Italian art scene is in danger – La scena dell’arte italiana è un pianto

di Micol Di Veroli Commenta

The art scene is ready for the second part of the season. But the Italian scene looks tired and sad

La scena italiana sembra trascinarsi in avanti senza una meta conosciuta

The art scene is ready for the second part of the season. But if the international scene is already full of renewed energy the Italian scene looks tired and sad, so that the arrival of September almost scare all of us. Many of our museums are in disarray, as MADRE in Naples, others such as the EX 3 in Florence finally closed its doors. Some art galleries have closed and many have reduced their exhibitions offer. The fairs have experienced a substantial decline in public and sales, ArteFiera Bologna decided to dethrone the veteran director Silvia Evangelisti and the art fair of Rome will not have a  new chapter in 2013. Some major events have also been permanently deleted, see Rome Quadrennial, while others have been shrinked. In this hell, more and more artists are struggling to find space and to try to promote their work. With this scene it will be tough to look at the future, but one thing is certain, we have to change an art system that until now has done nothing but lead us into the abyss in which we are.

Ancora due settimane di ferie e poi si riparte. La scena dell’arte riaccenderà i suoi motori e la seconda parte della stagione espositiva entrerà in pista per cercare di convincere pubblico e critica. Ma se la scena internazionale è già piena di rinnovate energie la scena italiana sembra trascinarsi in avanti senza una meta conosciuta, tanto che l’arrivo di settembre quasi quasi spaventare tutti i protagonisti dell’arte nostrana. Del resto chi vorrebbe riaprire bottega in una situazione a dir poco nera? Molti dei nostri musei sono allo sbando, vedi MADRE di Napoli, altri come l’EX 3 di Firenze hanno definitivamente chiuso le porte. Alcune gallerie d’arte hanno chiuso i battenti e molte hanno ridimensionato la loro offerta espositiva. Le fiere hanno fatto registrare una sostanziale flessione di pubblico e di vendite, tanto che i vertici di Artefiera Bologna hanno deciso di detronizzare l’ormai veterana direttrice Silvia Evangelisti e la fiera di Roma non è detto che si conceda un nuovo capitolo nel 2013. Alcune grandi manifestazioni inoltre sono state definitivamente cancellate, vedi Quadriennale di Roma mentre altre sono state largamente depotenziate. In questo panorama infernale, gli artisti faticano sempre più a trovare spazi per cercare di promuovere il loro lavoro. Con queste premesse sarà dura ripartire ma una cosa è certa, bisognerà dare una svolta ad un sistema prono su sé stesso che fino ad ora non ha fatto altro che condurci nel baratro in cui ci troviamo.

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