Il re nudo e l’arte contemporanea

di Micol Di Veroli Commenta

 

Il mondo dell’arte contemporanea ha un suo codice da rispettare, una serie di regole che vanno seguite. Nessuno mai mette in discussione queste regole e quando si parla di mercato o di critica, apprezzare una mucca squartata a metà, uno squalo in salamoia, un lampadario assemblato con i Tampax o un gigantesco neon diviene un puro automatismo. Inutile chiedersi il perché di questi meccanismi, tanto qualcuno ha già deciso che quel dato oggetto è un’opera d’arte e voi non potete farci nulla. Ed il bello è che nel mondo dell’arte nessuno morde la coda al proprio prossimo, quindi se un’opera è brutta, non troverete anima viva disposta ad affermare che il re è nudo.

 Se siete giovani artisti e volete entrar a far parte del sistema, ammesso che questo esista realmente, dovete per forza di cose accettare il fatto che la creatività è divenuta un comportamento. Fino agli inizi del secolo scorso essere artista significava soprattutto avere spiccate qualità tecniche e creative, studiare il bel disegno, la bella pittura e la bella scultura, essere un maestro d’arte insomma. Beh, le cose non stanno più così, molti danno ingiustamente la colpa di tutto questo a Marcel Duchamp, in realtà il discorso sarebbe molto più lungo. Il talento non è più una prerogativa assoluta per il successo artistico, anzi il talento da solo non serve a nulla. A creare un bel dipinto o una bella scultura c’è il rischio di farsi prender per i fondelli o passare da artisti antidiluviani. Oramai ciò che conta è la politica, darsi da fare alle cene con curatori, critici e galleristi. Costruirsi relazioni con i collezionisti e “vendere” la propria immagine ai magazine. Importante anche scegliere una propria ricerca creativa del tutto criptica ed esteticamente minimal/disturbante.

Insomma bisogna tentare di sviluppare al massimo il proprio senso per gli affari. Se i direttori dei musei sono divenuti dei veri e propri manager, gli artisti si sono trasformati in piccole aziende impegnate a vendere il proprio prodotto. A volte però questo prodotto è talmente vuoto e pretestuoso da essere ammirato solamente da chi è in grado di ammirare le sgargianti vesti del re nudo.

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