
Spingersi oltre i propri limiti, superare le barriere che occludono la propria visione per gettarsi in sperimentazioni ardite e soprattutto “senza rete”. Queste caratteristiche dovrebbero essere punti fondamentali per chi ha deciso di intraprendere la carriera d’artista. L’artefice dell’opera non può mai accontentarsi di ciò che ha ma deve per forza di cose pretendere di più, sfidare la perfezione all’imperfetto e tentare di scrivere il suo nome nel grande libro della storia dell’arte.
Ma questo processo richiede sangue, sudore e soprattutto voglia di mettersi continuamente in gioco, sfidando opinioni e condizioni avverse. Tutto questo vi sembra frutto di un romanticismo demodé? Vi sembrano questi obiettivi impossibili da realizzare? Beh allora dovreste prendere in considerazione l’ipotesi di cambiar indirizzo. Altrimenti il vostro futuro potrebbe essere quello di ingrassare la folta schiera delle vittime dell’arte contemporanea. Stiamo parlando di quei monomaniaci che pensano di avere tutti i curatori contro, quelli che non vengono compresi dai galleristi, quelli che non riescono a trovare borse di studio o a compiere residenze, quelli che partecipano ai concorsi d’arte ma non vincono mai, quelli che non trovano i collezionisti pronti a foraggiarli a dovere. Certo di grandi artisti lasciati indietro dal sistema ce ne sono parecchi ma qui si parla di una categoria creativa ben diversa.
Questi artisti, fissati con i loro fallimenti, non provano nemmeno a guardare la luna giacché la loro attenzione è catturata dal dito che la indica. Essi sono gli unici custodi di una ricerca sopraffina ed unica ma si tratta sempre di un talento che rimane inspiegabilmente incompreso. Nel pensare a quello che potrebbero divenire, i monomaniaci perdono d’occhio il reale punto focale, vale a dire quello di creare una ricerca fresca ed interessante e non l’ennesima brutta copia di Pollock, De Chirico e via dicendo. La soluzione finale di questo problema è quindi quella di prendersela con il mondo intero, continuando a reiterare sperimentazioni del tutto inutili. Ed allora l’unico consiglio da elargire ai monomaniaci è il seguente: svegliatevi! Il mondo dell’arte non vi aspetta, siete voi che dovete impegnarvi e sudare, cambiare se c’è bisogno e perdere quando occorre. Magari non farete la storia, ma diamine ci avrete provato!
Micol Di Veroli