Nate Lowman – Swiss Cheese and The Doors: A One Night Stand

di Micol Di Veroli Commenta

La mostra personale dell’artista americano Nate Lowman Swiss Cheese and The Doors: A One Night Stand inaugura l’11 aprile presso la galleria Massimo De Carlo a Milano. Rispecchiando i diversi flussi di pensiero dell’artista, nella sua prima personale a Milano sono presenti circa quaranta nuovi lavori, organizzati in una narrazione sperimentale attraverso gli spazi della galleria.
Nel corso di diversi anni di carriera prolifica, che vede la sua partecipazione a mostre collettive e personali presso le principali sedi espositive dedicate all’arte contemporanea di New York, Oslo, Londra, Roma e Hydra, Lowman affina tecniche e approfondisce temi che vengono ora sviluppati e riproposti.

L’artista è solito prelevare ritagli di immagini da una collezione, tuttora in corso, di giornali e riviste, cose trovate online, per la strada o nel suo studio. I suoi dipinti, così particolareggiati da sembrare stampati, sono in realtà creati attraverso l’utilizzo di pittura alchidica o ad olio, utilizzando come supporto il lino o la tela. Attraverso i suoi lavori Lowman esprime il potenziale metonimico delle immagini, creando un perfetto parallelismo tra visione iconica della rappresentazione e ricerca di differenti livelli di significato personali, culturali e storici.

Negli spazi della galleria l’artista sviluppa questo metodo di selezione e posizionamento attraverso una nuova serie di tele variamente sagomate, che interagiscono con lo spazio, incorporando porte di recupero nell’architettura esistente e coprendo le luci della galleria con pellicole colorate per ricreare l’atmosfera dell’alba e del tramonto, sconfinando tra ricognizione istintiva e memoria culturale. In mostra, inoltre, una nuova serie di dropclothes, teli protettivi posizionati sul pavimento dello studio dell’artista per raccogliere gocce di vernice, intelaiati come fossero dipinti e tabletops, piani di tavoli da lavoro segnati da rimasugli di pittura e vernice. In contrapposizione alle dichiarazioni esplicite dei suoi lavori grafici, questi lavori ricollocano l’attività pittorica dell’artista in una dimensione più celata e visionaria.

 

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