L’artista di Bolliwood sbarca a Roma

di Redazione Commenta

Spread the love

Continuando il percorso attraverso l’arte contemporanea indiana, il 28 maggio la Z2o Galleria ha il piacere di presentare per la prima volta in Italia Indochine, il lavoro di uno dei massimi esponenti della new wave indiana: Baba Anand (Srinagar, Kashmir 1961).

Baba Anand è internazionalmente famoso per le sue rielaborazioni dei poster dei film bollywoodiani degli anni ’50-’70: collage nei quali le star del cinema indiano vengono adornate come divinità, assumendo – attraverso l’uso di vari materiali come paiette, fiori finti, bindi, stoffe, lustrini – una tridimensionalità che li rende vivi, palpitanti. Traendo linfa vitale dalla cultura popolare del suo Paese, Baba – definito anche l’erede indiano della Pop art – esalta fino al paradosso il gusto del kitch, prendendo gli stereotipi della cultura indiana e facendoli assurgere ad opera d’arte, con ironia e divertimento.

Un artista coerente, che – come sostiene Jérom Neutres – “ha fatto proprio l’adagio: fai della tua vita un’opera d’arte, mettendone in scena tutti gli istanti”, tanto da affermare che: “la mia ultima opera sarà la mia cremazione”.

Il nuovo lavoro che Baba presenta a Roma per la prima volta fuori dai confini indiani, in collaborazione con la Matthieu Foss Gallery di Bombay, introduce molte novità nel percorso dell’artista. In Indochine per la prima volta Anand usa la fotografia come mezzo espressivo e per la prima volta si occupa di tutte le componenti del suo lavoro: dalla fotografia, appunto, al coloratissimo passepartout, fino alla cornice che ha un ruolo rilevante nell’insieme dell’opera. Altra novità è che ai suoi soggetti preferiti – le star di Bollywood e le divinità dell’olimpo induista – affianca per la prima volta banalissime bambole, di quelle che si trovano in tutti i più comuni mercati indiani, ancora imballate nel loro involucro di plastica.

Tutto ciò rende Indochine un lavoro particolarmente attuale, che palesa la sensibilità di Anand per i problemi legati alla globalizzazione e l’esigenza di diffondere la consapevolezza di certe contraddizioni attraverso la sua opera artistica: una componente frequente nell’arte contemporanea indiana, anche quando si presenta apparentemente gioiosa, colorata e apparentemente facile.

Photo Copyright: Baba Anand

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>