Barbara Kruger e gli slogan dell’arte

di Micol Di Veroli Commenta

Sia che riusciamo ad accorgercene o meno, la nostra vita di tutti i giorni è piena di segni grafici e di informazioni visive. Mentre leggiamo un giornale, guardiamo la televisione o camminiamo per strada, assorbiamo informazioni costantemente. Questo aspetto della sfera pubblica e sociale è parte della nuova ricerca creativa di Barbara Kruger, attualmente presente alla Lever House art collection di New York con l’installazione Between Being Born and Dying, in mostra fino al 21 novembre 2009. Il progetto è stato commissionato dal magnate Aby Rosen, boss della Lever House la cui collezione conta tra le sue fila nomi del calibro di Jeff Koons, George Condo, John Chamberlain, Keith Haring e  Barnaby Furnas.

Non è certo per pura coincidenza che Barbara Kruger ha utilizzato il contesto verbale e testuale per la sua cronaca quotidiana della società contemporanea. L’artista ha infatti studiato arte e design con Diane Arbus alla Parsons School of Design di New York e successivamente si è dedicata con successo al graphic design come direttore creativo della casa editoriale Conde Nast. Il compendio creativo dell’artista esplora da sempre le nozioni del consumismo e della comunicazione di massa. Il tratto distintivo di Barbara Kruger sono i suoi slogan, frasi e domande che aprono un confronto, informano e divertono il fruitore in totale semplicità e linearità di intenti. Le parole lanciate dall’artista sono simili ai cartelloni pubblicitari ed agli spot televisivi e portano lo spettatore a dimenticare ogni cosa, conoscere nulla e credere a tutto. Il netto contrasto tra il bianco ed il nero e l’esplosione delle lettere che si stagliano sui muri della Lever House sono elementi distintivi che forzano lo sguardo costringendolo all’attenzione. Politica, femminismo, consumismo e desiderio sono parte di un discorso visivo che costringe il pubblico ad acuire il proprio livello intellettuale.

Barbara Krueger condensa le sue idee utilizzando il carattere Helvetica, disegnato da Max Meidinger e Edouard Hoffman circa 52 anni fa e oggetto di una grande mostra dal titolo 50 Years Of Helvetica tenutasi al MoMa, Museum of Modern Art di New York nel marzo del 2007. Il font è abitualmente utilizzato nella vita di tutti i giorni dalla maggior parte dei canali di comunicazione scritta come pubblicità, posta ed internet. Le morbide e neutre linee dell’Helvetica si tramutano quindi in una forma universale che Barbara Kruger usa per il suo fantastico immaginario creativo.

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