Costringere l’arte a rispettare l’arte

di Micol Di Veroli Commenta

Le scritture private esistono, questo mi sembra già un buon motivo per utilizzarle. Si parla ovviamente del nostro colorato mondo dell’arte contemporanea all’italiana, un universo talmente variegato e stravagante che a volte può anche dar fastidio. Ma andiamo per gradi e cominciamo ad esporre qualche esempio.

Un curatore d’arte contemporanea intende collaborare con la galleria XYZ, l’obiettivo è quello di organizzare una mostra e redigere i testi critici. A molti sembrerebbe strano ma stiamo parlando di lavoro e come tale si ha diritto ad un’adeguata retribuzione che tra le altre cose non è regolata da nessuna tabella tariffaria. Allora il curatore cosa fa? Pattuisce una data cifra con il gallerista ed i due si accordano verbalmente per i termini del pagamento. Inizia la mostra ed i soldi non si vedono, la mostra finisce e della vil pecunia nessuna traccia. Morale della favola, il curatore viene pagato a tozzi e bocconi nei mesi successivi e molto spesso non riceve la cifra pattuita per intero. L’accordo non era stato sancito da nessun contratto e non si possono intraprendere vie legali. Facciamo ora un secondo esempio. Un artista decide di iniziare a collaborare con una galleria. L’artista in questione affida le opere al gallerista che sarà poi tenuto a rivenderle. I due si accordano per la suddivisione dei guadagni e, sempre verbalmente, il patto è concluso. Passano i mesi e l’artista non riceve alcuna notizia dal gallerista. A questo punto l’artista si reca dal gallerista per capire che fine hanno fatto le sue opere. “Sono in magazzino”, “sono in trattativa”, “sono nell’altra sede in un’altra città”, queste sono le risposte del gallerista ed intanto le opere sono fisicamente scomparse.

Alla fine di questa storia, le opere verranno forse vendute o forse spariranno nel nulla definitivamente. L’artista riceverà forse una piccola somma di denaro, diversa da quella pattuita o meglio ancora non riceverà nulla. Tutto ciò accade perché ogni accordo è regolato da formule verbali. Stilare dei piccoli contratti prima di prendere accordi non è mancanza di fiducia ma una maniera efficace per far rispettare gli impegni presi da ambedue le parti. Come detto all’inizio: Le scritture private esistono, questo mi sembra già un buon motivo per utilizzarle.

Micol Di Veroli

 

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