Un database con 21.000 opere trafugate dai nazisti

di Micol Di Veroli Commenta

Incredibile notizia dal mondo dell’arte e della tecnologia. La Libera Università di Berlino ha infatti lanciato un progetto su internet senza precedenti. Si tratta di un enorme database che conterrà notizie ed informazioni su più di 21.000 opere d’arte che durante il periodo del nazismo furono considerate come degenerate e trafugate dalle SS dai musei tedeschi nel 1937. Questo enorme registro elettronico è frutto di oltre 8 anni di ricerche condotte dagli storici d’arte dell’università, grazie ai quali è stato possibile risalire ad informazioni come i musei da dove sono stati trafugati e la loro attuale location anche se va detto che molte opere sono andate irreparabilmente distrutte.

Tra i capolavori trafugati figurano quelli di grandi nomi dell’arte come Franz Marc, Emil Nolde, Otto Dix, Marc Chagall, Max Beckmann, Wassily Kandinsky ed Ernst Ludwig Kirchner.  “Speriamo vivamente che questo progetto aiuti a gettare luce sul destino di alcuni capolavori trafugati. Il progetto vuole inoltre sottolineare e documentare l’importanza della meravigliosa collezione d’arte moderna in posseduta dai musei tedeschi negli anni ’30” ha dichiarato Meike Hoffmann, uno degli studiosi coinvolti nel progetto. Oltre a trafugare centinaia di migliaia di opere d’arte dai collezionisti privati di religione ebraica, i nazisti miravano a eliminare dai musei tutte le forme creative non conformi al regime o agli ideali ariani, contrapponendo alle opere censurate altre forme creative approvate dal regime come le sculture di regime di Arno Breker.

Nel 1937 il ministro della propaganda Joseph Goebbels, organizzò una mostra dal titolo Arte Degenerata, evento che portò a Monaco più di 2 milioni di persone. Alla mostra figuravano tutti i dipinti trafugati dai nazisti, le opere erano ammassate l’una sull’altra, in certi casi prive di cornice e vicino ad esse figuravano slogan razzisti che le reputavano creazioni di menti degenerate. Oggi finalmente possiamo sapere che fine hanno fatto molte di quelle opere, basta infatti recarsi sul sito del progetto. Prossimamente sarà disponibile anche una versione in inglese

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