vecchia” arte, sarebbe a dire creare un’opera a tiratura limitata e soprattutto produrre un oggetto fisico. Durante l’ultima Armory Fair Lauren Cornell, il direttore della testata online Rhizome, ha messo in piedi uno stand con un iMac che proiettava opere digitali. Tra le tante opere in vendita c’era City Inverse, opera GIF di Sara Ludy. Normalmente la GIF animata può essere fruita tramite il web ed essere ripubblicata su altri blog o scaricata dagli utenti. Tutto questo porta ad una tiratura illimitata che non è certo ideale per attirare danarosi collezionisti. Portando in fiera le opere new media all’interno di un canale riservato fuori dalla rete, Lauren Cornell ha di fatto ricreato le condizioni di limitatezza, per il valore di un’opera. Ma un’opera new media non fruibile tramite web perde gran parte del suo significato e molti artisti osservando lo stand di Lauren Cornell hanno scosso la testa.

Parlando di limitatezza dell’opera, Rafael Rozendaal ha tentato di aggirare il problema pubblicando le sue animazioni su un URL singola che ospita una singola opera, il sito viene poi venduto al collezionista ma la pagina rimane accessibile a tutti. Rozendaal ha inoltre prodotto alcune opere vendibili come App da installare su iPhone, esse hanno un prezzo prestabilito e sono scaricabili da Apple Store. Il grande dubbio che affligge ogni collezionista è la durata nel tempo dell’opera acquistata. Come fruire di un’opera app se in futuro l’iPhone non verrà più commercializzato?

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