Ritrovati (o quasi) i capolavori rubati, sono nel cassonetto

di Micol Di Veroli Commenta

Una notizia a dir poco agghiacciante aggiunge un tassello imprevisto alla storia del furto d’arte al Musée d’Art Moderne di Parigi del maggio 2010. Come ben ricorderete in quella data, alcuni malfattori si introdussero all’interno della prestigiosa istituzione museale, appropriandosi di alcune celebri tele come Pastorale di Henri Matisse, Albero di Olive vicino Estaque di Georges Braque, Donna con Ventaglio di Modigliani, Natura morta con candelabro di Fernand Léger più un altro capolavoro di Pablo Picasso. Ovviamente le opere sono di inestimabile valore culturale ma la loro quotazione complessiva in termini pecuniari si aggirerebbe attorno ai 134 milioni di dollari.

Ebbene di quel furto non si è saputo più nulla fino alla scorsa settimana, quando un uomo arrestato per un altro furto con scasso nel maggio di quest’anno è stato interrogato anche sul furto al museo. L’interrogatorio ha portato alla luce la complicità dell’uomo, identificato come Vrejan T. Il personaggio in questione è una vecchia conoscenza della polizia, è di origini serbe ed è conosciuto con il soprannome di Spiderman, per la grande abilità nello scalare palazzi e successivamente colpire all’interno degli appartamenti di lusso. A quanto pare l’uomo ha agito per conto di un dealer di nome Jean-Michel C., che gli ha promesso una ricompensa di 40.000. Quest’ultimo, arrestato a settembre ed interrogato dalla polizia ha negato di aver ordinato il furto e di aver visto i dipinti a casa del suo socio Johnathan B., un tecnico riparatore di orologi antichi. Anche Jonathan B. è stato successivamente arrestato, ma qui arriva il bello: l’uomo ha infatti affermato di essersi sentito braccato e per paura di essere preso ha distrutto le tele strappandole.

Successivamente l’uomo ha gettato i pregiati capolavori nel cassonetto sotto la sua abitazione. Ora non sappiamo se l’uomo stia mentendo per coprire qualcuno o magari per rientrare in possesso delle opere una volta libere. Nella peggiore delle ipotesi, non rivedremo mai più cinque capolavori che fino a poco tempo fa potevano essere fruiti da tutti, con sommo guadagno per la cultura di tutti i popoli.

 

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