Obama rinfresca la collezione d’arte alla Casa Bianca

di Micol Di Veroli Commenta

L’elezione di Barack Obama non rappresenta un cambiamento solo in termini politici e sociali. Il nuovo presidente americano ha infatti intenzione di rivoluzionare la collezione d’arte della Casa Bianca e sicuramente le sue scelte peseranno come un macigno sul mercato dell’arte internazionale facendo registrare nuovi record di vendita per gli artisti prescelti.

Obama, sicuramente consigliato dalla first lady Michelle ha già acquisito opere della pittrice astratta afroamericana Alma Thomas, di Jasper Johns, di Richard Diebenkorn, di Edward Ruscha, di Robert Rauschenberg e di Louise Nevelson. Nei prossimi mesi il presidente darà ampio spazio ad artisti africani, asiatici, ispanici e soprattutto all’arte al femminile, favorendo così lo sviluppo di realtà meno conosciute e l’assorbimento di culture diverse.

Inoltre nella speranza di far risollevare le quotazioni dei propri artisti molti galleristi e collezionisti privati hanno letteralmente tempestato gli uffici presidenziali  con proposte di offerte e prestiti. La Casa Bianca non poteva essere certo considerata un tempio dell’arte contemporanea, la collezione della residenza presidenziale era infatti unicamente costituita da ritratti e scene bucoliche del diciannovesimo secolo.

Solamente Bill Clinton era riuscito a lanciare un timido sguardo al contemporaneo scegliendo l’artista afroamericano Simmie Knox per i ritratti ufficiali. Anche Bush comprò per la Casa Bianca un dipinto del pittore afroamericano Jacob Lawrence, The Builders questo il nome dell’opera, fu però aspramente criticato poiché raffigurava dei neri impegnati in pesanti attività manuali.

Barack Obama non ha certamente intenzione di fermarsi solo alle nuove acquisizioni della Casa Bianca. Il suo programma a sostegno ed a favore dell’arte prevede un’iniezione di 50 milioni di dollari per il Fondo Nazionale di Finanziamento delle Arti. Michelle Obama da parte sua non starà di certo a guardare, l’amatissima primadonna ha infatti tenuto un discorso per la riapertura del Metropolitan Museum of Art a New York.

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