Nuovo pellegrinaggio creativo verso la Cina

di Redazione Commenta

Spread the love

Di arte contemporanea ed artisti cinesi ne abbiamo già ampiamente parlato, sviscerando tutti gli aspetti di un boom inaspettato che ha però nascosto molte illusioni ed insidie per collezionisti ed addetti ai lavori. Insomma l’invasione cinese è stata già analizzata ma non abbiamo mai sottolineato il trend inverso è cioè l’invasione della Cina da parte degli artisti europei ed americani, fenomeno che negli ultimi 5 anni si è diffuso tra moltissimi creativi che hanno fatto pacchi e valigie trasferendosi nella nazione Asiatica.

Così ha fatto anche Alessandro Rolandi (oggi artista molto stimato in Cina), scultore italiano, che è rimasto in Cina assieme ad una colonia di artisti che hanno deciso di espatriare, accettando una sfida che nasconde molte difficoltà ma anche moltissimi aspetti positivi. Molti artisti, come Rolandi hanno lasciato i piccoli studi ed il ristretto cerchio di una scena contemporanea sempre più settoriale per scoprire una terra con vaste possibilità creative dai costi incredibilmente bassi. In Cina gli artisti possono affittare uno studio enorme ad un prezzo irrisorio, permettersi schiere di assistenti e sperimentare liberamente in media costosi come il bronzo ed il fiberglass senza andare sul lastrico. Ovviamente le difficoltà rimangono, abituarsi ad uno stile di vita totalmente diverso da quello occidentale è sicuramente una bella impresa ma a sentire le testimonianze di chi si è trasferito i risultati ripagano ampiamente lo sforzo prodotto. Ad esempio anche il giovane artista Joseph Ellis si è gettato a capofitto in questa avventura. Nel 2005 l’artista è partito da New York senza sapere nemmeno un vocabolo in cinese. In poco tempo Ellis si è laureato alla Central Academy of Fine Art di Pechino ed ha acquisito un’incredibile padronanza del cinese mandarino. Nel 2008 l’artista ha guadagnato 70.000 dollari vendendo le sue sculture a collezionisti cinesi ed a grandi multinazionali come Bank of America e Chevron. Inoltre Greenpeace per attirare l’attenzione pubblica sul riscaldamento globale ha commissionato ad Ellis 100 sculture di bambini in ghiaccio che sono state lasciate al sole nel parco di Pechino sino al completo scioglimento.

Insomma dopo Berlino e Londra potrebbe essere Pechino la nuova meta del pellegrinaggio creativo.

GT8XPRBUS9TA

Photo Copyright: Joseph Ellis e New York Times

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>