Come da tradizione, mercoledi’ 26 agosto la Collezione Peggy Guggenheim festeggia il compleanno della mecenate americana con un concerto per pianoforte di Alfonso Alberti, che per l’occasione si cimenterà in una serie di brani concepiti come un doppio tributo a Peggy e alla sua collezione e all’artista texano Robert Rauschenberg, a cui il museo dedica, fino al 20 settembre, la mostra Robert Rauschenberg: Gluts, a cura di Susan Davidson, Senior Curator, Collections & Exhibitions, Museo Solomon R. Guggenheim, e David White, Curator, Robert Rauschenberg Estate.

In molti dei titoli dei pezzi in programma il 26 agosto echeggiano i nomi di artisti come Alexander Calder, Max Ernst, Marcel Duchamp e Pablo Picasso: un chiaro riferimento al dialogo interdisciplinare vivo e continuativo tra i diversi compositori e i grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Music for Piano 1 (1952) di John Cage e’ un tributo, storico e poetico, a Robert Rauschenberg, sia perche’ il brano entro’ a far parte della coreografia di Minutiae (1954) di Merce Cunningham, per le cui scene l’artista texano realizzo’ il suo omonimo e celebre combine, sia perche’ lo stesso Cage, nel comporre il pezzo, si trovo’, per sua diretta ammissione, sotto l’effetto dei White Paintings di Rauschenberg.

Works of Calder per pianoforte preparato (1949-1950) cosi’ come Music for Marcel Duchamp, sempre per pianoforte preparato (1947), vennero entrambi scritti da Cage per due film: il primo per una breve produzione di Herbert Matter su Alexander Calder, mentre il secondo per lo sperimentale Dreams that money can buy di Hans Richter, realizzato col sostegno di Peggy Guggenheim e nel quale i vari episodi furono ideati e diretti insieme a Max Ernst, Marcel Duchamp, Man Ray, Alexander Calder, e Fernand Lèger. Cage fu chiamato a scrivere le musiche per l’episodio di Duchamp e tradusse l’atmosfera surreale e straniata del film in una pagina musicale che, diversamente dall’esuberanza timbrica e ritmica di Works of Calder, e’ del tutto scarna e fatta di continue ripetizioni.

Dalle musiche di Cage si passa alle melodie di Arthur Lourie’, con Formes en l’air – à Pablo Picasso del 1915, per arrivare allo stile maturo di Last Pieces del 1956 di Morton Feldman, uno dei principali esponenti musicali della New York School, e terminare la serata con Colonna infinita del 1993 di György Ligeti, brano ispirato all’omonima creazione di Constantin Brancusi.

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