MAXXI amari

di Micol Di Veroli Commenta

Avevamo tirato quasi un sospiro di sollievo nell’apprender la lista dei grandi nomi prossimamente in mostra al MAXXI di Roma. Insomma, tra Vezzoli, Koons e compagnia cantante non si era certo perlato di alte sperimentazioni ma per far cassa ed attirare il grande pubblico tutto poteva far brodo. Ed invece tutte le nostre speranze sono svanite assieme ai sogni del mattino, già perché la direzione del MAXXI è stata oggetto della solita barbara lottizzazione da italietta piccola piccola. Giovanna Melandri, attualmente deputato in carica del PD è stata infatti piazzata alla guida del prestigioso museo che proprio lei aveva fortemente voluto, ma il fatto di aver costruito una “casa” non permette certo al “costruttore” di occuparla. Lo scandalo non è tanto politico quanto ideologico, piazzare una figura del genere alla guida di un polo culturale equivale a voler affermare che in Italia non esistono figure provenienti dal mondo della cultura in grado di dirigere un museo di grande caratura. Oramai tutti sanno che l’arte contemporanea è un buon modo per fare e ricevere grandi favori, per guadagnare potere e far girare un gran numero di fondi. Lo sanno i politici, lo sanno gli sponsor e lo sanno i partiti. Purtroppo la direzione di un museo è una poltrona che fa gola a tutti, permette di lasciarsi traghettare per un periodo e ripartire in seguito, senza aver perso potere/prestigio/denaro/status. Tutto quello che vedremo al MAXXI nei prossimi giorni sarà quindi il frutto di una serie di scambi di favore e favoritismi politici di ogni specie, quei favori che forse la precedente direzione, proveniente dal mondo della cultura, non poteva permettersi e che quindi non ha attirato i grandi sponsor. A proposito, permettetemi una battuta proprio questi grandi sponsor: oggi sono magicamente apparsi dal nulla, dopo due anni di cinghia tirata al massimo. Tutto questo fa parte della peggiore Italia e noi operatori culturali dovremmo forse candidarci in politica e divenire assessori o quanto altro, se in futuro vogliamo dirigere qualche polo culturale o quantomeno curare qualche evento.

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