Artisti, datevi da fare!

di Micol Di Veroli 1

Spingersi oltre i propri limiti, superare le barriere che occludono la propria visione per gettarsi in sperimentazioni ardite e soprattutto “senza rete”. Queste caratteristiche dovrebbero essere punti fondamentali per chi ha deciso di intraprendere la carriera d’artista. L’artefice dell’opera non può mai accontentarsi di ciò che ha ma deve per forza di cose pretendere di più, sfidare la perfezione all’imperfetto e tentare di scrivere il suo nome nel grande libro della storia dell’arte.

 Ma questo processo richiede sangue, sudore e soprattutto voglia di mettersi continuamente in gioco, sfidando opinioni e condizioni avverse. Tutto questo vi sembra frutto di un romanticismo demodé? Vi sembrano questi obiettivi impossibili da realizzare? Beh allora dovreste prendere in considerazione l’ipotesi di cambiar indirizzo. Altrimenti il vostro futuro potrebbe essere quello di ingrassare la folta schiera delle vittime dell’arte contemporanea. Stiamo parlando di quei monomaniaci che pensano di avere tutti i curatori contro, quelli che non vengono compresi dai galleristi, quelli che non riescono a trovare borse di studio o a compiere residenze, quelli che partecipano ai concorsi d’arte ma non vincono mai, quelli che non trovano i collezionisti pronti a foraggiarli a dovere. Certo di grandi artisti lasciati indietro dal sistema ce ne sono parecchi ma qui si parla di una categoria creativa ben diversa.

Questi artisti, fissati con i loro fallimenti, non provano nemmeno a guardare la luna giacché la loro attenzione è catturata dal dito che la indica. Essi sono gli unici custodi di una ricerca sopraffina ed unica ma si tratta sempre di un talento che rimane inspiegabilmente incompreso. Nel pensare a quello che potrebbero divenire, i monomaniaci perdono d’occhio il reale punto focale, vale a dire quello di creare una ricerca fresca ed interessante e non l’ennesima brutta copia di Pollock, De Chirico e via dicendo. La soluzione finale di questo problema è quindi quella di prendersela con il mondo intero, continuando a reiterare sperimentazioni del tutto inutili. Ed allora l’unico consiglio da elargire ai monomaniaci è il seguente: svegliatevi! Il mondo dell’arte non vi aspetta, siete voi che dovete impegnarvi e sudare, cambiare se c’è bisogno e perdere quando occorre. Magari non farete la storia, ma diamine ci avrete provato!   

Micol Di Veroli

 

Commenti (1)

  1. Se posso esprimere la mia modesta opinione da amante dell’arte anche contemporanea .Io sinceramente non penso che spingersi oltre i limiti per forza renda un’artista (o presunto tale) un vero artista che crea vere opere. Mi sembra che da Duchamp in poi ci sia stata una gara a chi si inventa la cosa più strana, originale, provocatoria, quasi che essere provocatori sia l’unica vera qualità di un opera d’arte. E dopo a Hirst (artista di cui apprezzo alcune opere) animali dissezionati, squali, oppure ancora peggio quella mostra in cui erano esposti dei veri cadaveri. Polli infilati nei buchi del corpo. Cani lasciati morire.E mi chiedo oltre quale limite deve spingersi l’artista? Deve suicidarsi durante una performance? Insomma se vale tutto allora niente vale. Ci sono opere d’arte contemporanea che io reputo fantastiche e che mi emoziano al pari di un dipinto di Van Gogh uno su tutti Felix Gonzalez Torres, però vedo anche tanto vuoto nell’arte contemporanea. Tanta mancanza di senso. Perchè al posto della originalità (niente è completamente originale) e della capacità di stupire o perchè no scandalizzare (ma niente ormai scandalizza più) non si chiede all’artista di essere sincero e autentico? Di essere veramente se stesso, e se ci riesce di mostrare la verità e la bellezza del mondo in tutti i suoi aspetti (anche quelli meno belli) Alla fine anche spingersi oltre i limiti è diventato istituzionale. Essersi spinti oltre i limiti , secondo me, deve essere il risultato collaterale di un’atto creativo autentico fine a se stesso, non l’obiettivo stesso dell’opera. Che ne pensate?
    Forse non ho completamente capito il mondo dell’arte contemporanea, o qualcosa mi sfugge ma seppur tenti di sforzarmi non riesco a considerare che ne so i palloncini di Koons opere d’arte…

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