Atto vandalico sull’opera di Mike Kelley alla Fondazione Francois Pinault

di Redazione Commenta

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Gli atti di vandalismo ai danni delle opere d’arte sono ormai all’ordine del giorno ma quando succedono all’interno delle mura di casa Italia, per di più in una delle città simbolo dell’arte contemporanea come Venezia con l’ulteriore aggravante che a compiere il misfatto è stato proprio un personaggio che dovrebbe amare e rispettare l’arte in tutte le sue manifestazioni ci sembra sconcertante. Il fatto è accaduto diversi giorni fa ma la notizia ha cominciato a diffondersi solo nelle ultime ore.

La vittima di turno è la pomposa e chiacchierata Fondazione Francois Pinault che durante la scorsa Biennale di Venezia è riuscita a catalizzare l’attenzione di pubblico e critica ed ultimamente è stata accusata da Achille Bonito Oliva e da Monique Veute (dimissionaria direttrice di Palazzo Grassi) di creare immobilismo in Laguna. Evidentemente tali polemiche hanno fatto scattare uno scellerato meccanismo mentale che ha spinto G.D.M. (la stampa non ha reso noto il nome dell’uomo) critico e curatore di 66 anni abbastanza conosciuto nel vicentino a staccare un pezzo di una scultura in vetro di Mike Kelley dal titolo Kandor’s Full Set che era appunto ospitata dalla Fondazione Pinault. L’uomo, dopo aver asportato il frammento (ricordiamo che l’opera ha un valore di circa 300mila euro), lo ha riposto in tasca portandoselo a casa. Le telecamere della sorveglianza interna hanno però filmato l’intera scena ed alle forze dell’ordine è bastato pochissimo tempo per rintracciare il sedicente curatore che è stato successivamente denunciato per furto e danneggiamento. Intervistato sul perché del suo gesto G.D.M. ha così risposto: “E’ stato uno spiacevole incidente, io mi sono sempre battuto per la difesa e la conservazione dell’arte”.

Certo tali parole ci sembrano del tutto incomprensibili oltre che decisamente risibili vista la sconsiderata natura del gesto. Sarebbe stato meglio affermar di aver perso la testa e nulla più poiché se tutti ci mettessimo a difendere l’arte in tale maniera sarebbe la fine.

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