C’era una volta – Pre-Raphaelites, Victorian Avant-Garde alla Tate Britain

di Micol Di Veroli Commenta

 

C’era una volta l’Inghilterra. C’era una volta una regina che promulgava principi di progresso, stabilità e riforme sociali. C’era una volta il romanticismo e chi guardava al passato , agli ideali perduti ricercando quei valori che non si ravvisavano più nella società contemporanea. C’era una volta, in età vittoriana , la passione dell’Inghilterra per l’Italia. C’ era una volta chi addirittura identificava l’Italia come spazio immaginario dove dare libero sfogo alle proprie emozioni.

C’era una volta il SOGNO ITALIANO.

Era il lontano 1848 e c’erano i Pre- Raffaelliti. Erano tempi difficili dove la rottura nella nuova società industriale iniziava a diventare visibile e alcuni iniziarono a percepire che in essa bellezza e spiritualità erano andati perduti. C’era un tempo in cui un’appassionata confraternita credeva fermamente di dover rivoluzionare l’arte e tramite essa combattere la società e le ipocrisie del tempo. Occorreva ritornare all’età dell’innocenza, bisognava guardare al passato , ma non al mondo classico ,bensì al medioevo cogliendo il fulcro delle relazioni umane, esplorando i temi dell’amore , guardando con intensità la natura.

Jhon Everett Millois , Dante Gabriele Rossetti , William Nalman Hunt.

Per loro non bisognava “essere moderni a tutti i costi” ma bisognava essere sinceri ,avere idee genuine da esprimere  e credere nella natura.

Giotto , Beato Angelico , Boccaccio.

E poi Dante. Loro lo definivano come “uomo cardine della storia mondiale ,capace di coniugare qualità creative , morali ed intellettuali nella loro massima espressione. Dante è il modello da imitare per combattere la corruzione tornando alla verità divina racchiusa nel dato naturale. Bisognava studiare la natura accuratamente e in ogni singolo dettaglio ; i pre-raffaelliti bramavano di dipingere ogni singola foglia con accuratezza botanica ,ogni ruga con fedeltà microscopica. Questo studio accurato derivava dal fatto che in essa veniva riconosciuta un’intrinseca poeticità e il carattere divino ; il mezzo per decifrarla era perseguire una tecnica di composizione umile vicina a quella degli antichi maestri.

L’imitazione particolaristica delle cose naturali avveniva per vivere con essa un’intima comunione che permetteva di svelare il suo segreto e la sua spiritualità.  Questi artisti scelsero l’arte medievale, un’arte che non aveva abbandonato la verità a favore della bellezza ,vicina all’ordine delle cose, vicina alla natura, vicina a Dio. Dipingevano in plein-air utilizzando la tempera su affresco fresco. Ed i loro dipinti iniziarono a brillare.

Scene del passato venivano riconfigurate nel presente.

Paesaggi impegnarsi negli sviluppi delle scienze naturali, della geologia, della botanica , della meteorologia e persino dell’astronomia. Scene religiose ripercorrevano idee in un nuovo realismo dove la moralità pervadeva la vita quotidiana. E poi bellezza , una bellezza priva di soggetto, fine a se stessa. Una bellezza che racchiudeva l’essenza stessa dell’arte.

 C’era una volta l’arte per l’arte.

C’era una volta.

 Pre-Raphaelites – Victorian Avant-Garde

12 settembre 2012 – 13 gennaio 2013

Tate Britain

Londra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>