The Group Show alla Vm21 di Roma

di Redazione Commenta

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La galleria VM21 di Roma, nel suo secondo appuntamento stagionale, propone a partire dal 3 dicembre l’interessante collettiva di quattro personalità artistiche diverse tra loro per generazione e ricerca.

Il grande fotografo Gabriele Basilico (Milano, 1944) con una grande fotografia a colori di Ponte Sisto ci accompagna all’interno di quel tessuto urbano, a noi così familiare, dei ponti di Roma.

La scultura in ceramica lucida e meticolosa di Simone Bertugno (Roma, 1963) dal titolo “Matermateria” racconta un universo fiabesco, costituito da figure metamorfiche, ibridazioni di elementi biologici, vegetali ed umani. L’artista romano attua una sperimentazione, quella della ceramica, per nulla facile poiché “priva di bozze preparatorie”, dunque di progettualità. Egli stesso afferma di voler dare forma ad una mescolanza, ad un grande organismo che oscilli “tra equilibrio e conflitto, ordine e caos”.Torna invece a predominare, nel lavoro tutto iconografico di goldiechiari (Sara Goldschmied, 1975, Eleonora Chiari, 1971), una visione legata al nostro contesto cittadino e paesaggistico. La coppia di artiste, nell’opera “Ninfee # 9” utilizza le composizioni impressioniste di Monet come quinte scenografiche di uno spettacolo molto più reale e disincantato delle celebri ninfee di Giverny. In primo piano infatti si confondono bottiglie di plastica, lattine e rifiuti di vario genere.
E’ proprio il mutamento della sua funzione originaria che porta l’osservatore ad andare oltre il carattere ludico dell’opera per addentrarsi in una stratificazione socio-culturale molto più complessa di come appare in superficie.

Infine il pittore iraniano Mehran Elminia (1975) realizza opere dove si rincorrono costante ambiguità e intenti figurativi, in un lavoro sempre immediato e spontaneo con evocazioni tipicamente orientali. Elminia vuole suscitare nell’osservatore una sensazione che non termini con la visione ma che prosegua attraverso un’interazione continua, mai finita con l’opera.

La mostra è visibile fino al 15 gennaio 2009.

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