Disputa tra gli eredi di George Grosz e il MoMa di New York

di Micol Di Veroli Commenta

Gli eredi di Gorge Grosz, uno dei più grandi pittori avanguardisti del ‘900 e grande oppositore del regime nazista, hanno recentemente citato in giudizio il MoMa di New York che ha rifiutato la restituzione di tre dipinti creati dall’artista e successivamente scomparsi nel 1933.

Le tre opere intitolate Portrait of the Poet Max Herrmann-Neisse, Self-Portrait with Model, e Republican Automatons, erano state affidate da Grosz in fuga dalla minaccia nazista al gallerista Alfred Flechtheim residente a Berlino. Mentre Grosz era in esilio negli Stati Uniti il governo nazista ordinò la confisca e la distruzione di oltre 285 dipinti presenti nell’atelier dell’artista e nei musei tedeschi. Dopo la morte del gallerista Alfred Flechtheim e la chiusura della sua galleria, l’art dealer Charlotte Weidler si appropriò dei dipinti di Grosz dichiarando di averli ereditati da Flechteim.

Alla fine della seconda guerra mondiale Charlotte Weidler vendette i dipinti dell’artista al MoMa. Gorge Grosz che nel frattempo si era stabilito a New York, non seppe nulla dell’acquisizione e dai registri del museo si evince che l’isituzione non chiese nulla alla Weidler riguardo alla provenienza dei dipinti. Appena Grosz fu informato della situazione scrisse una lettera ad un suo parente dichiarando: ” Il MoMa espone dei quadri che mi sono stati rubati, il museo ha comprato quei dipinti da un ladro.”

La decisione di citare in giudizio il MoMa è stata presa dagli eredi venerdì scorso dopo che l’istituzione newyorkese ha rifiutato ulteriori discussioni sull’argomento. In un’intervista sul perché di tale azione legale uno degli eredi, Marty Grosz, ha rilasciato questa dichiarazione: “Nutro un profondo rispetto per il MoMa, uno dei più grandi musei del mondo. Sfortunatamente i dirigenti del museo non vogliono applicare i principi della Conferenza di Washington applicabili alle opere d’arte confiscate dai nazisti. Volevo risolvere la questione in maniera amichevole ma non c’è stato verso”. Ricordiamo che la stessa conferenza recita che se i proprietari dell’anteguerra o gli eredi di un’opera d’arte confiscata dal regime nazista e non restituita successivamente possono essere identificati, dovrebbero essere tempestivamente intraprese delle misure per proporre una soluzione giusta ed equa.

Photo Copyright: George Grosz

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