Gayané Khachaturian e la sua Venezia

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Yerevan – Anche l’Armenia ha deciso l’artista che la rappresenterà in occasione della 53esima Biennale di Venezia, si tratta di  Gayané Khachaturian, di nazionalità armena-georgiana.

Per l’ottavo anno consecutivo il Ministero della Cultura armeno ha scelto l’Armenian Center for Contemporary Experimental Art come organismo organizzatore del padiglione ufficiale armeno alla Biennale. Alla guida del padiglione sarà presente L’architetto Edward Balassanian, co-fondatore dell’Armenian Center nominato come curatore unico del progetto. Il padiglione armeno sarà situato per il settimo anno consecutivo all’interno del collegio armeno Moorat Raphael di Venezia.

“Gayané Khachaturian è stata selezionata per l’importante manifestazione artistica grazie alla sua arte profondamente legata alle radici della cultura e della storia del popolo armeno. Le sue composizioni di colore che richiamano l’arte di Marc Chagall rappresentano veri e propri racconti attraverso i quali riaffiora la cultura armena. Si tratta di tele fortemente allegoriche impreziosite da una ricca varietà di simboli che si riferiscono a memorie collettive e personali e metafore esistenziali”. Questo il significativo commento del quotidiano di informazione The Armenian Reporter.

I lavori presentati alla biennale sono stati presi in prestito dal Parajanov Museum di Yerevan e dai collezionisti privati Bagrat Nikogosyan, Artashes Aleksanyan, e Valerie Khanukaev. Il curatore Edward Balassanian ha dichiarato di aver organizzato una campagna di raccolta fondi per portare a termine il suo progetto.

Per nostro conto possiamo senza ombra di dubbio affermare che Gayané Khachaturian è un’artista sicuramente non innovativa, ancorata forse ad un universo pittorico che nel resto del mondo non esiste più e che farà forse sorridere la maggior parte degli esperti e critici d’arte. La presenza di quest’artista ad una Biennale che Daniel Birnbaum ha voluto intitolare Fare mondi è comunque importante in relazione all’importanza storica legata alla ricerca delle radici di una cultura armena poco conosciuta che rischia di perdersi definitivamente a causa di una diaspora che ha portato 5 milioni di armeni fuori da uno stato che in totale conta 8 milioni di persone.

Photo: Gayané Khachaturian

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