Le previsioni strampalate dell’arte contemporanea

di Micol Di Veroli Commenta

 

Si possono fare previsioni per il futuro andamento del mercato dell’arte contemporanea? Certo, ma tenete bene a mente che quanto predetto difficilmente si avvera. Possiamo comunque divertirci ad ascoltare cosa dicono alcuni  eminenti “luminari” del mercato intervistati da Artinfo.

Per Roman Kraeussl (docente di finanza e redattore della rubrica Databank su Art+Auction) ad esempio ci dice che il mercato dell’arte andrà fortissimo in Cina nei prossimi anni. Peccato che nel 2008 aveva predetto lo stesso per l’India ma tutto questo boom non c’è stato. Lorenzo Rudolf, direttore di Art Stage Singapore è anch’egli convintissimo che l’Asia sarà tra i protagonisti del mercato ma i riflettori saranno tutti puntati sull’Indonesia, sul Vietnam e sulla Cambogia (?) dato che queste nazioni stanno attualmente beneficiando di un boom economico che la Cina ha già sperimentato circa 15 anni fa: “Tra meno di 10 anni l’art scene più interessante del mondo sarà Burma”, se lo dice lui. Roxane Zand, direttrice del branch mediorientale di Sotheby’s tira invece l’acqua al suo mulino: “la ventata di freschezza della primavera araba ha portato una rivoluzione anche nel mondo della creatività. Da tener d’occhio il Libano, il Qatar e gli Emirati Arabi in generale.

Adita Julka, fondatore della piattaforma di mercato online Padlle8, manco a farlo a posta, scommette sul mercato delle vendite d’arte online: “la vendita di fotografie e multipli si è rivelata una formula vincente. In tal modo anche i giovani possono avvicinarsi al mercato, spendendo cifre più ragionevoli”.  Insomma, fare delle previsioni sui trend dell’arte contemporanea non è poi così difficile. Se siete direttori di una casa d’aste in Mozambico la vostra lungimiranza vi porterà a predire un periodo di vacche grasse per le aste in Mozambico. Se siete direttori di una galleria a Bangalore, ecco che questa città diverrà il nuovo polo dell’arte contemporanea. Se invece vi trovate in Italia non avete poi molto da dire, ma potete sempre affermare che dalle nostre parti abbiamo toccato il fondo e adesso ci sarà la ripresa, che coinciderà con la Biennale targata Massimiliano Gioni.

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