In lutto il mondo della cultura ma il calcio non si ferma mai

di Micol Di Veroli Commenta

 

Con il sofferto silenzio dei luoghi della cultura si manifesterà, oltre che la condanna di ogni gesto di violenza, la sincera partecipazione al dolore della famiglia della vittima, di tutte le persone coinvolte nell’attentato, di tutta la città di Brindisi”. Queste le parole del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi, alla luce dell’orribile attentato alla scuola Falcone-Morvillo di Brindisi che ha causato la morte della giovane Melissa Bassi.

La decisione di Ornaghi è stata quindi quella di interrompere l’iniziativa promossa dal Mibac che prevedeva l’apertura straordinaria e gratuita dei musei statali, civici, siti archeologici, biblioteche e palazzi storici di tutta Italia fino alle ore 20 dello scorso 19 maggio. Per una tragica coincidenza la città di Roma aveva organizzato proiezioni di immagini di Falcone e Borsellino ed altre iniziative per ricordare i 20 anni della strage di Capaci. La decisione di Ornaghi mi è sembrata giusta, una giornata dedicata alla cultura è pur sempre una giornata di giubilo ed in momenti come questi c’è poco da gioire. Alla subitanea risposta del mondo della cultura non ha però fatto seguito quella delle altre iniziative ludiche che si sono regolarmente svolte nel resto del nostro belpaese. Le maratone hanno avuto luogo, il calcio non si è fermato ma del resto il calcio non può essere fermato in nessun caso, un’interruzione di un solo giorno potrebbe causare la rivolta sociale.

Ecco quindi che durante la finale di Tim Cup tra Juventus e Napoli, mentre Arisa è intenta a cantare l’inno di Mameli, una gragnola di fischi proveniente dalla curva Nord dello Stadio Olimpico di Roma hanno macchiato inevitabilmente l’evento. “I fischi all’inno di Mameli sono incivili, inaccettabili e mi hanno sconvolto: credevo che in una giornata come questa il Paese potesse dimostrare di unirsi sotto un inno che è sinonimo di solidarieta, e non che si potesse dar luogo a gesti del genere” ha dichiarato il presidente del Senato Renato Schifani. Si, ma lui che ci faceva ad un evento del genere.

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