Maya Deren

di Micol Di Veroli Commenta

 

Maya Deren (Kiev, 29 aprile 1917 – New York, 13 ottobre 1961) è stata una regista statunitense di origine ucraina, attiva negli anni quaranta e anni cinquanta del XX secolo. All’inizio degli anni ’40, usando parte dell’eredità paterna, Deren acquistò di seconda mano la sua prima cinepresa, una Bolex 16mm, che usò per girare il suo primo film, Meshes of the Afternoon (1943), da molti considerato il suo capolavoro, e una delle pellicole più influenti della storia del cinema statunitense.

 


Nello stesso anno, Eleanora adottò il nome d’arte di Maya che Arthur Schopenhauer intendeva come illusivo binomio tra realtà e sua rappresentazione, vettori che percorrono trasversalmente la carriera dereniana. Il nome “Maya” si riferisce inoltre all’omonima divinità indù e alla madre del Buddha, in questo periodo i coniugi Hammid si avvicinano alla fede buddhista, la lettura del The tibetan book of Dead influenza molte delle scelte stilistiche di Meshes of the Afternoon come la famosa figura in nero con il volto di specchio che ellitticamente ritorna nel corso del film o la “doppia soggettiva” dello specchio con Sasha, è nota pratica buddhista di depersonalizzazione l’osservare il mondo attraverso la realtà filtrata dello specchio, ancora una volta realtà e sua rappresentazione, che così diventano vettori trasversali a tutta la carriera dereniana. Un nome decisamente metacinematografico. Hamid contribuì alla realizzazione di Meshes of the Afternoon, in cui recitò insieme alla stessa Deren. La loro unione durò solo alcuni anni. Hamid in seguito si sposò con Hella Hamon, un’amica comune della coppia, che aveva contribuito alla realizzazione del secondo film di Deren, At Land (1944). Meshes of the Afternoon procurò alla sua autrice una certa notorietà presso i circoli dell’avanguardia newyorkese gravitanti intorno al Greenwich Village. In quegli anni Deren ebbe modo di conoscere e frequentare intellettuali come la scrittrice Anaïs Nin, l’artista Marcel Duchamp, il compositore John Cage e il filosofo Gregory Bateson, al quale si legò anche sentimentalmente per un breve periodo. Il suo secondo film, At Land, fu realizzato nel 1944, sempre in 16mm. Le prime due pellicole di Deren sono caratterizzate da un uso poetico delle immagini, legate tra loro non secondo criteri (crono)logici, ma simbolici e associativi. In esse si può scorgere l’influsso degli autori del Surrealismo, come Luis Buñuel e Jean Cocteau. A breve seguirono A Study in Choreography for Camera (1945) e Ritual in Transfigured Time (1946) con la partecipazione di Anaïs Nin e le performance dei danzatori Rita Christiani e Frank Westbrook.

 

 

 

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