Olek protagonista di un nuovo spot Samsung

di Micol Di Veroli Commenta

Vi ricordate di Olek? Stiamo parlando di una delle street artists più celebri e talentuose  del momento. Olek però non crea graffiti o murales alla stregua dei suoi colleghi, la sua tecnica prediletta è infatti quella dello Yarn Bombing.  Lo Yarn Bombing è un nuovo tipo di movimento street art nato da un manifesto creato nel 2009 e pubblicato nel libro Yarn Bombing: The Art of Crochet and Knit Graffiti di Mandy Moore e Leanne Prain, due artiste di Vancouver in Canada. Il processo creativo è innovativo ma parte da una tradizione millenaria, quella dell’uncinetto.

Gli artisti che si cimentano in questa caleidoscopica tecnica non fanno altro che tessere delle trame attorno alle opere pubbliche e quanto altro. Lo scorso anno Olek era stata al centro di una sfortunata vicenda giudiziaria.  L’incidente è avvenuto a Londra nell’ottobre del 2011, mentre l’artista era impegnata nella city per donare un’opera a fini umanitari. Proprio in quella fatidica data Olek è stata arrestata e trattenuta per due giorni in cella in attesa di un giudice. Inoltre il passaporto polacco le è stato confiscato e solo dopo il pagamento di una cauzione l’artista è ritornata in libertà. Dopo un breve periodo di pausa l’agguerrita street artist è ricomparsa in uno spot pubblicitario della Samsung, esattamente quello del nuovo Galaxy Note smart phone. Nella pubblicità Olek viaggia all’interno di una macchina interamente coperta di ricami all’uncinetto e si ferma di quando in quando per ricoprire di lana vari elementi arboreei, sempre tenendo stratta in mano il suo fido smartphone.

Intervistata da Hyperallergic, l’artista si è mostrata visibilmente imbarazzata a causa di questa insolita partecipazione: “mi sono divertita moltissimo con questo spot, mi ha dato nuove idee. Comunque sia, il compenso pattuito con la Samsung è andato a coprire il 10% delle spese legali per il mio processo”, ha dichiarato l’artista. Quindi, per pagare i conti anche i più riot street artists della scena sono costretti a piegarsi ai voleri del consumismo.

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